Home Attualità Santa Barbara, “Tegola” in testa a 60 famiglie: potrebbero dover pagare due volte per la casa già acquistata.
Santa Barbara, “Tegola” in testa a 60 famiglie: potrebbero dover pagare due volte per la casa già acquistata.

Santa Barbara, “Tegola” in testa a 60 famiglie: potrebbero dover pagare due volte per la casa già acquistata.

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Viterbo, 2 ottobre 2025 – Quella che è arrivata in testa a 60 famiglie residenti a Santa Barbara è stata la classica brutta tegola. Acquistata la casa, dopo qualche tempo si sono visti arrivare una lettera dal Comune per cui potrebbero essere chiamati a dover versare migliaia di euro per poter mantenere la proprietà. Ieri l’incontro nella palestra di Santa Barbara insieme all’avvocato del Comune Cesare Costa  che ha presentato ricorso al Tar per il recupero delle somme, la sindaca Chiara Frontini, l’assessore all’urbanistica Emanuele Aronne, la consigliera comunale Francesca Pietrangeli per un confronto con i residenti. La storia inizia da lontano, nel 2008 circa, quando due cooperative acquistano dal Comune due lotti di terreno a 30 euro al metro quadrato per edilizia residenziale pubblicabeneficiando di una serie di vantaggi” non solo sul prezzo, visto che quei terreni “valgono molto di più”, dice il legale del comune Cesare Costa “ma anche sugli oneri di urbanizzazione primaria, secondaria e sui costi di costruzione”. Agevolazioni consentite a delle condizioni: “Avere un contributo ministeriale, dare le abitazioni in godimento e non in vendita e solo a soci appartenenti a forze armate e forze dell’ordine”, spiega ancora il legale. Paletti che, secondo la posizione del Comune che deve tutelarsi anche nei confronti di una possibile responsabilità erarialesarebbero poi decaduti successivamente, pur mantenendo le due cooperative, di cui una nel frattempo fallita, i vantaggi. Da qui il ricorso di Palazzo dei Priori per rientrare delle somme dovute che, però, si è trasformato, ora, in una spada di Damocle per chi nel frattempo ha acquistato quelle abitazioni. Deciderà il ricorso al Tar, dopodiché saranno quantificate eventuali somme anche se ieri, durante l’incontro, sono circolate cifre astronomiche di un milione di euro a palazzina, ovviamente non confermate. I residenti intervenuti all’incontro hanno mostrato calma e compostezza, anche se la faccenda è di quelle da togliere il sonno di notte a ogni famiglia che dall’oggi al domani potrebbe essere chiamata a dover sborsare migliaia di euro per poter mantenere la propria casa. Dal Comune ieri su questo sono arrivate rassicurazioni, nessuno vuole togliergliela. Si è parlato di mediazione, anche se Palazzo dei Priori dall’altra parte è anche chiamato a tutelare la consistenza di quel patrimonio pubblico che è di tutti i cittadini. Insomma la patata è di quelle bollenti, come ha riconosciuto ieri sera lo stesso Aronne che pure  è riuscito a districare matasse altrettanto complesse come quella di Colleverde ed Acquabianca.Le due cooperative”, dice a margine dell’incontro  il legale del Comune, “hanno rinunciato al contributo ministeriale, dovevano dare gli appartamenti solo in godimento a soci appartenenti a forze dell’ordine e forze armate, invece hanno venduto a persone che non avevano questi requisiti. Abbiamo fatto un’interruzione generica della prescrizione. Ora dobbiamo aspettare l’esito del ricorso al Tar e quello relativo alla liquidazione di Etruria 2000, una sorta di fallimento. Solo successivamente faremo un po’ di conti. Vedremo anche se il Tar ci darà ragione su queste inadempienze. Hanno venduto anche le soffitte e non potevano farlo”, spiega Costa. Ma hanno anche “venduto ad un prezzo superiore a quello massimo a cui potevano farlo e anche a chi risiede fuori provincia, altro requisito richiesto per usufruire delle agevolazioni di cui hanno beneficiato”, informa il legale. E ora, a pagare, potrebbero essere ancora loro, le persone e le famiglie che hanno comprato casa.

Tiziana Mancinelli

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.