Viterbo, 13 aprile 2024 – Presentato oggi, presso Palazzo dei Priori, l’edizione 2024 di San Pellegrino in Fiore, ispirato al tema del Medioevo. Le geometrie di piante racconteranno gli elementi architettonici tipici delle chiese di quell’epoca. Un progetto deciso con un concorso di idee. La commissione, al termine dell’esame dei progetti, aveva proclamato il vincitore: il gruppo di architetti composto da Raffaele Ascenzi, Francesco Moretti, Marco Porcorossi, Andrea Rodolico e Alessandro Scorza. Non era stato, però, rivelato il progetto, per creare intorno all’edizione 2024 di San Pellegrino in Fiore un effetto “Sorpresa”. Oggi, 13 aprile, la conferenza stampa di presentazione presso Palazzo dei Priori con tutti gli attori che hanno reso possibile la manifestazione. Il comune di Viterbo con la sindaca Chiara Frontini, l’assessore allo Sviluppo economico Silvio Franco, il consigliere delegato Marco Nunzi, la provincia di Viterbo con il presidente Alessandro Romoli, l’università degli Studi della Tuscia, rappresentata in conferenza stampa dal prof Andrea Genovese, la Camera di Commercio Viterbo – Rieti con il presidente Domenico Merlani e il direttore generale Francesco Monzillo. I componenti dell’ente autonomo San Pellegrino in Fiore, con il presidente Armando Malè, ideatore dell’evento nel lontano 1987, Fabio Fontana e Alo Cannone.

PIAZZA DEL GESÙ
Piante: basilico rosso, rosmarino, broccolo, ghiaia (strututra intrecciato)
Relazione tecnica – L’installazione che si prevede per Piazza del Gesù prende ispirazione geometrica e formale dal pavimento cosmatesco interno al Duomo di San Lorenzo (vd.: A. Scriattoli, “Viterbo nei suoi Monumenti”, Roma 1920, fig. 146).
Realizzato dai maestri cosmati, a seconda dei casi, con tasselli di marmo, granito e ceramica, il pavimento definisce motivi geometrici dai colori decisi quasi a contrasto con la struttura austera e per lo più monocromatica della chiesa, intercettando, da un punto di vista simbolico, sia le questioni “terrene”, definite dalle forme quadrate, che quelle più “spirituali” definite invece dalle forme circolari. Gli elementi lapidei e ceramici che definivano metericamente il pavimento cosmatesco vengono tuttavia, nella installazione proposta, sostituiti dalle varie essenze floreali e vegetali che definiranno con la loro immagine la composizione finale. Centro della installazione diventa la Fontana della Piazza che andrà a definire una sorta di Hortus Conclusus ovvero un giardino recintato all’ interno del recinto architettonico della piazza stessa.

PIAZZA SAN LORENZO
Piante: borragine, fiore di Vetro, lavanda non fiorita, mirto, pittosforo variegato, salvia, bocca di leone, (Struttura intrecciato
Relazione tecnica – L’installazione che si prevede per Piazza San Lorenzo prende ispirazione geometrica e formale dal pavimento cosmatesco interno al Duomo di San Lorenzo (vd.: A. Scriattoli, “Viterbo nei suoi Monumenti”, Roma 1920, fig. 146).
Realizzato dai maestri cosmati, a seconda dei casi, con tasselli di marmo, granito e ceramica, il pavimento definisce motivi geometrici dai colori decisi quasi a contrasto con la struttura austera e per lo più monocromatica della chiesa, intercettando, da un punto di vista simbolico, sia le questioni “terrene”, definite dalle forme quadrate, che quelle più “spirituali” definite invece dalle forme circolari.
Gli elementi lapidei e ceramici che definivano metericamente il pavimento cosmatesco vengono tuttavia sostituiti nella installazione proposta dalle varie essenze floreali e vegetali che definiranno con la loro immagine la composizione finale.

