Viterbo, 24 gennaio 2026 – I cinghiali che passeggiano in città assumono sempre di più i contorni di una cartolina in bianco e nero delle memorie cittadine di un remoto passato. Che l’emergenza sia definitivamente rientrata, non si sente di dirlo nessuno a Palazzo dei Priori. Regna la cautela. L’assessore competente, Patrizia Notaristefano, al riguardo preferisce limitarsi a dire che “Nel 2025 non ci sono state segnalazioni critiche riguardo ai cinghiali”. Che la situazione sia notevolmente migliorata: “mi sembra un dato oggettivo”, sottolinea. “Non c’è più la circolazione di prima”. Insomma gli ungulati, quelli che sono rimasti, si tengono alla larga da Prato Giardino o dalle principali piazze urbane, dove gli avvistamenti si sono ridotti praticamente allo zero, seppure i grossi animali non siano spariti del tutto. Il progetto pilota per la loro cattura è partito nel 2024, con l’installazione di gabbie e il successivo abbattimento. Da subito i risultati si sono visti con il prelievo di quindici cinghiali, tanto che la maggioranza Frontini ha deciso di investirci pesantemente: 90 mila euro e la pubblicazione di un avviso di manifestazione di interesse rivolto alle ditte specializzate per eseguire il compito. L’obiettivo da raggiungere è l’eliminazione di 150 capi. “Un impegno economico non indifferente” sottolinea Notaristefano che vuole mettere in evidenza anche il processo “estremamente condiviso con le altre realtà che si occupano di questa tematica e che abbiamo chiamato a fare rete. Mi riferisco alla Asl, all’università, al nucleo dei carabinieri forestali“. Non si conosce al momento come stia andado il progetto e quanti cinghiali siano già stati catturati. Le gabbie vengono posizionate “dopo aver fatto gli opportuni sopralluoghi tesi a individuare i punti di accesso alla città”, spiega ancora Notaristefano. Rientra tra queste la valle dell’Arcianello. Ma c’è un altro sito dove presto arriveranno le gabbie: Villa Lante. “Quando il fondo non è di proprietà del Comune, servono prima le necessarie autorizzazioni”, spiega l’assessore. Qualche cinghiale ancora si vede “in via Genova”, dice, “ma si affaccia in città, per poi tornare subito indietro”. Anche loro, evidentemente, hanno sentito che l’aria è cambiata. Terminato il progetto, l’attività in futuro non si fermerà: “Stiamo pensando a una serie di iniziative per impedire che la situazione degeneri nuovamente. Saremmo comunque sempre pronti ad intervenire con la cattura e l’abbattimento, qualora dovesse rendersi necessario”.