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Dies Natalis prima accensione domenica 20 luglio.

Dies Natalis prima accensione domenica 20 luglio.

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Viterbo, 14 luglio 2025 – Appuntamento con la prima accensione di Dies Natalis domenica 20 luglio alle ore 21:30. A seguire sarà accesa ogni venerdì e sabato dalle 22 a Mezzanotte, tempo permettendo, e purché la struttura, pensata per illuminarsi per pochi giorni all’anno, sopporti bene il carico. Gli appuntamenti con Dies Natalis illuminata saranno comunque inseriti in un calendario che sarà reso noto. Già da questo fine settimana, il sabato e la domenica sarà possibile visionare il Trasporto in 3D grazie alla tecnologia di Archeoares. Il costo del biglietto è di 5 euro, ma potrebbe essere utilizzato anche per altri percorsi digitali. Ogni sabato ci saranno, invece, visite guidate gratuite organizzate dall’ufficio turistico, da San Sisto al santuario di Santa Rosa, lungo il percorso che il tre settembre compie la Macchina. Ogni gruppo avrà una guida turistica e un facchino che parlerà del Trasporto.

Da sin. Raffaele Ascenzi, Vincenzo Fiorillo, Chiara Frontini, Massimo Mecarini.

Queste le informazioni rese note stamattina a San Sisto, durante la presentazione dei pannelli installati intorno al cantiere che avranno lo scopo di illustrare ai visitatori cos’è la Macchina e il Trasporto di Santa Rosa.  Presenti la sindaca Chiara Frontini, il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini, l’ideatore Raffaele Ascenzi e il costruttore Vincenzo Fiorillo.  “Questi pannelli raccontano la straordinaria esposizione a San Sisto di Dies Natalis”, ha detto Frontini.

I temi messi in risalto: “Il riconoscimento quale Patrimonio Unesco, il percorso da San Sisto al santuario, l’importanza dei facchini e del loro legame con la città”. I pannelli sono stati pensati per un”target di turisti”, e recano una descrizione bilingue italiano – inglese. Un pannello gigante dedicato al riconoscimento Unesco svetta sul ponteggio.  “Raccontiamo così a chi non la conosce o non può esserci il tre settembre, una festa che non è più solo della città, ma di tutto il mondo”, ha detto Massimo Mecarini. “Questi pannelli spiegano il legame che unisce la città e i viterbesi al Trasporto, con la speranza di intercettare il maggior numero possibile di pellegrini sulla via Francigena. La Macchina è una bellissima struttura, ma quando cammina diventa Patrimonio Unesco dell’Umanità”. 

Primo Trasporto 2024

Tenere esposta la Macchina per 50 giorni, secondo me è stata un’idea positiva”, ha aggiunto il costruttore Fiorillo, “c’è già tanta gente che viene, la cerca, si ferma e prega. Siamo qui parecchie ore tutti i giorni e assistiamo a cose molto belle. Credo sia un’esperienza che si potrà ripetere, magari non per un periodo così lungo, ma questo lo decideranno le istituzioni. Io posso semplicemente dire che la Macchina è montata, sicura, il ponteggio è stato rafforzato con delle zavorre. Tutto è sotto controllo. Vigiliamo tutti i giorni, da costruttori siamo diventati custodi. Con tutta la famiglia sentiamo profondamente un senso di appartenza sia alla festa sia alla macchina”, ha concluso il costruttore.

Vincenzo Fiorillo

“Vedo con grande favore questa iniziativa dell’amministrazione comunale di montare con qualche mese di anticipo la Macchina rispetto ai soliti 15 giorni che utilizziamo in generale per questa operazione”, ha detto anche l’ideatore, Raffaele Ascenzi. “Non dimentichiamo che in passato il cantiere delle Macchine di Santa Rosa durava molto più tempo, credo tre, quattro mesi poiché il montaggio era più complesso. Con un’esposizione più lunga, diffondiamo il nostro messaggio per più tempo e facciamo conoscere a più persone questa nostra festa del 3 settembre, soprattutto in questo anno giubilare”.

Raffaele Ascenzi

La Macchina – ha poi ricordato Ascenzi –  celebra il giorno della morte della Santa, che per la Chiesa è quello in cui rinasce in Cristo, un significato che anticipa quello che i pellegrini riceveranno, una volta varcata la Porta Santa, ossia la remissione dei peccati”. Storia che “La Macchina raffigura in tre fasi: la morte alla base, seguita dall’elevazione verso il cielo verso Dio, con la Santa che in cima si libera dagli eventi terreni”. Ascenzi è poi tornato a commentare la differenza tra esporre la Macchina ed effettuare il Trasporto vero e proprio: “La macchina è solo il 3 settembre, quello che vediamo qui è una struttura, un pezzo, in questo caso, di polistirolo, ma non è la Macchina di Santa Rosa, che è l’unione tra i facchini, il tre settemre e tutta la città. Solo quella sera ci sono le candele accese. Quindi non vi preoccupate viterbesi, vederla esposta qui, sarà utile per diffondere il suo messaggio ma nulla svela del 3 settembre”.

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.