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Oltre 3 milioni e mezzo di euro per accoglienza migranti, progetto Sai

Oltre 3 milioni e mezzo di euro per accoglienza migranti, progetto Sai

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Viterbo, 15 aprile 2026 – Quasi 4 milioni di euro in arrivo per il progetto Sai (Ex Sprar) accoglienza immigrati.  In attesa che si concluda la procedura di gara per il rinnovo del servizio nel triennio 2026 – 2028, il Comune ha effettuato una proroga tecnica fino ad aprile 2026. “La continuità”  della gestione sarà assicurata dalla cooperativa Alicenova come riporta la determinazione dirigenziale 211 del 7 aprile scorso.  Il progetto è rivolto a 83 adulti componenti di nuclei familiari anche monoparentali e prevede la realizzazione di interventi di accoglienza integrata, tutela ed inclusione dei beneficiari della rete”, utilizzando le “risorse iscritte nel Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo” per un totale di 3.690.000 euro. La durata dell’appalto è di 36 mesi che sarebbero dovuti partire il primo gennaio 2026 fino al 31 dicembre 2028, sulla base del piano finanziario preventivo annuale SAI, approvato e finanziato dal Ministero dell’Interno per un importo di 1.230.000 euro all’anno.  Il piano prevede 550.907 euro per il personale, di cui 509.331 euro per l’equipe multidisciplinare, in cui rientrano operatori sociali per un costo di 128.388 euro,  interpreti e mediatori culturali per 67.004 euro, operatori legali 33.644 euro, assistenti sociali per 22.975 euro, psicologi 18.000 euro, operatori dell’integrazione 89.774 euro. Per il personale addetto alle pulizie sono previste 6.144 euro. Il piano prevede “altre figure professionali” per  143.396 euro. Alla voce “consulenze”, invece è iscritta la spesa di 41.575 euro. Rientrano qui gli esperti legali per 1.500 euro, gli operatori anti tratta 1.500 euro, la mediazione culturale e interpretariato 3.115 euro, i  consulenti fiscali e del lavoro per 8.000 euro ed altre figure professionali come la supervisione psicologica per 27.460 euro. Le spese di gestione diretta, invece, assorbono 160.910 euro.  Di queste, 33.500 sono previste per le spese telefoniche per utenze fisse e mobili usufruite dal personale, quelle di carburante per automezzi di servizio per 6.757 euro, spese per fideiussioni 10 mila euro, così come altri 10 mila per  il revisore contabile, 50 mila euro per costi dell’iva sui servizi resi dall’ente attuatore. Previsti 18 mila euro per l’espletamento delle procedure di affidamento, 12.172 euro per acquisto, noleggio o leasing di mobili arredi ed elettrodomestici, altri 20.480 euro per  hardware, software, strumentazione tecnica ed autovetture. Il piano finanziario riporta poi spese per immobili e utenze per oltre 200 mila euro, mentre quelle direttamente riconducibili alla presa in carico dei beneficiari, ammontano a 268.503 euro. Circa 150 mila euro riguardano vitto, abbigliamento, igiene personale, assistenza infanzia, materiale ludico, 4.682 “Effetti letterecci” altre spese per la salute impegnano 9.653 euro, mentre  6 mila per spese di trasporto  urbano ed extraurbano, di trasferimento viaggi e soggiorno temporaneo dei beneficiari. Per i pocket money invece sono previsti 42 mila euro, c’è poi l’alfabetizzazione per una spesa di 4.677, quella per i corsi di formazione 4050 euro, borse lavoro e tirocini formativi 8.390, spese per l’integrazione 9500 euro, infine altri 36.909 euro per viaggi, formazione e sensibilizzazione.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.