Rocca al pranzo sociale dei facchini: “Il prossimo anno sarò in prima fila, faremo conoscere il Trasporto a tutto il mondo”.
Viterbo, 11 novembre 2023 – “Il prossimo anno sarò in prima fila a vedere la Macchina di Santa Rosa”: l’ha detto Francesco Rocca che, in attesa del 3 settembre 2024, intanto, oggi, ha preso posto a tavola con i facchini, per il pranzo sociale del Sodalizio, un appuntamento di grande importanza, proprio perché, oltre ad essere un momento conviviale con tutti i portatori della macchina, è anche l’occasione per sedersi gomito a gomito con le istituzioni, fare il punto e guardare a prospettive e impegni futuri. E così è stato. Dalla regione Lazio, oggi c’è stato un annuncio importante: “L’impegno a far conoscere questa meraviglia in tutto il mondo”, ha promesso Francesco Rocca riguardo al Trasporto, una tradizione che è anche “la metafora della vita – ha detto -. Voi facchini rappresentate sotto un profilo simbolico il meglio della società. Ognuno di voi è consapevole del suo ruolo sotto la macchina e sa che lì deve dare il massimo, affinché gli altri vedano, ciò che il facchino non può ammirare, perché altri godono della sua fatica, ossia quella meraviglia che fa innamorare chiunque viene a Viterbo. La nostra società dovrebbe funzionare così. Mi scuso che quest’anno non sono potuto venire, il prossimo sarò in prima fila con voi, perché il presidente della regione non può mancare”, ha assicurato Rocca che ha detto di avere conosciuto il trasporto “12 anni fa” e di averlo “visto due volte”.

“Penso sia la prima volta che un presidente della regione Lazio sia venuto al pranzo sociale”, ha detto un commosso il presidente del Sodalizio, Massimo Mecarini, che ha regalato a Francesco Rocca la cravatta dei facchini. Accanto a Rocca, seduti al tavolo, anche l’on. Mauro Rotelli, il consigliere regionale Daniele Sabatini, il sindaco di Viterbo, Chiara Frontini, e il presidente della Provincia Alessandro Romoli. A innamorarsi di Viterbo è stato anche il Prefetto Antonio Cananà, presente al pranzo sociale, con le “valigie in mano”: “Tra due ore lascio Viterbo”, ha detto, sugellando un addio che è “coinciso” proprio con “la festa dei facchini. Ho imparato ad amare una realtà inaspettatamente straordinaria che voi viterbesi nascondete agli altri, ma è bellissima, fatta di posti e persone meravigliose”, ha detto il Prefetto che ha poi ricordato il “tempestoso” primo incontro con il Trasporto, l’anno scorso, il suo primo anno a Viterbo, quando si è trovato a gestire un evento che ha messo a dura prova il binomio sicurezza e tradizione, una di quelle che richiede piazze e vie piene di gente.

Alla fine la sintesi è arrivata: “Abbiamo creato quest’anno i presupposti affinché questa festa, che ambisce a diventare un evento di rilievo nazionale e anche internazionale, possa essere valorizzata e andare avanti nel rispetto della tradizione e delle nuove norme intervenute negli ultimi anni”, ha detto Cananà.
Al pranzo sociale anche sindaco e presidente della provincia. “Inizialmente è stato un percorso irto di ostacoli, poi ha preso la piega giusta”, ha detto Frontini riguardo al confronto organizzativo con la Prefettura, mentre Alessandro Romoli, rivolto ai facchini, ha detto: “Siete sempre più un punto di riferimento non solo in termini di trasporto, ma anche di valori”. Assente il vescovo Orazio Piazza, ad Assisi, in sua rappresentanza don Luigi Fabbri.

Durante il pranzo sociale la consegna di diverse targhe, una alla famiglia Veralli di Star System che ha donato delle nuove fasce rosse ai facchini. Presenti il questore Fausto Vinci, il commissario Asl Egisto Bianconi, il consigliere Enit, Sandro Pappalardo, il comandante della Polizia Locale. Mauro Vinciotti, il sindaco di Vetralla, Sandrino Aquilani, il colonnello dell’aeronautica militare Spica, l’ideatore di Gloria, Raffaele Ascenzi, il costruttore Vincenzo Fiorillo, il presidente della fondazione Carivit, Luigi Pasqualetti.