Arresti domiciliari per schiaffi, calci e lancio di oggetti alla ex moglie:
Viterbo, 19 giugno 202 5 – Riceviamo e pubblichiamo dalla questura di Viterbo “Nel rispetto dei diritti delle persone indagate e della presunzione di innocenza, per quanto risulta allo stato, salvo ulteriori approfondimenti e in attesa di giudizio”.
Nella giornata di martedì 17 giugno personale della Polizia di Stato ha tratto in arresto in flagranza differita un cittadino comunitario, responsabile del reato di maltrattamenti in famiglia e lesioni aggravate nei confronti dell’ex coniuge.
In particolare, l’uomo ha costretto la donna a subire una serie di offese, umiliazioni e violenze, percuotendola con schiaffi e con il lancio di oggetti, anche alla presenza della figlia minore. L’ultimo episodio è avvenuto lunedì 16 giugno quando la donna, unitamente alla figlia, si recava presso l’attività commerciale dell’ex marito il quale, dopo aver chiuso a chiave la porta del negozio, l’ha aggredita nuovamente con schiaffi e un calcio.
La vittima, dopo l’ennesima aggressione subita, ha ricevuto aiuto e supporto dal Centro Antiviolenza “Penelope”, recandosi presso il Pronto Soccorso dell’ospedale “Santa Rosa” di Viterbo dove è stata refertata con una prognosi di dieci giorni. Le immediate indagini coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Viterbo e l’acquisizione delle immagini registrate dalle telecamere installate nel negozio da parte degli investigatori della squadra mobile della questura di Viterbo ha confermato chiaramente la dinamica degli accadimenti, consentendo l’arresto dell’aggressore.
L’uomo, su disposizione dell’Autorità giudiziaria, è stato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida. Si tratta di uno dei primi casi in cui si è ricorsi all’istituto della flagranza differita nel territorio della provincia di Viterbo.
Tale strumento, introdotto inizialmente per contrastare il fenomeno della violenza in occasione delle manifestazioni sportive, è stato esteso alle ipotesi di maltrattamenti in famiglia, atti persecutori, violenza su sanitari e violazioni del provvedimento di Allontanamento dalla casa familiare e del Divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa. La legge 168/2023 consente, infatti, sulla base di documentazione video fotografica dalla quale emerga inequivocabilmente il delitto, l’arresto non oltre il tempo necessario all’identificazione dell’autore e, comunque, entro la fase temporalmente espansa di 48 ore dal fatto criminoso.
Presunzione di innocenza.
Il soggetto indagato è persona nei cui confronti vengono fatte indagini durante lo svolgimento dell’azione penale; nel sistema penale italiano la presunzione di innocenza, art 27 Costituzione, è tale fino al terzo grado di giudizio e la persona indagata non è considerata colpevole fino alla condanna definitiva
Foto di archivio.