Home Prima Pagina San Pellegrino in Fiore, nel 2025 potrebbe essere realizzato uno dei progetti presentati quest’anno.
San Pellegrino in Fiore, nel 2025 potrebbe essere realizzato uno dei progetti presentati quest’anno.

San Pellegrino in Fiore, nel 2025 potrebbe essere realizzato uno dei progetti presentati quest’anno.

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Viterbo, 2 maggio 2024 – Si è tenuta stamattina la cerimonia di premiazione dei progetti vincitori del concorso di idee  per San Pellegrino in Fiore 2024 presso la Sala Regia di Palazzo dei Priori. “Un livello qualitativo talmente elevato”, ha detto l’assessore Silvio Franco, “che uno di questi potrebbe essere realizzato per l’edizione 2025 di San Pellegrino in Fiore senza bandire un nuovo concorso”. Idea confidata dallo stesso assessore, ieri, a margine dell’inaugurazione , e confermata oggi in sede di premiazione dei progetti. “Sarebbe sciocco disperdere questo patrimonio di valore e di idee”, ha detto Franco. Per ora, però, “Godiamoci questo spettacolo”, ha detto riguardo agli allestimenti 2024 che sono in corso nel quartiere medioevale, realizzati dal gruppo di architetti vincitore del concorso di idee, formato da Raffaele Ascenzi, Francesco Moretti, Marco Porcorossi, Andrea Rodolico, Alessandro Scorza e Federico Ciatti.

Tutti i concorrenti hanno ricevuto una targa e un premio in denaro: 7.500 euro al primo classificato, 2.500 al secondo, 1.500 al terzo, 550 euro ai classificati dal quarto al decimo posto. Insieme a Franco anche la sindaca Chiara Frontini, il consigliere delegato al commercio Marco Nunzi e la nuova dirigente del settore Guancini. Lo stesso Nunzi ha ribadito l’idea dell’amministrazione comunale a utilizzare i progetti esistenti almeno per la prossima edizione e, chissà, anche per quelle successive: “Non sono un architetto, né un critico d’arte”, ha detto Nunzi, “ma le opere pervenute, sono tutte meravigliose, per questo ci stiamo ragionando per il prossimo anno”. Verdetto che potrebbe essere affidato nuovamente a una commissione tecnica, aprendo, magari, anche a una consultazione popolare, modalità, però, che finora non è mai stata percorsa da nessuna amministrazione, per le difficoltà di renderla operativa. Intanto l’amministrazione Frontini si gode “il risultato di oggi”, che è figlio di una scelta “dolorosa” fatta l’anno scorsoquando abbiamo deciso di non farlo, perché il nostro primo San Pellegrino in Fiore doveva essere come lo volevamo, in grado di rappresentare l’idea della città”, e lo scorso anno “appena insediati, con un bilancio commissariale non era possibile. Abbiamo iniziato la costruzione di un percorso”, ha proseguito la sindaca, “scegliendo di fare un concorso di idee con un tema preciso: il paesaggio urbano e il rapporto tra architettura  e natura per valorizzare, dal punto di vista estetico, l’area monumentale della città e l’importanza del ruolo del verde nel paesaggio ai fini della biodiversità, della sostenibilità della salute e del miglioramento delle condizioni di vita nei centri urbani.   È la prima volta – ha aggiunto la sindaca – che il comune di Viterbo organizza San Pellegrino in Fiore e registra un marchio commerciale”, ha detto relativamente all’acquisizione del nome. Anche Silvio Franco, da parte sua, ha evidenziato: “Questa edizione segna un cambio di passo sia nella modalità, sia negli allestimenti che a mio avviso sono di una bellezza e di una qualità unica, in grado di incontrare il gusto di cittadini più attenti e turisti che vogliono fermarsi più a lungo e conoscere la città”. Proprio riguardo a questa, Ascenzi ha esortato gli architetti a diventare “dei guardiani”, “andiamo in giro a vedere le cose da togliere”, ha detto relativamente agli elementi estranei e contrari al decoro urbano disseminati in città.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.