Home Attualità Allevamento di polli a due chilometri dal Bagnaccio: la politica prende tempo.
Allevamento di polli a due chilometri dal Bagnaccio: la politica prende tempo.

Allevamento di polli a due chilometri dal Bagnaccio: la politica prende tempo.

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Viterbo, 12 aprile 2024 – Allevamento di polli a due chilometri dal Bagnaccio, in un capannone di 12 mila metri cubi su 5 mila metri quadrati di superficie: la pratica arriva in terza commissione, ma la politica prende tempo. Tutto sospeso per approfondimenti. L’impianto richiederà anche una variante al piano regolatore.

Terza commissione consiliare

Perplessità in opposizione, ma anche in maggioranza anche se la pratica avrebbe tutte le carte in regola dal punto di vista tecnico. L’impianto, infatti, sorgerebbe in zona classificata agricola, anche se la politica, per quella stessa area pensa a una vocazione termale. Collegata a questa c’è un’altra pratica che sarebbe stata presentata dallo stesso imprenditore agricolo e già autorizzata, per realizzare, al di sopra della struttura avicola, delle pensiline fotovoltaiche. Ma se il capannone avicolo vicino a delle realtà termali fa storcere il naso, in diversi si chiedono come porsi di fronte a una pratica che, invece, ha il via libera dagli uffici tecnici.

Da sin: assessore Aronne, una dipendente comunale, i consiglieri Marco Bruzziches, Letizia Chiatti, Paolo Moricoli.

Se lo è chiesto nella seduta della terza commissione di ieri, dove la pratica è stata discussa, il consigliere comunale Andrea Micci (Lega) che ha chiesto: “Io sono politicamente contrario, ma voglio anche sapere che strumenti ho per poter dire no. Che fine ha fatto il regolamento che avrebbe dovuto disciplinare questi casi?”. “Ci sta lavorando l’assessore Silvio Franco”, ha replicato l’assessore all’urbanistica, Emanuele Aronne, confessando anche lui di avere delle “perplessità” in merito a questo tipo di insediamento. Non ha dubbi, invece, Letizia Chiatti, secondo la quale il consiglio comunale può dire di no a una pratica che ha ottenuto il via libera dai tecnici comunali: “il consiglio comunale”, ha detto in commissione, “esprime una posizione politica”, se non potesse farlo, “basterebbero gli uffici”. Pure Laura Allegrini (FDI) è pragmatica: “Inutile girarci intorno”, ha detto, “questa struttura avrà un impatto importante, possiamo decidere in un modo o nell’altro, assumendoci le nostre responsabilità politiche. Purtroppo il regolamento non c’è, per dire cosa vogliamo fare in quella zona”. Pare che nella stessa area ci siano altri insediamenti similari. Regolamento che ritiene necessario anche Luisa Ciambella (Per il bene Comune) che ha rimandato, invece, “agli enti preposti”, altri aspetti che, ieri, hanno suscitato parecchi timori. Come quelli riguardanti l’eventuale emissione di rumori o cattivi odori,  che la consigliera Alessandra Troncarelli ha ricondotto all’esatta terminologia di “disagio odorigeno”, a suo dire “inesistente”, grazie alle nuove tecnologie a cui dovrebbero “conformarsi anche gli stabilimenti più datati”. Alla fine, però, è prevalsa la cautela: pratica sospesa per approfondimenti.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.