Tutto tace dai banchi del consiglio comunale, in attesa della prossima seduta fissata per l’8 giugno prossimo. Oltre le porte del palazzo, però, la situazione è in crescente fermento. La questione, nemmeno a dirlo, è ovviamente legata alla nomina del nuovo assessore che andrà a prendere il posto del dimissionario Giacomo Barelli, che ha dovuto salutare la giunta Michelini in concomitanza con l’uscita del suo gruppo, Viva Viterbo, dalla maggioranza. Qualche giorno per «metabolizzare» il cambiamento, e nella coalizione di governo si sarebbe tornati a parlare di assetti ed equilibri, come era inevitabile che accadesse, dietro alla necessità di redistribuire le deleghe lasciate da Barelli: Turismo, Grandi Eventi, Personale, Contenzioso, Agricoltura.
Momentaneamente sono in mano al sindaco, ma è chiaro che prima o poi dovranno essere assegnate a qualcuno. Tramontata l’ipotesi di redistribuirle tra gli assessori attualmente in carica, quel qualcuno si sarebbe andato gradualmente delineando nella figura di Mario Quintarelli, Pd, area Serra-panunziano. Se da un lato ci sarebbe un accordo unanime sul nome del futuro componente dell’esecutivo, dall’altro il fronte si spaccherebbe sui tempi con cui Quintarelli dovrebbe spostarsi dai banchi del consigliere a quelli di assessore. Da Oltre le Mura sarebbe arrivato una sorta di ultimatum a non rinviare ulteriormente l’investitura di Quintarelli, facendo capire all’interessato di non aspettare troppo, perché potrebbe correre il rischio di perdere il treno. Un timore che non agiterebbe i sonni dei Serra-panunziani, decisi, sembra, a mantenere la posizione di nominare il nuovo assessore dopo le elezioni provinciali.
Com’è noto, infatti, il prossimo presidente della provincia sarà eletto dai consiglieri comunali e per l’area Serra-panunziana avere Mario Quintarelli tra i consiglieri comunali significa avere un voto in più per il proprio candidato di area che con molta probabilità sarà il sindaco di Civita Castellana, Angelelli. Considerando che la coalizione di Michelini, dopo il trasloco di Insogna, Moltoni, Taborri, Rossi e De Alexandris in opposizione, è arrivata a soli tre consiglieri di scarto rispetto alla minoranza, quanto può considerarsi reale l’ultimatum che Oltre le Mura avrebbe lanciato a Quintarelli? Sembra improbabile, escludendo altri fattori che potrebbero suggerire a qualcuno di puntare al voto anticipato, che all’interno della maggioranza ci sia l’intenzione di aprire un altro fronte di divisione dopo lo strappo, recentissimo, con Viva Viterbo. Con soli 18 consiglieri, «litigare» ora, significherebbe spingere la barca sull’orlo delle cascate del Niagara. C’è da attendersi, quindi, che la situazione resterà congelata ancora per un po’.