Viterbo, 16 gennaio 2024 – Riqualificata e deserta: è la foto che scattano i commercianti rimasti a via Matteotti dopo il fine lavori, durante i quali si sarebbe voluto vedere più organizzazione e azioni di sostegno alle attività penalizzate dalla limitazione del passaggio pedonale e veicolare. Ma anche ora, con la chiusura del cantiere PNRR, la via stenta a decollare. È quanto sostengono i titolari di alcuni negozi che lamentano anche delle criticità dovute al nuovo assetto viario: “Prima avevamo il carico e scarico, ora c’è un’aiuola. Non so dove lo metteranno”, dice Anna Maria della libreria Etruria. C’è poi la questione parcheggi: “Di fronte alla sanitaria ce ne erano quattro, tolti per fare posto all’aiuola. Siamo rimasti in pochi, la via è deserta come tutto il centro storico. Io ho registrato un calo nelle vendite del 50%. Consideriamo anche che era impossibile venire a Viterbo per Natale con tutte le vie bloccate. Questa amministrazione -prosegue – ha ridotto la città in un enorme cantiere e traffico. Intorno alle mura c’è un circolo di macchine in fila. Del resto vanno tutti ai centri commerciali. In via Matteotti parecchi chiudono. Io intendo resistere – dice ancora Annamaria -. Dal centro storico non me ne voglio andare. È una parte della città importante. Quando sono iniziati i lavori ho chiesto all’amministrazione di togliere il biglietto del parcheggio o ridurlo al minimo per invogliare la gente a venire. Dobbiamo dare un incentivo per venire in centro. Noi commercianti non siamo in grado di farlo. Ci deve pensare il Comune. Ma questa amministrazione, come le precedenti, penso che non abbiano voglia di investire sul centro storico”.

C’è chi chiude e chi ridimensiona l’attività: “Io mi sono ristretto”, dice Giacomo della sanitaria, “ho lasciato un locale che avevo in affitto. Stiamo subendo l’onda lunga dell’apertura dei centri commerciali. Per il centro storico è iniziata una morìa lenta e dolorosa che probabilmente si sta portando a conclusione. Capisco che i lavori bisognava farli, ma non mi puoi avvertire il 28 aprile per iniziare l’8 maggio e chiudere la via. Non sono tempi sopportabili per un’attività commerciale. Io avevo già ordinato e pagato la merce. La via ora è bella, ma quanta gente ci passa? Non comprendo, inoltre, il motivo di questa fioriera qui davanti. A mio avviso non era necessaria. Toglie posti auto. A me ne ha tolti tre per i portatori di handicap. Ma ho chiuso il laboratorio ortopedico. Già eravamo in crisi, ci hanno dato il colpo di grazia. Io conseguo la metà del mio fatturato annuale nei mesi di giugno, luglio, agosto. Quest’anno ho perso il 50% degli incassi. Sicuramente io ho subito un danno. Sono stato messo in ginocchio. Avevo due vasi qui davanti, non mi hanno dato né rimborso, né tantomeno bloccato il pagamento del suolo pubblico. Abbiamo continuato a pagare tutte le tasse, anche quella sull’immondizia che dovevamo portare da soli”, dice ancora il titolare della sanitaria che fa notare anche un altro aspetto: “Le manifestazioni le fanno agli Almadiani, qui il flusso del Natale non è arrivato, vista la chiusura di via Marconi. Nel periodo natalizio siano stati penalizzati. La Calza della Befana, ad esempio, potevano allungarla su via Marconi per mandarla a San Faustino. Questa è una zona dimenticata da Dio. C’erano le ortiche alte un metro, le hanno tolte il 27 dicembre. Diventeremo la seconda via Saffi. Ci faranno chiudere tutti”.
Gli fa eco Maria Giulia del negozio di borse: “Non abbiamo avuto alcun beneficio dal Natale. La festa è rimasta tutta giù. Hanno messo questo orsetto che pare gettato da un camion di passaggio. La gente non c’è. Prima dell’inizio dei lavori lavoricchiavo, adesso c’è un forte calo. I parcheggi non ci stanno più. Abbiamo continuato a pagare le tasse. Se continua così, chiuderò anche io. So che altri si stanno per trasferire. Speravo nei saldi: ma la gente non c’è”.