Home Cronaca 10 anni di riconoscimento Unesco e 45 del Sodalizio: il valore “universale” del Trasporto.
10 anni di riconoscimento Unesco e 45 del Sodalizio: il valore “universale” del Trasporto.

10 anni di riconoscimento Unesco e 45 del Sodalizio: il valore “universale” del Trasporto.

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Viterbo, 4 dicembre 2023 – L’intitolazione di una via o in alternativa di una piazza o di un edificio a Nello Celestini, fondatore del Sodalizio dei facchini di Santa Rosa: parte la richiesta ufficiale al comune di Viterbo direttamente dall’attuale presidente, Massimo Mecarini, dal palco dell’Unione dove domenica pomeriggio è stato festeggiato il 45esimo anniversario dalla fondazione e il decimo dal riconoscimento Unesco. Sul palco tutti i sindaci che hanno vissuto l’iter della rete delle Macchine a spalla, da Giulio Marini, sindaco all’epoca della preparazione del dossier, a Leonardo Michelini, che ha vissuto durante il suo mandato l’assegnazione materiale del riconoscimento, fino all’attuale prima cittadina, Chiara Frontini.

Da sin.: Giulio Marini, Massimo Mecarini, Leonardo Michelini, la presentatrice Taratufolo, Chiara Frontini e Sandro Rossi.

Quella di domenica scorsa è stata una festa di famiglia, che parte da quella dei facchini e si allarga a tutta la città, coinvolta, a vario titolo, nella secolare tradizione del Trasporto. Sul palco cala un grande schermo su cui scorrono le immagini, le pagine, gli anni e le storie di questo grande album cittadino. Ci sono i facchini, lo staff, i giornalisti, gli amministratori di ogni epoca. Ci sono soprattutto i viterbesi. C’è la città e la Macchina con i suoi tanti volti. Le due colonne immobili e immutabili, intorno alle quali tutti gli altri, insieme agli anni, scorrono via, eppure vi restano ancorati, come la “pellicola” di quel video che si dipana sulla platea del Teatro dell’Unione, ma che si riavvolge al suo centro: la tradizione di Rosa,  a cui ognuno nel tempo ha consegnato qualcosa di suo, e forse per questo, quella macchina resta lì, coriacea contro le intemperie dei secoli, a ricordare tutti, a custodire chi c’è stato, chi c’è e chi ci sarà. In platea ci sono tutti: autorità civili, militari e religiose. “Ho avuto la fortuna di vivere tutti i 45 anni del Sodalizio, fondato nel 1979, io sono entrato nel 1978 – ha detto un commosso Massimo Mecarini –  La prima tappa è stata affrancare il Trasporto e i facchini dal costruttore. La seconda, dopo il 1986, quando la macchina ha rischiato di cadere di fronte alla basilica di  Santa Rosa e il Trasporto fu affidato in modo definitivo al Sodalizio”. Infine “la tappa del riconoscimento Unesco che ha affidato al Sodalizio il ruolo di unico custode del Trasporto”.  Accanto a Mecarini c’è il capofacchino che ieri, come nel 2007, anno del suo primo Trasporto alla guida della formazione, non riesce a trattenere lacrime ed emozione nei pochi primi minuti che prende in mano il microfono. “Anno dopo anno – ha detto Sandro Rossi -. Il Sodalizio ha assunto sempre più un ruolo importantissimo nella città di Viterbo, insieme anche a tutte le mini macchine che hanno allargato la famiglia anche a chi non aveva un facchino sotto la macchina. E quest’anno c’è stato l’ulteriore passo con l’inserimento delle bambine. Ogni anno che passa – ha proseguito Rossi – questa città è sempre più unita, specialmente per le feste di Santa Rosa”. E Rossi lancia un messaggio, che forse è quello più importante in questo anniversario di quasi mezzo secolo del Sodalizio: “L’auspicio che quelli che verranno dopo di noi – ha detto – proseguano su questa linea . Abbiamo anche questo grande compito di far continuare questa festa. Rompere è un attimo, ricostruire è difficile”, ha detto Rossi, in un teatro in cui molti giovanissimi sono lì con la tipica divisa, a testimonianze che il seme della tradizione è sempre vivo. “Il riconoscimento Unesco è un momento di confronto tra Viterbo e il mondo”, ha detto la sindaca in carica, Chiara Frontini. “Lo sforzo corale dei facchini sotto la macchina non è più solo patrimonio nostro, ma da dieci anni è di tutta l’umanità. Essere facchino è qualcosa che ti porti sotto la pelle, sempre. Grazie a chi ha permesso di avere questa realtà. Siete il cuore della viterbesità – ha detto rivolta ai facchini -.  La tradizione è viva e al passo con i tempi come dimostra l’ingresso quest’anno delle mini facchine. La Macchina di santa Rosa è il cuore pulsante della città”, ha concluso la prima cittadina. La storia è lì, e si vede, “Allora oggi raccontiamo le emozioni”, ha detto l’ex sindaco Giulio Marini: “A dieci anni ero bambino e mi trovavo sulla salita. I facchini passavano piangendo, perché avevano lasciato la macchina a via Cavour e ho promesso che mi sarei battuto, che avrei lottato per loro e per la nostra santa Rosa“.  “Ero a Baku il giorno del riconoscimento – ha detto, invece, Leonardo Michelini -, è stata una grande emozione e soddisfazione. Un patrimonio immateriale è più difficile da custodire. Noi dobbiamo tutelarlo e salvaguardarlo. Il riconoscimento viene dato al Trasporto e rappresenta la partecipazione della comunità – ha detto Michelini -. Dobbiamo rinunciare a una nostra sovranità  sul Trasporto perché esso  è talmente importante che ha una sovranità universale. Il Trasporto è un fatto civico. Nello Celestini era un  facchino del consorzio agrario. Dobbiamo ricordare questa forza che è alla base della nostra comunità. È questa l’autenticità che non dobbiamo perdere. Ci saranno pure le liti, la parolaccia che scappa, ma il sindaco deve fare due passi indietro il 3 settembre, perché i protagonisti sono i facchini. Loro sono i rappresentanti della forza della nostra comunità”, ha concluso Michelini. Infine la parola a Patrizia Nardi che tutti hanno ringraziato per il lavoro svolto per la Rete delle Macchine a Spalla. “La prima candidatura tematica presentata da uno stesso stato parte – ha detto Nardi –. Dal 2005 ho lavorato con 18 sindaci e tutti hanno capito l’importanza di questo esempio di modello e fonte di ispirazione, che è parte di un gruppo speciale di 30 modelli su 700 candidature”.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.