Il Partito Democratico in comune non è mai stato così compatto come in questi giorni, anche se oggi è saltato nuovamente il consiglio comunale di Viterbo che avrebbe dovuto finire la discussione dell’imposta di soggiorno. Nessuno si presenta al primo appello e al secondo non c’è il numero legale. In sala solo Maria Rita de Alexandris e Filippo Rossi di Viva Viterbo seduti in un angolo. Il problema, politico, sarebbero proprio loro. Tutti gli altri consiglieri: Partito Democratico e Oltre le Mura sono nella stanza del sindaco a trovare un accordo. Il nodo da sciogliere, non è una novità, accogliere o no ancora Viva Viterbo all’interno della maggioranza di centrosinistra. Nel primo caso significherebbe scendere a “patti” sul bilancio, come dimostra il primo cruento scontro sulla destinazione dell’imposta di soggiorno, che ha visto Viva Viterbo, in disaccordo con il resto della maggioranza, lasciare l’aula e far cadere il numero legale. Nel secondo caso la maggioranza tirerebbe dritta senza i due consiglieri comunali di Viva Viterbo, De Alexandris e Rossi, ritirando le deleghe al turismo all’assessore del gruppo, Giacomo Barelli. Sulla prospettiva di mettere “alla porta” Viva Viterbo ci sarebbe un fronte compatto del Pd, mentre Oltre le Mura vorrebbe mantenere Rossi e de Alexandris in maggioranza. In queste ore si sta tenendo una riunione di maggioranza per sciogliere la vicenda. Ma chissà che pure stavolta, l’uomo partita non sia ancora Leonardo Michelini, magari con un disegno già pronto in tasca che nessuno si aspetta. Non resta che aspettare il consiglio comunale di domattina, in seconda convocazione alle 9,30, quando i due voti di De Alexandris e Rossi non saranno più necessari per l’approvazione delle pratiche di bilancio, abbassandosi il quorum. E se c’è l’ipotesi che qualcun altro, tra la maggioranza, possa sposare la causa di Viva Viterbo, c’è anche quella che qualcuno, dall’altra parte dei banchi, tra l’opposizione, possa portare avanti quella di qualche gruppo del Pd che li vuole fuori dalla coalizione di governo.