Home Attualità Al via i lavori per il centro di ricerca applicata “Piero Angela” al Poggino.
Al via i lavori per il centro di ricerca applicata “Piero Angela” al Poggino.

Al via i lavori per il centro di ricerca applicata “Piero Angela” al Poggino.

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Viterbo 26 febbraio 2025 – Sarà intitolato a Piero Angela il centro di ricerca applicata che sorgerà al Poggino. Un’idea che viene da lontano, dal 2016, giunta Michelini, che ottenne i finanziamenti “Da Vetus Urbs a Modern City” che si è persa per strada. Oggi l’amministrazione Frontini la ritira fuori dal cassetto. Quest’anno la gara per l’affidamento dei lavori che dovranno essere terminati nel 2026. L’importo è passato nel frattempo dall’iniziale 1 milione e 200 mila euro a due milioni, a cui il Comune contribuirà con 447 mila euro derivanti da accensione di un mutuo. Oggi il progetto è stato presentato a Palazzo dei Priori dalla stessa sindaca Chiara Frontini, dall’assessore alla qualità degli spazi urbani, Emanuele Aronne, dal consigliere comunale delegato ai rapporti con le imprese, Marco Nunzi, dal vice rettore dell’Università degli Studi della Tuscia, Alvaro Marucci, dal presidente Apea Viterbo, Gian Matteo Panunzi. Sempre stamattina la notizia che “Apea Acquarovit“, l’unica ad avere il riconoscimento regionale, si è trasformata in Apea Viterbo e ha inglobato anche gli imprenditori dell’area del Poggino.  “Oggi facciamo un punto di monitoraggio su un progetto particolare che risale al 2016 e si è evoluto: il Centro di Ricerca applicata”, ha detto Frontini, “sarà cogestito da Amministrazione comunale, Università degli studi della Tuscia e Apea“. Il centro punterà non solo ad affiancare in maniera stabile il tessuto economico produttivo, ma realizzando una serie di attività scientifiche applicate al mondo dell’impresa, si prefigge anche lo scopo di trattenere i giovani in cerca di lavoro sul territorio.Vogliamo fare in modo che i nostri giovani dialoghino con chi il lavoro lo offre”, ha detto Frontini. Argomento lanciato anche dall’assessore Emanuele Aronne:Mancano figure specializzate. Molti nei laureati non si fermano a Viterbo, ma vanno a lavorare fuori”, ha osservato. All’interno del centro “si incontreranno le due componenti, quella del mondo del lavoro e dell’università, per dare vita a un’unione sinergica”, ha detto il titolare dell’urbanistica, “Non ci siam inventati niente”, ha spiegato riguardo al progetto, “Siamo andati a prendere gli atti che giacevano dentro il cassetto. Il difficile non è tanto avere una buona idea, ma darle seguito. Questo centro doveva essere finito nel 2017, ma nel 2025 ancora non lo è”. Il consigliere comunale Marco Nunzi ha invece sottolineato come l’amministrazione Frontini abbia “mantenuto il patto fatto tre anni fa con gli imprenditori del Poggino”. Nunzi ha tenuto a precisare come “Oggi l’area del Poggino sia completamente diversa da come si presentava quando ci siamo insediati. Stiamo iniziando il quarto lotto di lavori. Ogni giorno riceviamo tante telefonate dalle persone che si informano sui lavori e concludono la chiamata sempre con un grazie”, ha detto il consigliere. “Ringrazio di questo Chiara Frontini”, ha proseguito Nunzi, “Oggi non abbiamo più timore di far venire qui le persone, o di transitare con le auto”, ha detto con riferimento alla riqualificazione urbanistica effettuata. Il centro di ricerca sarà “un tentativo per rendere strutturale il supporto scientifico alle aziende, finora episodico e limitato al singolo docente”, ha detto Marucci.  Al suo interno si faranno “attività laboratoriale, formazione e richiesta di finanziamenti”. “Le imprese devono stare sotto una governance unica e riconosciuta per legge. Il centro dovrà essere un luogo in cui si incontra ricerca e progettazione”, ha detto Panunzi, ricordando le grandi sfide poste dall’innovazione tecnologica e dall’economia circolare, e dalla digitalizzazione.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.