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Porta Romana colore e restauro per tornare alle origini.

Porta Romana colore e restauro per tornare alle origini.

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Viterbo 31 luglio 2027 – Una nuova veste per Porta Romana che vuol dire tornare all’antico. Partito da un’idea del consigliere comunale Ugo Poggi di “Io Apro Rinascimento”,  l’iter per il restauro sarebbe già avviato all’interno degli uffici dell’urbanistica per arrivare alla progettazione e all’inserimento nel Piano triennale delle opere pubbliche. “Abbiamo iniziato a ragionare su un intervento che deve assolutamente essere fatto”, dice l’assessore competente, Emanuele Aronne.
Ma prima di definire l’idea progettuale, è necessrio ricostruire la storia della porta e risalire al suo aspetto originario. Una porta “colorata” come evidenzia la tinteggiatura, seppur rovinata, che ancora permane, nel colore del beige. Aspetto, questo, che si punta a valorizzare, come era inizialmente.

La porta, infatti, è stata oggetto di “restauro già negli anni Ottanta – Novanta”, spiega Aronne, “Fu messa la base in peperino della Santa con scritto viva Rosa e dei pinnacoli nuovi. Mi dicono che quelli originali sono a Prato Giardino”.

I vecchi resti di Porta Romana a Prato Giardino: la Sovrintendenza avrebbe chiesto di valorizzarli in occasione della progettazione della pista.

 

In effetti sono lì, tanto che, quando l’amministrazione Frontini si è occupata della progettazione della pista, realizzata solo in parte nel parco comunale, la Sovrintendenza avrebbe imposto anche di valorizzare i vecchi ruderi che si trovano attualmente all’interno del parco. La riqualificazione di Porta Romana, potrebbe essere ora l’occasione giusta per occuparsi anche di queste autorevoli “rovine” che svettavano su Porta Romana.

I vecchi resti di Porta Romana

Porta Romana non solo è “il primo ingresso che si incontra venendo da Roma”, sottolinea lo stesso Poggi, ma diventa anche la scenografia naturale del montaggio della macchina di Santa Rosa e della partenza del trasporto, uno dei momenti più emozionanti dell’intero tragitto. Su un eventuale utilizzo dei vecchi resti o, comunque, di una loro qualche valorizzazione, Aronne frena: “Devo prima verificare, presto per dirlo, riprenderò in mano il vecchio progetto anche per capire il processo filologico seguito e individuare la ratio del restauro effettuato, per poi decidere come intervenire ora”.

Qualunque sia la scelta “stilistica” che sarà effettuata, certo è che l’intervento su Porta Romana è uno di quelli che non può attendere oltre.  L’ urgenza del restauro della porta è ampiamente testimoniata dallo stato in cui oggi si presenta, con larghe macchie di intonaci staccati, parti annerite, chiazze di umidità e muffa, ciuffi di erba arrampicati sulla cornice. I blocchi di peperino, regolarmente squadrati a formare un arco di ingresso, sono gravemente danneggiati, con grosse buche e bordi portati via di netto.  “Solo dopo la progettazione, sapremo con precisione quale importo andare a mettere a bilancio”, dice ancora Aronne. L’intervento di restauro non riguarderà solo la porta, ma anche il campanile con l’orologio della chiesa, che è di proprietà del Comune. “Credo saranno due progettazioni separate”, spiega ancora l’assessore.

Ugo Poggi, consigliere comunale (Io Apro Rinascimento)

Sprizza gioia da tutti i pori il consigliere comunale Ugo Poggi: la riqualificazione di Porta Romana era un suo sogno, nemmeno tanto segreto, che coltiva ancora prima solo di immaginare di diventare consigliere comunale. “Ora che sono stato eletto, però, ho inseguito concretamente questo progetto a cui penso da tanti anni” spiega. “Faccio il fotografo da 51 anni e il recupero di Porta Romana mi è stato sempre a cuore. Sono, quindi, molto felice che l’assessore Aronne e la sindaca Frontini abbiano sposato questa mia idea”.

Tiziana Mancinelli.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.