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Botteghe storiche, l’ “Alt” della Regione al Comune sulle doppie spese.

Botteghe storiche, l’ “Alt” della Regione al Comune sulle doppie spese.

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Viterbo, 29 dicembre 2025 – Una giungla “comunicativa” sulle botteghe storiche, con la Regione che ha avvertito il Comune di stare attento alla cosiddetta doppia spesa, cioè investire denaro per fare le stesse cose, fattispecie per cui le spese effettuate sarebbero ritenute non ammissibili a finanziamento. Il caso riguarda il proliferare di pannelli comunicativi, paline, percorsi tematici che starebbero per investire le botteghe storiche, tirate fuori dall’anonimato e diventate oggetto di un programma cospicuo di interventi finanziato con 175.000 euro, di cui 122 mila a carico della Regione Lazio e la restante parte di 52.500 euro in capo al Comune di Viterbo. Di questa cifra, ben 30 mila euro avrebbero dovuto coprire  la spesa per la realizzazione, per ciascuna bottega storica, di una palina”, sulla quale doveva essere “apposto un pannello informativo”, recante, tra l’altro, “il logo di Bottega Storica della Regione Lazio”. A questo si è poi aggiunta un’altra spesa di 19 mila euro relativa all’affidamento diretto alla “ditta Martina Campanella di parte dei servizi necessari all’attuazione di parte del programma Botteghe Storiche”, ossia “progettazione di un itinerario tematico e relativi materiali comunicativi”, per “una spesa omnicomprensiva di 9.000 euro”, e la “comunicazione per la promozione dell’iniziativa (acquisto spazi comunicativi e pubblicitari)”, per altri 10 mila euro. Gli importi ricadono all’interno della spesa biennale di 60 mila euro con cui il Comune ha affidato alla stessa Campanella “il servizio di gestione dell’ufficio speciale (HUB) per l’attuazione del programma delle botteghe storiche e per il rilancio del centro storico che supporti l’apertura di attività commerciali, artigianali e di servizio innovativi che valorizzino le produzioni locali”. Ma proprio sulle botteghe storiche è arrivato una sorta di “Alt” della Regione Lazio che ha comunicato al Comune, con nota del 31 marzo scorso, di “procedere alla fornitura e consegna alle Botteghe Storiche di apposite targhe riportanti i loghi regionali”, avvertendo che “eventuali importi utilizzati (dal Comune) per la fornitura di targhe/loghi riportanti i loghi regionali, non saranno riconosciuti come spese ammissibili”, la cosiddetta doppia spesa, da qui la richiesta al Comune di rimodulare gli interventi. Palazzo dei Priori ha riposto il 5 dicembre scorso, comunicando alla Regione la destinazione dei 30 mila euro non più alla realizzazione dei pannelli illustrativi, ma al pagamento delle bollette di luce, acqua e gas, per cui ognuna delle 33 botteghe vedrà arrivare 909,09 euro di contributo. Ma quando? La domanda è una di quelle da “un milione di dollari”. I titolari delle botteghe storiche aspettano da tempo e alcuni di loro avrebbero anche messo mani al portafogli ed effettuato già dei lavori, per i quali vorrebbero veder arrivare i ristori promessi. C’è tempo fino a giungo 2026, anche se Palazzo dei Priori già da febbraio vorrebbe iniziare con le liquidazioni almeno per quelle botteghe che hanno presentato tutti i documenti richiesti.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.