Viterbo, 20 settembre 2023 – “Siamo rimasti tutti a bocca aperta”: a parlare è il vice presidente del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa, Luigi Aspromonte, che in poche parole condensa la reazione dei facchini alla vista di Dies Natalis. Una macchina che un po’ si immaginava, dopo la lettura da parte della commissione delle motivazioni che avevano indotto a sceglierla rispetto ad altre 16. Ma vederla davvero, ha dimostrato che la realtà spesso supera l’immaginazione. Dies Natalis è una macchina sorprendente. Solenne e austera. Maestosa. Aggiorna la tradizione più antica delle macchine, quando era l’architettura a contenere gli elementi scultorei e pittorici, e non viceversa, tanto che l’ultima creatura di Raffaele Ascenzi si avvicina più all’idea di un luogo, una cattedrale, con spazi vuoti e profondità al posto del troncone centrale del tradizionale “campanile” che cammina, con tutta una serie di suggestioni elargite dagli abbondanti elementi gotici: pinnacoli, merletti, pavimenti cosmateschi, e le composizioni sceniche che danno una narrazione articolata e dettagliata della vicenda storica e umana di Rosa. Un intero mondo, da portare sulle spalle: “Siamo rimasti tutti a bocca aperta. I facchini sono rimasti meravigliati da questa macchina – dice Aspromonte -. Non vedono l’ora di portarla. Sono tutti entusiasti. C’è qualche preoccupazione in più sulla portabilità. Con le misure ci rientriamo. Rispettano, ovviamente, quelle stabilite dal bando”. Dies Natalis, però, a differenza delle altre macchine non è un “cono” che si restringe quando sale di altezza. La Macchina di Ascenzi, resta piuttosto ampia anche nei moduli superiori, mantenendo una pianta monumentale. E questo dovrà fare i conti con tetti e grondaie. “Avremo dei punti critici sono la parte finale di via Roma, verso piazza delle Erbe, il Corso all’altezza di via della Volta Buia e poco prima di Largo Cesare Battisti”, spiega Aspromonte. “Di tutto ciò, però, ne dobbiamo ancora parlare. La mia idea è che dovremo fare una prova del traliccio con massimo ingombro. Con le altre macchine c’era molto più spazio, con questa dovremo stare un po’ più attenti a non farla strusciare”. La prova del traliccio “Viene sempre fatta al primo anno di trasporto di ogni nuova macchina. Ultimamente l’abbiamo fatta da San Sisto a piazza del Comune, stavolta, a mio parere, possiamo evitare di farla in questo tratto ma, più opportunamente, farla al Corso. Dobbiamo verificare l’ingombro. Altre volte, con Sinfonia d’Archi, ad esempio, la prova è stata fatta al Poggino, un’altra volta alle terme sulla Tuscanese”, dice Aspromonte. Ma come ha fatto Dies Natalis a mettere subito radici nel cuore di tutti i facchini? “Chi ha visto il video – prosegue il vice presidente del sodalizio – è rimasto basito dai riferimenti puntuali e dalla ricostruzione dettagliatissima della storia di santa Rosa. La macchina è maestosa, con mille particolari. Sembra un’opera d’arte. Si aspetta sempre un “Volo d’Angeli” e, invece, questo ritorno al passato è stato significativo. Raffaele ha trovato tempi e modi giusto”, dice Aspromonte di colui che ha ribattezzato “Architetto santarosaro. Un grazie a tutti i partecipanti che rendono viva la tradizione di santa Rosa. Ma ogni macchina che fa Raffaele è la migliore, secondo me”.