Poste Italiane, Moltoni: “Costretto ad andare a Tuscania per ritirare una raccomandata”.
Viterbo, 12 ottobre 2025 – Il postino “suonava” sempre due volte. Ora non più. In casa il destinatario della lettera non c’è, e la raccomandata finisce all’ufficio postale di Tuscania. Peccato che l’utente risieda a Viterbo e, quindi, a proprie spese deve fare circa 25 chilometri all’andata e altrettanti al ritorno per andare a prenderla. La storia dai contorni grotteschi è capitata all’ex consigliere comunale Chicco Moltoni che ha voluto renderla pubblica.
“Sono arrivato a casa mi sono accorto di questo avviso che mi era stato recapitato il 6 ottobre e che non avevo visto perché ero fuori”, racconta Moltoni. “Sullo stesso avviso – prosegue – c’è scritto che entro 5 giorni si può telefonare e richiedere una seconda consegna. Così ho fatto. Ho telefonato il 10 ottobre e ho parlato con un’operatrice che mi ha detto che non era più possibile richiedere un’altra consegna, ma che dovevo andare a ritirarla personalmente dal martedì successivo, per cui sarebbero passati anche altri giorni”, spiega ancora l’ex consigliere. “A questo punto, però, le ho fatto presente che sull’avviso era indicato l’ ufficio di Tuscania per il ritiro della raccomandata. Ho chiesto se ci fosse stato un errore, poiché le ho fatto notare che risiedo a Viterbo. Ma lei mi ha confermato che non c’era nessun errore e che l’ufficio in cui mi sarei dovuto recare per ritirare la raccomandata era quello di Tuscania. Sono rimasto basito – prosegue Moltoni – Vicino alla mia abitazione a Viterbo ci sono ben due uffici postali e mi stava dicendo che mi dovevo recare a Tuscania per prendere una raccomandata. Ho chiesto per quale motivo e lei mi ha risposto che era legato a questioni di organizzazione interna”, riferisce Moltoni, piuttosto contrariato. “Che una persona di Viterbo con diversi uffici postali vicino casa debba prendere l’auto e fare 25 chilometri per andare a ritirare una lettera della posta in un altro Comune, mi sembra assolutamente assurdo”, ribadisce. “Rappresentare queste mie considerazioni all’operatrice telefonica è stato totalmente inutile. Mi sono trovato di fronte un muro di gomma per cui la raccomandata o la vado a prendere a Tuscania o resta lì. Sceglierò questa seconda opzione, non andrò a ritirala, perché mi pare raccapricciante che un cittadino debba subire quello che, secondo me, rappresenta un disservizio e un disagio per l’utenza inaccettabile”, continua Moltoni, che fa anche una riflessione: “Mi sono interrogato sullo stato d’animo, l’inquietudine che potrebbe provare una persona anziana, o che non ha la possibilità di spostarsi con l’auto, se si fosse trovata in una situazione simile, con la necessità di ritirare una lettera magari di estrema importanza per lei e doversi recare, senza averne le possibilità, addirittura in un altro comune. A questo pensiero, e nella speranza di contribuire a far sì che certe cose non avvengano, soprattutto nei confronti delle fasce più deboli, ho ritenuto opportuno portare questa mia testimonianza ai fini di un miglioramento del servizio, a un organo di stampa, sperando di ricevere quell’attenzione che non sono riuscito ad avere rivolgendomi a un operatore di Poste Italiane”, conclude Moltoni. La storia dell’ex consigliere comunale arriva quando anche da parte sindacale emergono notizie allarmanti circa un imminente taglio che, secondo il segretario regionale Cgil Slc Stefano Cardinali, il segretario generale regionale Uil Poste Stefano Angelini e il segretario provinciale Uil Poste Marco Borgognoni Poste Italiane starebbe per fare, chiudendo 25 zone di recapito nella Tuscia, di cui 16 solo a Viterbo.

