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Ex scuderie Sallupara, fine cantiere a maggio. Piazza pronta a fine aprile

Ex scuderie Sallupara, fine cantiere a maggio. Piazza pronta a fine aprile

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Viterbo, 15 aprile 2026 – Completamento del cantiere di Sallupara per fine maggio, salvo imprevisti, mentre i lavori della piazza dovrebbero terminare a fine aprile. Per il cantiere forse tra i più lunghi della storia che la città ricordi, è il momento dei titoli di coda. Il termine dei lavori, sarà solo l’inizio di un nuovo capitolo che arricchirà il quartiere San Faustino di un pregevole tassello di storia pronto ad affacciarsi sulla modernità con una nuova veste: le ex scuderie Sallupara, dalle “stalle” più belle d’Italia a centro culturale giovanile.

Il recupero dell’edificio storico è partito con Giulio Marini sindaco (2008-2013), con il primo stralcio finanziato dalla fondazione Carivit per un milione di euro nell’ambito di una convenzione sottoscritta con il Comune e con il vincolo della destinazione a centro culturale giovanile. Fu Leonardo Michelini, succeduto a Marini sullo scranno più alto di Palazzo dei Priori, a completare il primo stralcio. Poi il cantiere si fermò.

Se il Comune non lo avesse completato, avrebbe dovuto restituire il finanziamento della Carivit. Ma a gettare un salvagente alle casse comunali ci ha pensato l’attuale governo di centrodestra, finanziando il progetto con 2 milioni e 500 mila euro, importo interamente coperto con le risorse del Giubileo. L’affidamento dei lavori, come riporta la determinazione del 6 marzo 2025, è avvenuto con “procedura negoziata senza pubblicazione di un bando di gara, previa consultazione di almeno dieci operatori, utilizzando il criterio di aggiudicazione del minor prezzo inferiore a quello posto a base di gara”. Sette le ditte che hanno risposto. L’esecuzione dei lavori “per 1.835.775,24 euro” è stata affidata alla società Bilancini srl unipersonale. Nel progetto originario era prevista la realizzazione di un blocco servizi, uno spazio coworking, una terrazza aperta, scala e ascensore.

Il secondo e ultimo stralcio, però, non è stata una passeggiata. Nel corso dei lavori sono “emerse numerose evidenze archeologiche di particolare complessità”, tali da richiedere “l’esecuzione di ulteriori approfondimenti archeologici mirati e di ulteriori rilievi, al fine di garantire la produzione della corretta documentazione scientifica e la prosecuzione dei lavori nel rispetto delle prescrizioni di tutela”, riportano gli atti comunali.

Per un momento si è temuto un altro lungo stop. E, invece, la situazione è rientrata relativamente presto. L’assistenza archeologica in cantiere è stata affidata alla “società Archeomatica Srls di Viterbo”, per “un importo complessivo di 21.093,80 euro”.

Durante i lavori sono emerse “numerose cavità ipogee con necessità di approfondimenti geologici e tombamento delle stesse”, riportano le determinazioni dirigenziali. La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Roma, la Provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale, con nota del 26/01/2026, ha, poi “autorizzato la chiusura delle cavità e la copertura di tutte le prove archeologiche”.

Ma gli scavi hanno comportato “movimenti di terra di entità superiore a quanto previsto in progetto”, tali da determinare un aumento dei costi di 182.356,32 euro.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.