Viterbo, 15 febbraio 2025 – Rendiconto di metà mandato ieri all’autorium di Unindustria a Valle Faul per l’amministrazione Frontini: il primo sindaco donna è anche la prima a farlo, anche se, più che un monitoraggio, è sembrato una lista delle cose fatte, senza alcun cenno al contenuto del programma elettorale come invece sarebbe stato più corretto fare. Anziché partire da quello che era stato promesso alla città, si passa subito a enunciare quello che la città è oggi, secondo gli attuali amministratori: Consapevole”, “Sicura” “Capitale” “Competitiva”, “Dinamica”. Una “Città in Movimento”. Manca, però, anche l’illustrazione delle politiche di bilancio messe in atto in questi due anni e mezzo che avrebbero dovuto dimostrare come le scelte dell’amministrazione Frontini siano andate in queste cinque direzioni e che impatto hanno avuto sulla città, portando all’attenzione della platea pubblica qualche misura “oggettiva” di quanto realizzato. Il monitoraggio, insomma, si risolve in una “chiacchierata” un po’ autoreferenziale che, tuttavia, non toglie il merito all’amministrazione Frontini di avere inaugurato un metodo nuovo: quello del governo partecipato e della rendicontazione pubblica che a Viterbo non si era mai visto prima.
“Abbiamo incontrato cose facili, difficili, previste e non previste, ma in modo condiviso e trasparente monitoriamo oggi le azioni e le decisioni che ci stanno portando o no agli obiettivi che avevamo fissato nel patto coi viterbesi”, ha detto Chiara Frontini ieri, senza, però, andare nel dettaglio del contenuto del programma elettorale per dire ciò che prevedeva, ciò che è stato fatto, ciò che, invece, è stato messo da parte e perché. Con lei, però, il governo partecipato ha iniziato ad entrare nella visione della macchina comunale e ad essere messo in pratica in qualche occasione, come quella riportata dalla stessa sindaca ieri: “La progettazione dello svincolo di Santa Lucia, uno dei più begli esempi di progettazione condivisa di un’opera pubblica”, nella cui realizzazione sono entrate le linee “suggerite “dai cittadini riuniti in comitato”. Tra i risultati rivendicati dalla sindaca nella prima metà del mandato elettorale: “Il Patto della Notte, l’ osservatorio sul turismo, la riforma del sistema dei nidi”, la progettazione con cui sono stati richiesti i finanziamenti Fesr “tutta incentrata sul centro storico”.

Ha aperto l’incontro di ieri, il padrone di casa, Andrea Belli presidente Unindustria. Tante le persone presenti. “Amiamo questa città – ha detto Belli – siamo qui per ascoltare, non ci schieriamo con nessuna parte politica, poiché all’interno della nostra associazione abbiamo diverse sensibilità”, ha detto, ricordando che gli imprenditori “per progetti che fanno crescere la città, ci sono sempre. Partecipiamo spesso nel sostenere gli eventi, a volte ci utilizzano come bancomat, ma lo facciamo per amore della città”.

Sul palco si sono succeduti esponenti della giunta Frontini e del mondo dell’associazionismo. Hanno partecipato realtà importanti come l’università degli Studi della Tuscia che con il rettore Stefano Ubertini ha portato il suo contributo. “I nostri obiettivi sono due”, ha detto, “Che la città sia sempre più orgogliosa di avere un’ università, e che questa sia in grado di essere sempre più attrattiva”, traguardo, quest’ultimo “esattamente ” quantificato con i numeri: “Gli studenti della provincia di Viterbo sono meno del 40% e il 36% delle lauree magistrali sono studenti provenienti dall’estero”. Il rettore ha anche ricordato il protocollo di intesa stipulato con il Comune per fare di Viterbo una vera e propria città universitaria a misura di studente. Sul palco ieri anche l’amministratrice unica di Francigena, Elisabetta Ferrari: “La società si avvia al suo terzo bilancio positivo consecutivo dopo una striscia di risultati negativi”, ha detto, citando “Quindici gare”, e l’annuncio di “Una nuova, giovanissima, flotta di autobus entro la fine dell’anno”. Ferrari ha ricordato anche l’apertura della “terza farmacia comunale pochi mesi fa”, prima di creare qualche minuto di suspense, annunciando di dover dare una notizia, di cui nemmeno la sindaca era a conoscenza: “Francigena verserà al comune 350 mila euro, cosa che non è mai successa prima”. A dare un esempio di un vero e proprio “monitoraggio” nel vero senso del termine, è stata, invece, Isabella di Cola direttrice di ATCL che, inserita nel panel della “dinamicità”, ha saputo rendicontare con i numeri questa strategia chiave applicata al teatro dell’Unione: “Nella stagione 2022-2023 avevamo 236 abbonati con una media anagrafica tra i 50 e gli 80 anni – ha detto – mentre nel 2024-2025 siamo arrivati a 240 abbonati”, un incremento lieve, ma l’informazione utile a rappresentare come la strategia della dinamicità ha pervaso il teatro è un’altra: “il cambiamento nell’età anagrafica media” che è passata a “35 e 50 anni”. Obiettivo raggiunto, insomma, anche nel metodo espositivo che ci si sarebbe attesi per altre tematiche rilevanti, con pochi numeri che avrebbero fatto la differenza tra una mera esposizione di quanto conseguito e un vero e proprio monitoraggio di quanto promesso alla città nel 2022 e degli impatti prodotti. All’amministrazione Frontini va però riconosciuto il merito di avere almeno iniziato un percorso che potrà essere sicuramente affinato nel futuro.