“Vetrine in mostra”: per ritrovare Viterbo e decoro. Da gennaio multe per chi non lo rispetta.
Viterbo, 10 dicembre 2022 – “Vetrine in mostra“: un modo per ritrovare il decoro urbano, raccontando la storia della città. Questa l’idea alla base dell’iniziativa lanciata dall’assessore Silvio Franco e inaugurata ieri insieme alla sindaca di Viterbo, Chiara Frontini.
«Continuiamo a mettere in fila vari tasselli per rendere reale il rilancio del centro storico con varie strategie, una in parte l’avete vista con questo momento di gioia e di festa all’interno delle vie del centro – ha detto la sindaca relativamente all’animazione che ha preceduto l’inaugurazione di “Vetrine in Mostra” -. Tra i temi fondamentali c’è quello di ridare vita alle vetrine dei negozi sfitti su idea e proposta dell’assessore Silvio Franco. Ma è solo un punto di partenza», ha commentato la sindaca.
Frontini ripercorre il percorso ideologico e operativo: «A regola avremmo potuto iniziare a fare multe, esiste un regolamento che impone agli esercenti dei locali commerciali tenuti sfitti, di mantenerli in modo decoroso. Se non viene fatto, si possono elevare delle multe – ha spiegato – Così ci siamo detti: diamo una possibilità di rilancio prima. In tanti hanno aderito. Continueremo a dare questa opportunità fino a fine gennaio e poi chi non aderisce è giusto che venga sanzionato», avverte la sindaca, prima di dare la parola all’assessore allo Sviluppo Economico, Silvio Franco.
L’idea di “Vetrine in mostra” nasce dal desiderio di ritrovare, anche se solo con delle immagini, quel volto della Viterbo di una volta: viva, ridente, dove le relazioni umane avvenivano in uno spazio fisico e non virtuale, un tempo andato che si intreccia con le storie personali.
E anche Franco ne ha una che si intreccia con quella della città: «Era una Viterbo che ho vissuto insieme a mio padre – ha spiegato – Io sono nato a piazza della Morte. Lui era un professore del liceo classico, poi scientifico, mi veniva a prendere all’asilo, in seguito alle elementari, scendevamo da via dell’Orologio Vecchio, mio padre andava a giocare a scacchi da Schenardi, o a comprare il giornale all’edicola. Era una città viva – ha proseguito Franco – in cui si discuteva, ci si incontrava ai caffé».
Vetrine in mostra è «un racconto della Viterbo come era, come ci piacerebbe che tornasse ad essere, anche se oramai quel tempo è passato, e non si può tornare indietro». Quella socialità oramai si è persa, soppiantata da realtà come «Netflix, Amazon», ma magari, proprio camminando tra “vetrine in mostra”, quella città perduta, può ancora essere ritrovata, riscoprendo in quel volto antico di giganti cartoline in bianco e nero che arrivano dal passato «ciò che un centro storico può ancora essere, trovando così gli stimoli per ripopolarlo e rilanciarlo», in poche parole «riportarlo in vita», ha detto Silvio Franco. “Vetrine in mostra” è il punto di approdo di un percorso articolato: «La prima fase ci ha visti contattare tutti i proprietari dei negozi, poi c’è stata quella del reperire e selezionare le foto infine quella della realizzazione», ha spiegato l’assessore della giunta Frontini. Il materiale fotografico è stato fornito da Mauro Galeotti, che è stato ringraziato da Silvio Franco per la disponibilità.
Le vetrine con le immagini sono 108 e ritraggono la città dal 1857 al 1985. «L’augurio è che al posto delle foto ritornino le attività», ha detto Franco, ma qualora ciò non avvenisse, le immagini oltre a valorizzare il decoro urbano, costituiranno un valido motivo per passeggiare in centro, anche laddove i negozi non ci sono più, per gustare quella che è una vera e propria mostra a cielo aperto, da qui il nome “vetrine in mostra”.

