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Quattro dipartimenti su sei dell’Università della Tuscia tra le eccellenze italiane

Quattro dipartimenti su sei dell’Università della Tuscia tra le eccellenze italiane

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L’Università degli studi della Tuscia tra le eccellenze italiane. Lo ha reso noto stamattina il rettore Alessandro Ruggieri sulla base di una statistica pubblicata dal Miur che vede di nuovo l’ateneo viterbese ergersi tra le migliori realtà italiane.

Era già accaduto nel mese di marzo, quando il ministero aveva pubblicato un’altra graduatoria che vedeva la realtà viterbese al quindicesimo posto nel sistema italiano della ricerca. «Un dato che viene integrato – ha detto stamattina il rettore Alessandro Ruggieri – con le prestazioni della ricerca dei singoli dipartimenti. La classifica è stata pubblicata lunedì ed è molto importante perché ne verranno selezionati 180, ai quali sarà erogato un finanziamento di 1 milione e 600 mila euro annuo, su base quinquennale, quindi circa 8 milioni id euro. In tale graduatoria di eccellenza compaiono quattro su sei dipartimenti dell’Università della Tuscia che si colloca, quindi, ai vertici della classifica, guidata da Trento con dieci dipartimenti su dieci. Segue Bologna, Padova, Torino, Milano». L’Università di Viterbo figura tra i “grandi” con il 66%, il valore più alto a livello regionale che la pone davanti a tutte le altre università del Lazio. I dipartimenti eccellenti dell’Università della Tuscia per la qualità della ricerca, secondo la classifica del Miur sono: «I tre dipartiment scientifici – dice il rettore – e quello delle lingue. Il Dafne, “Scienze agrarie e forestali”,  con 100 su 100 è  primo in classifica con altri dipartimenti italiani.  Il Dibaf “Innovazione nei sistemi biologici, agroalimentari e forestali”, ottiene il 99,5%, il Distu,  “Studi linguistico- letterari, e filosofici giuridici, il 95,5%, il Deb, Scienze ecologiche e biologiche, il 75%. Un risultato molto buono – prosegue il rettore – scorrendo la classifica il nostro è l’ateneo più piccolo». Oltre all’eccellenza della ricerca, sul risultato influisce anche: «Il senso di condivisione e armonia che regna in questa fase della nostra vita accademica tra le nostre strutture – specifica Ruggieri – ai fini del finanziamento presenteremo un progetto interdisciplinare in modo da coinvolgere anche quelle aree che, pur facendo una buona ricerca, ancora non hanno raggiunto l’eccellenza. In questo modo vogliamo puntare a innalzare il livello medio della qualità nei prossimi anni».

Un finanziamento che, se venisse erogato all’ateneo viterbese, andrebbe a «mettere in sicurezza» un bilancio «già di per sé positivo», commenta Ruggieri, aggiungendo che: «reinvestiremo tutte le risorse sulla ricerca e sul reclutamento dei giovani».

Ottimi indicatori a conferma della qualità dell’Università di Viterbo arrivano anche da Alma Laurea. «Il 28% degli studenti delle lauree triennali arrivano da fuori regione – comunica Ruggieri – il dato nazionale è fermo al 19%. Si tratta di ragazzi di diciannove anni che insieme alle famiglie hanno scelto l’Università degli Studi della Tuscia». Positivo anche il dato anche sul fronte del tirocinio: «La percentuale di studenti di lauree magistrali che svolgono attività nelle imprese è del 75%, contro il 58% su base nazionale, quindi 17% punti percentuali sopra la media – prosegue il rettore –  Abbiamo corsi in cui, grazie al semestre in azienda, la percentuale sale al 100%».

Uno dei dati «che ci danno più soddisfazione – sottolinea Ruggieri – è l’indagine svolta su 1278 laureati nel 2016. Il 93% di loro si dice soddisfatto del rapporto con il docente. La percentuale regionale è dell’84%. Non siamo riusciti a estrapolare quella nazionale. Il 92% esprime, inoltre, un giudizio positivo sulla sua esperienza complessiva in questo ateneo, compresa la logistica, in merito alla quale i soddisfatti sono l’80%, contro il 64% regionale. Il 73% degli intervistati, inoltre, si iscriverebbe di nuovo nello stesso ateneo e nello stesso corso. Anche in questo caso siamo al di sopra del dato regionale che si attesta intorno al 60%».

Chiude la serie successiva dei dati quello sull’occupazione: «76% di laureati magistrali risultano occupati nei 5 anni». Tradotto: tre laureati su quattro, usciti dall’università della Tuscia, hanno un’occupazione stabile.

 

 

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.