Home Attualità Centro storico, don Nicola: “Stranieri, anziani e poche famiglie giovani. La sfida è l’integrazione”
Centro storico, don Nicola: “Stranieri, anziani e poche famiglie giovani. La sfida è l’integrazione”

Centro storico, don Nicola: “Stranieri, anziani e poche famiglie giovani. La sfida è l’integrazione”

0
0

Voterbo, 30 aprile 2026 – Il contesto sociale all’interno del centro storico è enormemente mutato negli ultimi anni e certamente pone nuove sfide anche a chi, come i parroci, devono guidare la comunità verso valori che, nell’era moderna, altamente competitiva e più orientata al successo “materiale” che spirituale, rischiano di finire all’angolo.  “Abbiamo circa duemila residenti da seguire”,  dice il nuovo parroco don Nicola Migliaccio che da circa sette mesi ha preso in mano le redini della parrocchia San Lorenzo e Santa Maria Nuova,  “una parte di questi sono stranieri, tanti anziani e poche famiglie giovani”. Queste ultime, poi, “migrano” fuori dalle mura:molte – spiega don Nicola – frequentano altre parrocchie dove ci sono varie iniziative. Ma non è questo il punto”. La vera sfida, qui, è “La coesistenza di diverse nazionalità, quindi storie differenti, variegate situazioni sociali di provenienza. Cercare di integrarle all’interno della comunità, non è facile”, dice don Nicola, che dopo il periodo pasquale ha una mappatura sociale chiara. “Il tempo di Quaresima”, dice, “mi ha permesso di avere un quadro sempre più completo e capillare delle situazioni delle famiglie”. Con i giorni della benedizione delle case, “Sono potuto entrare al loro interno, mi hanno fatto parte delle loro realtà, delle loro situazioni che in alcuni punti sono anche preoccupanti. Ecco, io, in qualche modo cerco di farmi presente”. C’è poi la tematica delle nuove generazioni. Il male che affligge i giovani, non tutti ovviamente, ma solo alcuni, “non è una carenza di spiritualità, ma di senso“, spiega.  Anche nel centro storico si registrano episodi di vandalismo, in alcuni caso si è arrivati anche a parlare addirittura di una sorta di baby gang, ragazzini che avrebbero anche avvicinato degli anziani con comportamenti poco rispettosi. Le problematiche sociali, soprattutto all’interno delle mura cittadine, dove è in atto un evidente spopolamento da parte dei viterbesi residenti, non mancano con fenomeni di emarginazione, degrado, povertà e disagio.  “Il discorso sui giovani“, però, “è complesso, quando vengono a mancare dei punti di riferimento si sentono in qualche modo quasi autorizzati a esprimere in modo peggiore la loro presenza”, dice don Nicola.  Finiscono, insomma, per confezionarsi una fede su misura, un “Dio a modo mio”, continua il parroco. Non vale per tutti ovviamente. Resta il volto più bello che la nuova generazione ha mostrato nell’anno del Giubileo, riempiendo le piazze con gioia entusiasmo e sani valori. Una promessa che illumina certamente l’orizzonte futuro. 

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.