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San Pellegrino in Fiore: si comincia!

San Pellegrino in Fiore: si comincia!

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Viterbo, 1 maggio 2026 – Stamattina, alle 10 in piazza del Gesù, il taglio del nastro darà ufficialmente il via all’edizione 2026 di San Pellegrino in Fiore. Gli allestimenti sono pronti per essere visitati. Oggi la manifestazione, dunque, in un giorno di festa come il prio maggio,  si offrirà all’occhio del visitatore in tutta la sua interezza e significatività. Il progetto, realizzato quest’anno, dal titolo “Visioni effimere nella città dei Papi”, è dell’architetto Christian Ciucciarelli, terzo classificato al concorso di idee 2024. Il percorso è quello tradizionale di San Pellegrino in Fiore, da via San Lorenzo, all’omonima piazza, toccando piazza della Morte, Piazza San Carluccio, Piazza Scacciaricci, Piazza San Pellegrino.

PIAZZA DEL GESÙ – L’allestimento  prevede la realizzazione di un fiore gigante con petali che sorgono dalla splendida fontana, immaginata come il suo pistillo. Si tratta di una visione suggestiva che allude al fiore della passiflora, noto come fiore del Gesù, chiamato così dai gesuiti nel Seicento perché la sua complessa struttura floreale simboleggia gli strumenti della passione di Cristo. Una visione suggestiva creata con elementi scultorei in rete metallica leggera, quasi trasparente, tutto attorno un tappeto di fiori multicolore incorniciato da fasce di prato in zolle con una distribuzione geometrica e per aree cromatiche. Le specie floreali previste sono un tributo alla simbologia medievale che vedeva il fiore come elemento decorativo e allusivo nelle rappresentazioni pittoriche e nelle iscrizioni dei codici militi. L’istallazione è creata per dare una visione diversa della fontana, vera protagonista della piazza. Un’immagine che crea una particolare suggestione per il visitatore che si trova di fronte un elemento gigante che nasce dal fulcro architettonico con cui dialoga rispettosamente, valorizzandone la centralità e la potenzialità scenografica. Verso la chiesa è un corridoio di vasi di fiori su piedistallo che conducono fino alla porta medievale mentre all’ingresso della piazza è realizzata una collina verde con un’ aiuola di fiori multicolore. Al centro una scultura sinuosa, rappresentante un fiore in rete metallica, vero manifesto dell’intero progetto artistico e floreale dell’allestimento per l’edizione di San pellegrino Fiore 2026.

PIAZZA DELLA MORTE – L’allestimento si ispira all’atmosfera del giardino e della piazza medievale, richiamando profumi, colori e musicalità antiche. Si immagina uno spazio allestito con fiori di rose e ortensie sotto gli alberi,  fiori colorati a cingere la fontana con una decorazione di ispirazione medievale e un drappo rosso appoggiato sul bordo, a simboleggiare i tessuti medievali lavati alla fonte. A rendere lo spazio più teatrale, alcuni drappi di tessuto color rosso e arancio che pendono da tra gli alberi, attraversando la piazza leggeri e mossi dal vento. Lo spazio è ampiamente dedicato al mercato di fiori d’artigianato, al fine di creare un’atmosfera brulicante di persone, oggetti particolari e colori tipici di una piazzetta di altri tempi. Si vogliono qui richiamare anche alcune atmosfere medievali del “giardino cortese” con i cavalieri, musici artisti, poeti che popolano lo spazio. Figuranti in costume recitano versi medievali e suonano strumenti come flauti, liti arpe e tamburelli, mentre intrattengono i passanti e i commensali degli spazi dehors. L’atmosfera che si vuole qui ricreare, è quella di un momento teatrale in cui si fondono passato e presente, fiori, mercato, poesie, musica.

PIAZZA SAN LORENZO (Il bocciolo)
L’istallazione pensata per Piazza San Lorenzo, prevede una grande aiuola ellittica su un tappeto erboso con disegni geometrici ispirati alla “Rosa dei venti” con fiori stagionali. Al centro, una grande scultura sinuosa di un fiore sbocciante che si erge da una folta base di piante verdi fiorite. È questo il punto focale dell’intera piazza su cui si concentra tutta l’attenzione dello spettatore. L’allestimento vuole essere estremamente elegante e raffinato , senza eccessi, lasciando il potere della suggestione al colore dei fiori e alla presenza emblematica della scultura. È l’interpretazione di un bocciolo simbolo di bellezza, giovinezza e amore nascente al centro di una composizione planimetrica fatta di geometrie simboliche come l’ellisse (simbolo del divenire del passato e futuro) e la stella a  otto punte della Rosa dei venti. Ai quattro lati la composizione è incorniciata da cipressi in vaso su aiuole verdi circolari che rappresentano quattro obelischi, mentre verso la gradinata del palazzo papale, aiuole verdi con fasce concentriche di fiori voluminosi. Sulle scalinate del palazzo papale, un raffinato allestimento floreale impreziosisce la scenografia medioevale.

