Meloni: “Se i giudici vogliono governare, si candidino”.
Nazionale, 31 gennaio 2025 – Giorgia Meloni interviene all’evento “La Ripartenza”, organizzato dal giornalista Nicola Porro a Milano, e risponde ad una domanda sull’atto inviato a lei e alcuni ministri sul caso Almasri dalla Procura di Roma. “L’atto era chiaramente voluto – dice la presidente del consiglio -. Tutti sanno che le procure in queste cose hanno discrezionalità, come è dimostrato dalle numerosissime denunce che i cittadini hanno fatto contro le istituzioni e sulle quali si è deciso di non procedere con iscrizione nel registro degli indagati, pensiamo al periodo del Covid. Non sono neanche demoralizzata. Quando ho accettato di guidare questa nazione, sapevo esattamente a cosa sarei andata incontro. La battaglia che stiamo cercando di condurre è forse più grande di un programma di governo, e va oltre alla destra e alla sinistra. E’ una battaglia per un Italia normale, nella quale una persona perbene non debba avere paura dello Stato, della Giustizia, del Fisco, della burocrazia. Parliamo di cose normali, che normali non sono. Non lo è che sia il Palazzo a scegliere il governo e non il popolo, che alcuni magistrati politicizzati cerchino di colpire chi non è politicamente schierato con loro. Non è normale che quando arriva la Guardia di Finanza si debba essere terrorizzati anche se non si è fatto nulla di male, che per arrivare da qualche parte conta di più chi conosci, che quanto vali. Sono degenerazioni che hanno messo in ginocchio la nazione più bella del mondo. Ci sono alcuni giudici, fortunatamente pochi, che vogliono decidere la politica industriale, ambientale, quella dell’immigrazione, come riformare la giustizia, per cosa spendere e cosa no. In pratica vogliono governare loro. Però c’è un problema: che se io sbaglio, gli italiani mi mandano a casa, se sbagliano loro nessuno può dire o fare niente. Nessun potere al mondo funziona così. I contrappesi servono a questo. La magistratura svolge un ruolo fondamentale nella nostra democrazia. E’ una colonna portante della nostra Repubblica. Solo che nessun edificio si regge su una colonna sola. Quando un potere dello Stato pensa di poter fare a meno degli altri, il sistema crolla. Se alcuni giudici vogliono governare, si candidino alle elezioni. Unica cosa che non si può fare, è che loro governano e io vado a elezioni. Abbiamo scelto di scrivere un’altra storia, fatta di rispetto delle regole, dei ruoli, di credibilità delle istituzioni, di orgoglio e di libertà per le persone per bene di questa nazione. Forse per questo ad alcuni non siamo graditi. Agli italiani dico, finché ci siete voi ci sarò anche io. Non mollerò di un centimetro finché saprò che la maggioranza degli italiani è con me”.