Un “Bacio a Viterbo”: buona l’affluenza e pure il cioccolatino. Critiche sugli allestimenti.
Viterbo, 22 febbraio 2026 – Due cuori e un centro storico. Sperando che non diventi “una capanna”, anche se l’accostamento è una delle metafore più note dell’amore, tema dell’evento organizzato dal comune di Viterbo e da Spazio Viterbo gestito da Martina Campanella per rilanciare il quartiere medioevale.
“Un Bacio a Viterbo”, il titolo dell’iniziativa che si è svolta ieri, 21 febbraio. Si replica il prossimo. Il bacio c’è davvero ed è stato studiato appositamente per l’occasione, con l’auspicio che diventi il dolce tipico di Viterbo. La nascita del cuore di cioccolata è stata tenuta a battesimo da una coreografia di cuori. Palloncini a cuori lungo l’itinerario dell’evento. Due cuori giganteschi uno a piazza Fontana Grande l’altro davanti alla chiesa del Suffragio. L’idea, probabilmente, è quella di richiamare il mese dell‘amore: febbraio.
A questo tema se ne innesca un altro: “la via degli Astri“. È riportata come indicazione all’angolo tra il Corso e via della Sapienza. Seguendola si arriva a Piazza della Repubblica, dove avrebbe dovuto dominare una possente scultura di centauro tridimensionale. Così, almeno, era stato presentato nel video promozionale. In piazza la triste sorpresa: un pannello bidimensionale a forma di centauro. La maggior parte delle critiche che sono piovute sui social, si sono abbattute sulla povera creatura metà uomo, metà animale. Dura in piedi poche ore. Finisce quasi subito per terra. Successivamente sarà spostato più cautamente dietro all’unica bancarella presente. Non proprio un bell’esordio per lui. Tutto intorno, il vuoto: sparita la cartomante e l’astrologa che erano state annunciate. Pure questa è magia.
Qualcuno avrebbe voluto far sparire anche i palloncini di plastica lungo le vie. C’è stato, tuttavia, anche chi li ha apprezzati. Seguendo l’altra indicazione, “Largo delle emozioni” si arriva a piazza delle Erbe. Qui performance musicali, una scritta gigantesca “Viterbo”, se qualcuno se lo fosse dimenticato o non lo sapesse. Accanto, la vera chicca di tutto l’evento: il famoso cioccolatino. “Cuore di Viterbo”, questo il nome. A presentarlo è la pasticceria Casantini.
“Da noi vengono tanti turisti e, soprattutto nel punto vendita del centro storico, ci chiedono un dolce tipico di Viterbo che, nella realtà, non abbiamo”, spiega Katia Casantini. “Spero, quindi, che questo possa diventare il simbolo della città, almeno come dolce. Abbiamo i tozzetti, ma sono un po’ di tutta la Tuscia e della Toscana. Non sono tipici del capoluogo”, prosegue. Perché proprio un cioccolatino? “Ce lo ha chiesto Martina Campanella – spiega – dicendoci di utilizzare quattro ingredienti che sono nocciola dei Cimini, lamponi, cannella e cioccolato fondente. Da questi potranno, poi, nascere altre mille ricette. L’Antica Latteria farà il gelato, noi faremo anche un semifreddo e dolci senza glutine, Polozzi ha fatto un cremino”. Via libera, dunque, all’interpretazione. “Può essere una pasta, un semifreddo, una torta”, dice Casantini. A Largo delle Emozioni (Piazza delle Erbe), dolci e cioccolata, mantengono fede alle promesse. Buona l’affluenza di persone al Corso, in via Roma e a piazza della Repubblica. A via Saffi un po’ meno. All’angolo una bancarella di dolciumi, cuori viola lungo tutta la via. Più fortunato del centauro ridimensionato e finito a terra, il Cupido, stavolta tridimensionale, grazioso, rosso acceso, collocato a lato del Corso all’ingresso di piazza Verdi su una cascata di palloncini rossi. Tramontati gli astri a piazza della Repubblica, la piccola creatura, anch’essa alata, munita di arco e frecce, è riuscita a tenere in piedi per tutto il tempo il vessillo dell’amore. Uno dei variegati ingredienti dell’impasto della giornata.

Tiziana Mancinelli.