IL VIALE DEI PRUNUS 

Per il ponte del duomo si è pensato ad un allestimento con una solennità semplice, fatto di elementi puntuali che scandiscono il procedere dello spettatore, il quale intravede già, lungo il percorso, la facciata della cattedrale. Si è scelto, quindi, di posizionare due filari di prunus all’interno di vasi rivestiti con tessuto e ornati di fiori di surfine.

PIAZZA SAN CARLUCCIO – Installazione di una torre medievale effimera, realizzata con struttura metallica ricoperta con una rete anch’essa di metallo leggero, sulla sommità il profilo a merli, tipico delle torri medievali. L’intera torre è immaginata come un bastione medievale, avvolto di un verde rampicante, realizzato con gelsomini, edere, glicini e bouganville che allude a una vegetazione infestante,  tipica di un rudere abbandonato, che ha attraversato secoli di storia. Attorno ad essa c’è solo una campagna romantica,  fatta di fiori e piante erbacee multicolori. L’aiuola è, infatti, ricoperta di un tappeto erboso e di una distesa di fiori di campo che avvolgono la torre: cespugli di margherite,  bocche di leone, ranuncoli, campanule, delfinium, lavande, rosmarino e altre piante multicolore, creano un’atmosfera e una natura mediterranea di grande effetto. Sulla torre,  elemento effimero e trasparente, arricchito di verde e fiori, sono issate bandiere e stendardi della città, con alternanza di colori gialli e blu. Sul lato, lungo della piazza, è disposta un’aiuola lunga longitudinale, irregolare, anch’essa colma di fiori, cespugli e alcuni alberelli. Sulla fontana è poi pensato un allestimento con fiori di vario tipo realizzati da maestri fioristi per nobilitare la fonte.

PIAZZA SCACCIARICCI

Piazza Scacciaricci è una piccola piazzetta che si apre tra i vicoli lungo via San Pellegrino. È una piccola scoperta, una visione sospesa, al centro una nuvola in rete sinuosa realizzata in rete metallica, fluttua, come un pensiero luminoso, sullo spazio stretto tra le pareti medievali degli edifici. Da essa scendono fiori recisi appesi, come gocce che non bagnano, ma profumano. Una pioggia sacra di colori che riempiono gli occhi dello spettatore. Il fiore reciso parla piano della fragilità del tempo, ma appeso sembra vincere la gravità in una dimensione sognata e leggerissima. La nuvola, elemento effimero per eccellenza, si manifesta agli occhi dello spettatore come un’apparizione fluttuata e una trasparente meraviglia. La piazza è arricchita da vasi di ortensie di vari colori sulla tonalità del rosa e sono simbolo di gratitudine. Lo spazio centrale è lasciato appositamente libero per essere riempito di spettatori con la testa all’insù, sognanti, con lo sguardo rivolto verso la suggestiva pioggia di fiori.

PIAZZA SAN PELLEGRINO –

L’allestimento celebra le nozze medievali con l’istallazione di un mazzo di fiori giganti, vero protagonista del piccolo spazio raccolto. All’interno del grande mazzo che domina la piazza, fiori nuziali come calle, margherite, dimorfoteche e lavanda, ma anche erbe aromatiche come aglio, origano, timo, salvia, menta, rosmarino e finocchio. Nel Medioevo, infatti, le spose erano solite portare mazzetti con questo tipo di piante per scacciare infezioni e malattie. Completano l’allestimento, un’ aiuola verde centrale, che cinge il mazzo con lavande dimorfoteche , begonie, margherite, calle ed aglio. Alcuni vasi bianchi con una composizione di margherite sulle gradinate della chiesa e quella laterale. Infine, una composizione floreale sulla loggia di Palazzo degli Alessandri, e due altalene decorate con i fiori sotto gli archi. L’obiettivo di questo allestimento è stupire lo spettatore che raggiunge la piazzetta, attraverso vicoli stretti,  con un elemento fuori scala all’interno di un piccolo spazio urbano, provocando quasi un senso di sgomento e curiosità. La percezione di questo elemento può, quindi, variare sensibilmente, a seconda dell’angolazione: da sotto, dalle scalette, dalla chiesa, dai vicoli e, infine, dall’alto della loggia di Palazzo degli Alessandri. Pertanto, un gioco di sproporzioni fortemente voluto per suggestionare lo spettatore, dando un’immagine insolita dalla piazza e delle sue quinte architettoniche.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.