Chiara Frontini: “Basta ipocrisia. Ci sono dipendenti non performanti”.
Viterbo, 31 maggio 2024 – Che non tutti abbiano le stesse capacità e riescano a mettere lo stesso impegno all’interno delle attività che svolgono in un qualsiasi posto pubblico, cos’ come in uno privato, non è una novità. Perché, allora, quella frase che avrebbe pronunciato la sindaca durante l’oramai famosa cena dei veleni il 26 settembre a casa di Marco Bruzziches che avrebbe registrato la conversazione, avrebbe fatto tanto scalpore? Semplice: per la forma. Se le parole sono state quelle: “Il 50% di quel materiale umano lì è da buttare, e non ci possiamo fare niente” si va oltre il dato professionale, e si entra sul piano umano. Quello in cui ci dovrebbe essere il rispetto della persona, chiunque essa sia, con capacità o meno, con più o meno voglia di lavorare. Comunque un essere umano, verso il quale, alcune parole, non dovrebbero essere pronunciate. Sempre se la sindaca l’abbia fatto. E l’abbia pensato.

Punto che ha voluto chiarire il consigliere comunale Andrea Micci della Lega, e Giulio Marini (FI), con il primo che, durante la seduta di consiglio comunale di ieri, ha chiesto se quelle parole corrispondessero al pensiero della sindaca. E lei, “la Frontini”, con l’articolo determinativo a ricordare che è il primo sindaco donna della storia di di Viterbo, con il suo temperamento diretto, fiero e spumeggiante, a volte, forse, anche troppo, in un ruolo dove, invece, sarebbe più consigliata la moderazione e la cautela, ha confermato che sì, quello è il suo pensiero, anche se non reso nella “forma migliore”.

Ma è proprio questo il punto: la forma. Quella che un amministratore pubblico dovrebbe portare sempre con sé anche e, forse, soprattutto quando esce da Palazzo dei Priori e si mescola tra la gente “comune”, quella che è chiamato a rappresentare e, rispetto alla quale, gli viene questo qualche obbligo in più, come, appunto, quello della forma.

Su questo è arrivata in consiglio comunale l’interrogazione della Lega: “Dichiarazioni fuori luogo”, ha detto il consigliere comunale Andrea Micci. “Non sento nessuno della maggioranza e del sindaco che prende una posizione su queste cose. Questo è il più profondo pensiero di chi governa la città? Oggi bisogna fare chiarezza su questo. Non possiamo dire che il mancato raggiungimento degli obiettivi sia sempre imputato a fantomatici complotti. Oggi arriviamo pure a dire che sono i dipendenti comunali a mettervi i bastone tra le ruote”, ha detto Andrea Micci. Interrogazione a cui si è unito anche Giulio Marini (FI) che ha ricordato il lavoro fatto dai dipendenti comunali in questi anni. Soprattutto quelli difficili del suo mandato elettorale, “se non fosse stato per loro il Comune sarebbe andato in default”, ha detto l’ex sindaco. ” Se sono state delle parole dette in libertà questa è l’occasione per fare chiarezza, qualora sia necessario chiedere scusa, lo faccia. Si può sbagliare e chiedere scusa”, ha concluso Marini.
Ma Frontini non ci sta, non solo non smentisce, anche se riconosce che la forma non è stata proprio appropriata, ma rincara la dose: “Bisogna uscire dall’ipocrisia generale, non sono dichiarazioni della sindaca”, dice riguardo alle frasi trapelate sulla stampa che sarebbero state dette durante la cena, “le dichiarazioni sono quelle che sto facendo qui, ora. Si è trattato di uno sfogo a cuore aperto, in una casa privata, in un contesto in cui si riteneva di poter parlare anche fuori dalle righe come poi è accaduto. Lo sappiamo tutti che nella Pubblica Amministrazione c’è una quota di dipendenti che non sono performanti. È un’ ipocrisia che va sciolta”, dice la sindaca, che conferma il suo pensiero al riguardo, seppur riconosce di non averlo reso “con le parole e il modo migliore. Ma lo pensiamo tutti qua dentro”, ha proseguito in consiglio, “quanti, nel sentire che la pratica sta sul tavolo di tizio, non ha detto “stamo freschi”, ha ribadito ancora Frontini. “La politica, i dirigenti, i sindacati devono decidere se tutelare il 50% di quelli che lavorano, e sulle cui spalle si erge tutto l’impianto dell’amministrazione comunale. Chi si offende per quelle parole, sa di rientrare nel 50% che non lavora. Le mie energie, quelle della giunta, della politica, non si devono concentrate nel ritrattare quello che può essere stato detto in un momento di sfogo, in cui ci si lamentava di ciò che non andava”, dice Frontini. Dura la replica del consigliere Andrea Micci: “Grazie della supercazzola, non ha mancato un’altra volta di sbagliare approccio, con arroganza e supponenza. I risultati di questa amministrazione li vediamo. Li vedono tutti. Basta uscire per strada e chiedere ai viterbesi quali risultati state ottenendo. Ci faremo due risate. Oggi – dice Micci alla sindaca – bastava venire in aula e dire che era tra amici e che probabilmente quello che ha detto era solo uno sfogo senza generalizzare, spiegando che come in tutte le realtà, anche nella pubblica amministrazione ci sono elementi che non funzionano. Che non pensava che il 50% dei dipendenti fosse da buttare. Invece lo ha ribadito, anzi, ha pure detto che potrebbero essere anche il 70″, ha concluso Andrea Micci. Silenzio dai banchi della maggioranza. E silenzio pure da quelli dell’opposizione. Salvo una chiosa di Laura Allegrini (FDI), inizia a parlare della rotatoria del cimitero, poi si interrompe, non ce la fa, evidentemente, a tacere sull’argomento: “Lei non perde occasione per uscire dalle righe e rovinarsi con le mani proprie, fa tutto da sola, mannaggia la miseria, non si può nemmeno riuscire ad aiutarla”, dice Allegrini. Anche se il silenzio dell’aula, mai come stavolta, forse, per Frontini è stato d’oro.