PIAZZA DELLA MORTE
Piante: loropetalo
L’installazione che si prevede per Piazza della Morte individua simbolicamente come segno le cosiddette “cesoie” del cimatore Monaldi raffigurate su uno stemma all’ interno della vicina Chiesa di Santa Maria Nuova e rinvenute durante i restauri eseguiti all’inizio del XX secolo (vd.: A. Scriattoli, “Viterbo nei suoi Monumenti”, Roma 1920, fig. 255).
In tal senso, da un punto di vista compositivo, il fulcro delle cesoie, troverà sede nella caratteristica fontana a fuso che ne diventerà pertanto il punto principale da cui tutta l’installazione ha origine inserendo, all’interno di una piazza di per se irregolare e caratterizzata da una serie di flussi di passaggio un ulteriore elemento epifanico capace di definirne nuove spazialità e relazioni.

PIAZZA SAN CARLUCCIO
Piante: fiore di vetro, margherita, bocca di leone Bordeaux, basilico verde.
L’installazione che qui si prevede per Piazza San Carluccio prende ispirazione da uno dei decori presenti in una transenna interna alla Chiesa di Sant’ Andrea in Piano Scarano (vd.: A. Scriattoli, “Viterbo nei suoi Monumenti”, Roma 1920, fig. 287). Le geometrie della sopra menzionata decorazione vengono in tal senso riproposte al centro della piazza ed evidenziate attraverso varie essenze floreali opportunamente selezionate

PIAZZA SCACCIARICCI – Il Giardino dei veleni
Piante: digitale bianca, mughetto, tasso, stramonio, bosso.
L’installazione che qui si prevede per Piazza Scacciaricci prende ispirazione da uno dei decori presenti in una transenna interna al Duomo di San Lorenzo (vd.: A. Scriattoli, “Viterbo nei suoi Monumenti”, Roma 1920, fig. 169).
Le geometrie della sopra menzionata decorazione vengono in tal senso riproposte al centro della Piazza ed evidenziate attraverso varie essenze floreali e vegetali opportunamente selezionate a definizione di una sorta di Hortus Conclusus ovvero di un giardino recintato all’ interno del recinto architettonico della piazza stessa.

PIAZZA SAN PELLEGRINO.
Piante: salvia, bocca di leone Bordeaux, fiore di vetro, lavanda non fiorita.
L’installazione che qui si prevede per Piazza San Pellegrino prende ispirazione da uno dei decori presenti in una transenna interna al Duomo di San Lorenzo (vd.: A. Scriattoli, “Viterbo nei suoi Monumenti”, Roma 1920, fig. 169). Le geometrie della sopra menzionata decorazione vengono in tal senso riproposte al centro della Piazza ed evidenziate attraverso varie essenze floreali e vegetali opportunamente selezionate a definizione di una sorta di Hortus Conclusus ovvero di un giardino recintato all’ interno del recinto architettonico della piazza stessa.

Specifiche tecnico costruttive generali: Le installazioni che si propongono si caratterizzano per economicità e semplicità in quanto di facile realizzazione e posizionamento
in loco. Da un punto di vista realizzativo, nel segno della tradizione tipica degli impianti floreali effimeri religiosi, saranno posizionate a terra delle stampe di grande formato a riproduzione delle geometrie delle varie composizioni. Su queste saranno poi realizzate le varie casseformi con materiali di recupero e/o tipici delle composizioni che caratterizzano le processioni religiose della Tuscia, opportunamente sagomate a definizione delle varie geometrie e semplicemente adagiate sulla pavimentazione storica esistente.
Le soluzioni sopra proposte, di fatto costituite da elementi preparati su misura, avranno in tal senso il vantaggio di essere, oltre che facilmente montabili, anche facilmente removibili con il grande merito di non intaccare in modo alcuno il fondo storico esistente che risulterà pertanto adeguatamente protetto.