Con Viva Viterbo, Michelini non taglia né cuce. Almeno fino all’incontro di ieri sera con i capigruppo, lo strappo in maggioranza con Viva Viterbo non si sa che fine farà. Nel confronto che si è tenuto si sarebbero esaminati gli emendamenti da presentare al bilancio di previsione 2017. Quelli di Viva Viterbo si aggirerebbero intorno al milione di euro. Una cifra che sarebbe apparsa astronomica agli occhi degli altri membri della maggioranza. All’interno di essa pare stia prevalendo in queste ultime ore una certa volontà di provare a ricucire con il gruppo di Filippo Rossi, senza il quale il sindaco Michelini si troverebbe costantemente sull’orlo di un precipizio: con 18 consiglieri il numero legale è appeso a un filo e richiederebbe una costante presenza di tutti i consiglieri a tutte le sedute senza mai assentarsi. Un’ipotesi irrealistica, anche per il fatto che alcuni si trovano spesso fuori per motivi inderogabili di lavoro. Circostanza che potrebbe verificarsi anche in sede di bilancio. Ecco, dunque, che il Pd deve rassegnarsi a riaprire le braccia a Filippo Rossi e compagnia. Ma non è detto che poi finisca così. Michelini ha dimostrato in questi anni di essere un maestro nel trovare una via «geniale» tutte le volte che la sua maggioranza l’ha messo con le spalle al muro. E chissà che per il sindaco la soluzione migliore non sia proprio quella di «non tagliare, né cucire» ma affidarsi di volta in volta alla roulette dei numeri, a cominciare da oggi. Viva Viterbo avrebbe chiesto 200 mila euro per il teatro dell’Unione, 400 mila euro per l’ex cinema Genio, 140 mila euro circa per realizzare un’area camper, 350 mila euro per il museo civico. Cifre che sarebbero state giudicate troppo alte dalla maggioranza, ferma su un ordine di grandezza di molto inferiore circa le risorse da assegnare a Viva Viterbo.