Home Cronaca Giardino Chiara Lubich, un’altra ditta rinuncia alla gestione: “Folle quello che ci hanno chiesto”.
Giardino Chiara Lubich, un’altra ditta rinuncia alla gestione: “Folle quello che ci hanno chiesto”.

Giardino Chiara Lubich, un’altra ditta rinuncia alla gestione: “Folle quello che ci hanno chiesto”.

0
0

Viterbo, 3 marzo 2024 – Condizioni troppo gravose, ma anche ritardi e disorganizzazione, dalle riunioni mancate, alla corsa per recuperare il tempo perduto, fino al flop finale: è quello che lamentano le ditte che hanno partecipato al bando per l’adozione da parte dei privati di rotatorie e spazi verdi.

Giardino Chiara Lubich, interno Porta della Verità.

Dopo il racconto dell’azienda che si era candidata a prendere in manutenzione la rotatoria del Poggino, impegnandosi anche alla riqualificazione del modulo di Sinfonia d’Archi, installato al centro della stessa, arriva un’altra testimonianza da parte di un’altra ditta, che si era proposta per assumersi la manutenzione del giardino di Porta della Verità dedicato a Chiara Lubich. Anche in questo caso nulla di fatto. L’azienda ha fatto marcia indietro di fronte alla condizioni poste dal comune di Viterbo.

Giardino Chiara Lubich, interno Porta della Verità.

Rotatorie e spazi verdi non sono manutentati, sono da ristrutturare nell’impiantistica elettrica e idrica”, dice Roberto direttore dei lavori, “Il Comune vuole che vengano eseguiti tagli dell’erba, potature, concimazioni, una serie di attività legate al verde che il Comune in questo momento non fa, basta vedere piazzale Gramsci”, prosegue Roberto. “In più vogliono che ci assumiamo l’onere di ristrutturare l’allaccio dell’acqua e della luce o il pagamento delle bollette”. E a questo si aggiunge la “stipula di un’assicurazione per responsabilità civile per danni a terzi”, per cui “se un bambino cade da un gioco all’interno del giardino in cui faccio manutenzione del verde, o se si fa male una vecchietta, ne devo rispondere io che l’ho presa in gestione. Stesso discorso vale per le rotatorie. Non si capisce come abbiano chiesto questa cosa. Io mi occupo solo di taglio dell’erba”, spiega Roberto, “che io mi debba prendere la responsabilità del Comune su un bene di sua proprietà, la considero una cosa folle”.

Giardino Chiara Lubich, interno Porta della Verità (Particolare).

Condizioni che, però, erano richieste dal bando. Allora perché le ditte hanno partecipato? “Lo abbiamo fatto perché siamo andati dalla sindaca che ci ha detto che non era così”, dice ancora Roberto che racconta di avere partecipato a “una riunione”, dove “abbiamo detto tutti che queste condizioni non ci andavano bene. Tra l’altro  ci hanno incontrato alla fine dell’anno, in dieci giorni volevano concludere tutto, forse per fare bella figura?”.

Giardino Chiara Lubich, interno Porta della Verità. Lo stato dei giochi.

“Il bando è scaduto il 3 marzo 2023”, dice Maria Teresa legale rappresentante della ditta richiedente il giardino di Porta della Verità. “Da quella data non abbiamo più avuto notizie. Abbiamo inviato diverse pec, alla fine siamo riusciti, dopo vari e ripetuti appuntamenti che sono saltati, ad avere un incontro. Ma ci siamo trovati davanti solo la segretaria, non c’era né un dirigente, né un assessore, né un tecnico. Ha raccolto le nostre osservazioni, poi ci siamo visti recapitare una lettera”, quella appunto che comunicava le condizioni richieste dal Comune, di fronte alle quali la ditta ha gettato la spugna e ha rinunciato.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.