Dai nonni ai nipoti: la colazione di Pasqua di Pianoscarano rinnova la tradizione
Viterbo, 5 aprile 2026 – Da nonni a nipoti: la colazione di Pasqua di Pianoscarano dal Medioevo a oggi, portata avanti da una catena generazionale ininterrotta.
Sono da poco passate le otto di mattina, quando in una delle vie che conducono alla piazza di Fontana del Piano, si registra un via vai frettoloso di persone di ogni età: ci sono giovanissimi che hanno sacrificato magari una serata in discoteca la sera prima per essere qui all’alba, adulti e anziani che portano vassoi con pizze di Pasqua e altri prodotti tipici di ogni genere.

“Siamo in ritardo”, dice Mattia, diciotto anni, pochi minuti prima delle nove, “la piazza è già piena di gente”, esclama contento e trafelato.
Lo sa bene lui che da sei anni è nell’organizzazione di questo rituale immancabile nella tradizione viterbese, ma anche prima, fin da bambino, ha visto i suoi nonni tenere fede a questo impegno con la città che ora anche lui porta avanti, assicurandogli continuità.
In piazza c’è anche la signora Maria Faperdue, l’ultima ancora in vita dei fondatori, che assiste all’evento con un’espressione sorridente.

Arrivano molti amministratori comunali che si tengono rispettosamente defilati dal banchetto, lasciando spazio alla gente, vera protagonista di questo momento conviviale in cui, in nome delle tradizioni, si rinnova il senso di appartenenza e la condivisione di valori.
Preparato il lungo banco ad “Elle” con i prodotti tipicamente pasquali, nessuno si avvicina. Tutti restano a pochi metri di distanza, composti. C’è, prima, la benedizione del vescovo, Francesco Orazio Piazza, anche lu arrivato di buon’ora. Accanto a lui il parroco del quartiere, don Dante, la sindaca Chiara Frontini e il presidente del consiglio comunale Marco Ciorba.
“Serena Pasqua“, dice il vescovo, con l’augurio della “pace nel mondo. Siamo sull’orlo del baratro“, commenta, invitando a coltivare “rapporti di amicizia sociale. Curiamo le buone relazioni, in modo da poteggere tra di noi quello che nel mondo va a rotoli, cercando così di invertire questa tendenza”. “In particolare a Pianoscarano, cuore pulsante di Viterbo”, ha detto il vescovo, raccomandado ai parroci “don Dante e don Luca” di “curare questo ambiente. Chiedo al Signore che le famiglie rimangano in salute e, soprattutto, unite. Che si vogliano bene e che non ci siano inquinamenti in queste condizioni serene di vita“.
A questo punto, terminata la benedizione, è arrivato il rompete le righe e il banco della colazione è stato preso d’assalto dai cittadini.