Home Attualità “Ci vediamo a casa…Viterbo”: la sindaca lancia uno spazio di aggregazione.
“Ci vediamo a casa…Viterbo”: la sindaca lancia uno spazio di aggregazione.

“Ci vediamo a casa…Viterbo”: la sindaca lancia uno spazio di aggregazione.

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Viterbo, 9 novembre 2025 – “Ci vediamo a casa“, è quello che si dice solitamente a un componente della famiglia ed è quello che Chiara Frontini sogna di dire ai viterbesi che decideranno di frequentare la sua “Casa Viterbo”.

Opere artistiche, anziché bandiere di partiti o movimenti, abbelliscono le pareti del nuovo spazio inaugurato ieri a San Faustino, che tradisce le attese di chi si aspettava di trovarsi di fronte il solito ufficio elettorale di chi si appresta ad affrontare la corsa per la riconquista di Palazzo dei Priori.

Un luogo di aggregazione che “non ha e non vuole avere simboli di partiti o di movimenti. Qui nessuno chiederà alle persone che preferenze politiche hanno, ma ciò che sognano e che contributo pensano di poter dare alla nostra città.

Questa è la filosofia di questo luogo”, ha detto ieri Chiara Frontini al taglio del nastro della nuova sede ubicata nel quartiere San Faustino. Una scelta “precisa“, ha specificato la sindaca che su questo quartiere non si arrende: “è un luogo identitario, uno dei più storici, dove i viterbesi hanno le loro radici. Se ne sente parlare negli ultimi anni soltanto per fatti negativi: di abbandono, delinquenza, degrado. Noi vogliamo invertire questa narrazione”.

La ricetta della sindaca è riempire gli spazi “con la nostra presenza, quella di una comunità che si ritrova, che torna a vivere questo quartiere, che lo occupa con le proprie idee, con i propri artisti,  con la propria identità, frequentandolo. Questa è la strategia di contrasto”, ha detto ancora la sindaca. “In questo spazio ci saranno seminari, workshop, appuntamenti formativi”.  Casa Viterbo, seppure non dichiaratamente un luogo politico, si candida a ricompattare intorno alla figura di “Chiara” quel mondo civico e di idee che l’hanno portata ad essere la prima donna sindaco della città di Viterbo.

 Una mossa astuta e geniale quella della sindaca, che si sta preparando la strada per il secondo mandato su un terreno al momento pianeggiante, dove non ha preso ancora forma alcuna proposta alternativa, sopattutto da parte del centrodestra, sempreché alle prossime comunali ce ne sia uno. Ieri, intanto, ad augurare buon lavoro alla sindaca Frontini c’erano il Presidente della Provincia, Alessandro Romoli, e il consigliere regionale, Enrico Panunzi, esponenti delle forze che insieme al patto civico di Chiara Frontini formano la maggioranza di Palazzo Gentili.  “Io appartengo a un partito diverso”, ha specificato Romoli, “ma quando si riesce a dare voce ai cittadini e a trovare la ricetta della partecipazione per un interesse superiore che è quello della città, credo che si stia lavorando bene. Penso che su questo molto si possa costruire. Avere scelto questa porzione della città – ha proseguito Romoli – è sicuramente un motivo di attenzione, sappiamo quali criticità sono emerse, soprattutto in questa zona di Viterbo”, ha concluso il presidente della Provincia. “Ho accolto questo invito da laico”, ha specificato Enrico Panunzi “la mia posizione  politica  è diversa da quella della nostra sindaca, ma la cosa più importante da capire è che ci si candida per un interesse superiore, che va oltre la propria individualità. Con Chiara Frontini siamo stati avversari politici al ballottaggio, ma quando la campagna elettorale finisce, il giorno dopo si lavora insieme su proposte oggettive e meritorie, restando ognuno sulle proprie posizioni”.  Numerose le persone intervenute ieri.  Tutti i consiglieri e gli assessori della maggioranza Frontini. Tra i presenti anche Giancarlo Gabbianelli. L’incontro è stato aperto da Piermaria Cecchini che ha letto un passo delle “Città Invisibili” di Italo Calvino.    Anche la scelta della data in cui inaugurarlo, non è  stata casuale: “Il 9 novembre è il giorno della caduta del muro di Berlino, quello in cui l’impossibile è diventato realtà, grazie al dialogo e al coraggio di chi ha avuto la voglia di incontrarsi”, ha proseguito Frontini, riprendendo una metafora a lei cara: “abusata, ma in assoluto la più evocativa e che rappresenta questo posto, Casa Viterbo è un luogo che abbatte muri e costruisce ponti tra generazioni, tra quartieri, tra idee e proposte diverse di città, che qui si possono incontrare e confrontare, dialogare e riconoscersi, che è quello che succede anche nelle nelle migliori famiglie”, ha sottolineato Frontini. Ideatore dello spazio, l’architetto Emanuele Aronne, che è anche assessore all’urbanistica del comune di Viterbo.  “Siamo partiti da un’idea, una suggestione. Dovevamo fare uno spazio civico. Ma cos’è? Ci siamo messi a riflettere e abbiamo capito che non doveva essere un vestito unico per un evento, ma uno spazio capace di adattarsi a tutte le situazioni che all’interno si potevano realizzare”. Da qui l’idea di “creare una piazza coperta che invitasse alla calma, alla tranquillità, che desse la possibilità di stare raccolti”. Immagine realizzata ricorrendo a “panchine, lampioni, installazioni artistiche. Abbiamo anche pensato che uno spazio “piazza” dovesse avere un giorno e una notte e una sera”, ha continuato Aronne, “e quindi l’illuminazione è stata pensata per questo”. Dalla grande sala che si apre immediatamente all’ingresso, si passa a uno spazio più piccolo dove è stato posizionato “un tavolo ping pong e uno di lavoro, ma può essere anche un posto dove giocare, oppure aprire un computer o consultare la biblioteca“. Anche questa ha preso forma a Casa Viterbo: “Ha una potenzialità di 700 libri,  chiunque volesse venire e portarci un libro, noi siamo qui per prenderlo”, ha detto ancora Aronne. “Il libro è l’oggetto che più di tutti ci obbliga a prenderci del tempo”. Dalla stanza più piccola del tavolo ping pong si accede a un cortile interno. “Quando le giornate saranno più miti e più lunghe, ci auguriamo che possa essere utilizzato da chiunque per uno spettacolo o una performance”, ha concluso Aronne.

Tiziana Mancinelli

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.