Home Attualità Amministrative nella Tuscia, Marini: «Il centrodestra è tornato competitivo». Su legge elettorale: «Potrebbe stravolgere gli assetti tradizionali della politica italiana»
Amministrative nella Tuscia, Marini: «Il centrodestra è tornato competitivo». Su legge elettorale: «Potrebbe stravolgere gli assetti tradizionali della politica italiana»

Amministrative nella Tuscia, Marini: «Il centrodestra è tornato competitivo». Su legge elettorale: «Potrebbe stravolgere gli assetti tradizionali della politica italiana»

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L’11 giugno si andrà alle urne in sette Comuni della Tuscia.

Uno spazio temporale scandito dalla contemporanea discussione in Parlamento della legge elettorale che segnerà la politica italiana del futuro. Una svolta che potrebbe cambiare in modo, anche sorprendente, la geografia politica attuale, rivoluzionare le strutture e stravolgere le strategie che si erano affermate in uno schema bipolare, ma che già avevano iniziato a dare segni di cedimento con l’avvento di una realtà tripolare, determinata dall’ascesa del Movimento Cinque Stelle. È chiaro, dunque, che seppur le elezioni amministrative assorbono molte delle energie dei partiti locali, considerando anche il ritorno alle urne in Comuni strategicamente importanti della Tuscia come Montalto, Tarquinia, Capranica, Ronciglione, a cui si aggiungono i centri meno popolosi di Barbarano Romano, Castel Sant’Elia, Latera, i riflettori della politica di casa sono tutti puntati sulla legge elettorale che a breve uscirà dalla Camere del Parlamento. Da essa dipende non solo la possibilità per diversi personaggi viterbesi di varcare le porte della politica che siede sul “tetto” d’Italia, ma anche le prossime alleanze, pure a livello locale, arrivando, non è escluso, a scuotere le stesse fondamenta di una realtà che si ergeva sui due pilastri granitici di centrodestra e centrosinistra, protesi a innalzare verso l’alto i propri consensi e la propria costruzione ideologica come due rette parallele: senza incontrarsi mai, nel solco di una dialettica focalizzata più spesso sullo scontro e sulla netta contrapposizione, che su scambi di contributi finalizzati alla realizzazione di una visione comune. Il dialogo, questo sconosciuto, rischia ora di diventare la chiave di volta della politica del futuro, rimettendo al centro larghe intese, senza pregiudizi o posizioni precostituite, spogliandole, perfino, dell’abito scabroso che aveva cucito loro addosso il sistema bipolare. Tra i politici attenti alle evoluzioni in atto dietro al testo in discussione al Parlamento, c’è sicuramente Giulio Marini (Forza Italia), politico di lungo corso, attualmente in consiglio comunale tra le fila dell’opposizione dopo la sconfitta elettorale alle elezioni amministrative del comune di Viterbo nel 2013, quando si presentò per la seconda volta come sindaco uscente al giudizio dei cittadini. La sua disfatta si inquadrò, all’epoca, anche nell’esaurimento della fortunata e lunga parabola del centrodestra, dopo più di un decennio di dominio indiscusso, durante il quale, Marini riuscì a calcare per molto tempo palcoscenici importanti come deputato e senatore, oltre che presidente della provincia di Viterbo, coordinatore provinciale del Pdl e, infine, anche sindaco del capoluogo. Una lunga esperienza che ora gli permette di analizzare il contesto politico con competenza e lucida lungimiranza.

 

Come vede l’attuale situazione politica per il centrodestra?

I prossimi mesi saranno cruciali, perché manterranno o cambieranno gli equilibri che avevamo prefigurato. La tradizionale struttura di centrodestra  e di centrosinistra, che eravamo abituati a vedere con il sistema maggioritario, potrebbe essere cambiata, prima dal testo della legge elettorale che uscirà dal Parlamento, poi dal voto dei cittadini. Questi fattori potrebbero modificare lo scenario attuale. Gli stessi elettori che hanno bocciato la riforma costituzionale, portando alle dimissioni il presidente del consiglio Matteo Renzi, ora potrebbero tornare a innescare profondi cambiamenti nel paese, determinando assetti anche diversi da quelli che abbiamo sempre visto. I cittadini, con la nuova legge elettorale, potrebbero dare indicazioni importanti, anche “straordinarie”, in grado di  cambiare il profilo strutturale della politica del paese.

 

Come la legge elettorale potrebbe incidere sull’assetto politico?

Se sarà, come sembra, un sistema elettorale alla tedesca, avremo un proporzionale particolare che potrebbe portarci a un cambiamento epocale.  Per formare il governo, le alleanze si andranno a decidere successivamente, quindi nessuno può dire quale sarà l’assetto futuro. In base alle scelte che farà il Parlamento, potremmo anche vedere qualcosa di diverso dalla tradizionale  contrapposizione tra centrodestra e centrosinistra, in cui si è già inserito, come elemento di novità, il Movimento Cinque Stelle.

 

 

La situazione del centrodestra in provincia di Viterbo com’è?

Di ricostruzione di un assetto generale. Vedo grande partecipazione di uomini e donne del centrodestra su tutto il territorio, e questo mi sembra un fattore destinato a incidere sul risultato.  La curva negativa che in questi anni ci ha indebolito, sta scemando, stiamo ritornando ad avere un approccio abbastanza competitivo sul territorio. La scelta di mantenere la struttura storica che vede insieme Forza Italia, Fratelli d’Italia, Noi con Salvini, ci sta portando a rinsaldare i valori di una volta. Siamo riusciti a mantenere costantemente aperto il dialogo, una condizione che sta determinando un rafforzamento delle posizioni della struttura provinciale. Il gruppo dirigente ha lavorato insieme, ed è riuscito a dare certezze a chi voleva candidarsi con i valori del centrodestra. Siamo riusciti a dare loro una casa comune.  Sul territorio provinciale c’è un grande schieramento di donne e uomini con valori comuni che possono competere con il centrosinistra. Stiamo ritrovando le condizioni per essere presenti su tutto il territorio della provincia.

 

In quali Comuni vi sentite più competitivi?

Tutti. In ognuno dei Comuni in cui siamo presenti, abbiamo concrete possibilità di vincere le elezioni.

 

Niente più divisioni?

Le separazioni ci sono anche nel centrosinistra. Bisogna capire che valenza avranno in un’ottica di risultato. Oggi abbiamo la possibilità di vincere.

 

Com’è il clima all’interno di Forza Italia?

Ho già detto da tempo che non voglio più parlare di situazioni personali. Ho sposato un’idea politica e mantengo quella. Finché Forza Italia porterà avanti quei valori, sarò ancora in questo partito. Credo che  nessuno possa creare situazioni che mi portino a tradire il mandato elettorale dei cittadini.

 

 

Tiziana Mancinelli

info@quintaepoca.it

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.