Viterbo, 5 settembre 2024 – Sindaca fischiata a piazza San Sisto poco prima della partenza della Macchina di Santa Rosa, non appena Frontini prende il microfono, inizia il coro. All’indomani dell’accaduto, minimizza: “Sui fischi, che erano pochi, semplicemente vorrei precisare ancora una volta un aspetto molto importante: che non abbiamo paura di affrontare la piazza e che dopo gli applausi alla luce del giorno precedente al ‘Sollevate e fermi’, i fischi al buio stanno solo a significare che la città vive con intensità un’amministrazione che sta cambiando nel profondo il metodo di governo”. L’antefatto: mancano pochi minuti alla partenza di Dies Natalis, a San Sisto le luci si spengono e parte il rituale che precede il Sollevate e Fermi. Il costruttore, Vincenzo Fiorillo, dice: “Garantisco che la Macchina è in condizioni di portabilità”, e la consegna al sindaco. Ma non appena Fiorillo termina la frase e allunga il microfono a Chiara Frontini parte un sonoro coro di fischi che andrà avanti per tutto il discorso del sindaco. “Facchini di Santa Rosa“, dice, “è il vostro momento, cittadini viterbesi, è il nostro momento, ed è il momento di Dies Natalis”. La gente continua a fischiare. Ma Frontini non smette, ad un certo punto dice un secco no, forse a qualcuno che la incoraggia a lasciare il microfono. La sindaca non si arrende, e continua: “Dies Natalis è la Macchina che ci racconta la storia di Rosa, una macchina che ci racconta che cosa è oggi la città di Viterbo. Innovazione, coraggio, voglia di rompere con il passato”, dice, e qualcuno, vede uno sfondo politico, “ma allo stesso tempo – continua – è radicamento forte delle tradizioni più pure, nell’identità più autentica, tutto questo è la macchina che per la prima volta sulle vostre spalle facchini di Santa Rosa, questa sera porterà Rosa a casa. Un popolo che riesce a concepire tutto questo, che riesce a conservare tutto questo per secoli, è un grande popolo. E di questo tutti noi dobbiamo essere orgogliosi. Un popolo che ha scelto una Santa Bambina, una santa che da sola, malata, ha sconfitto le le armate di Federico II, a dimostrazione che i sentimenti positivi, che l’amore, che la voglia di esserci possono battere le armate più difficili e più potenti”, dice la sindaca, ma le “armate” che si sono piazzate a San Sisto non ci pensano ad arrendersi, e continuano a fischiare, “Tutto questo – si avvia verso la conclusione del discorso – è il miracolo che ogni anno avviene nella città di Viterbo, la sera del 3 settembre, sulle spalle dei cavalieri di Rosa”, dice, e termina: “Certifico che il percorso è sgombro e libero da ostacoli, consegno Dies Natalis nelle mani del Sodalizio. Buon trasporto a tutta Viterbo e ai facchini”, conclude la sindaca, mentre i fischi intorno si placheranno solo dopo che avrà passato il microfono alla guida trasporto, Luigi Aspromonte.
