Viterbo, 2 gennaio 2025 – Le tradizioni, come le idee, camminano sulle gambe degli uomini e delle donne, se questi non ci sono, tutto si ferma. Constatazione che sta vivendo in queste ore la Calza più lunga del mondo del Centro Sociale Pilastro, una tradizione cittadina ben consolidata che ha messo radici, richiamando ogni anno tantissime persone non solo come pubblico, ma anche come “portatrici”, le Befane, appunto, che la trasportano lungo il percorso da Porta Romana al Pilastro. Ogni anno le Befane aderiscono sempre in gran numero, oltre 100. Quest’anno, però, qualcosa è andato storto, e ad oggi le iscrizioni arrivate sarebbero circa la metà. Forse il clima mite richiama alla mente stagioni diverse del freddo gennaio, tanto da lasciare lontana pure la Befana. Mettendo da parte battute e leggende, la difficoltà oggettiva a trasportare la Calza se il numero di Befane dovesse restare questo, c’è. “Nel tratto dal Sacrario a San Faustino la calza viene tolta dal tettino delle Fiat 500 e portata a mano“, dice Luciano Barozzi, storico presidente del Centro Sociale Pilastro, “è chiaro che se le befane sono di meno, il peso che deve trasportare ognuna di loro aumenta“. Riguardo al numero delle iscrizioni commenta: “Ogni anno abbiamo registrato un gran numero di adesioni da ogni parte della provincia e anche oltre. La Calza non la portano solo i soci del centro, ma vengono molte persone da fuori”, sottolinea Barozzi. Anche quest’anno i fedelissimi del centro sociale Pilastro hanno garantito la loro presenza. A mancare sarebbero gli altri. Per iscriversi c’è ancora tempo. La Calza sfilerà il 5 gennaio. L’appello a partecipare è rivolto non solo alle donne, ma anche agli uomini che da qualche anno partecipano vestiti da spazzacamino. Se la Calza della Befana più lunga del mondo sta a cuore alla città, questo è certamente il momento di dimostrarlo e aiutarla a sfilare. Non c’è da fare molto: basta indossare un cappello a punta, una veste lunga, uno scialle di lana, vestirsi della voglia di divertirsi, trascorrendo un pomeriggio diverso dal solito, accompagnando il lungo serpentone per le vie cittadine.