Viterbo, 4 giugno 2026 – Riceviamo e pubblichiamo – Barbieri con certficati di acconciatore falsi e lavoro nero, dietro alla chiusura dei dieci barber shop nel centro storico. I dipendenti erano tutti extracomunitari. L’operazione è scattata a seguito di alcune segnalazioni anonime.
“I carabinieri del Nucleo Ispettorato del lavoro di Viterbo, coadiuvati dai NIL di Grosseto, Rieti e Terni e da personale dell’Ispettorato del lavoro, e con il supporto della locale compagnia Carabinieri e della Polizia Locale”, rende noto il comunicato stampa ufficiale dei carabinieri, “hanno sospeso dieci attività di “Barber Shop”, tutti dislocati nel centro storico di Viterbo.
L’attività nasce da alcune segnalazioni anonime pervenute nei mesi precedenti e dai conseguenti successivi controlli effettuati dagli operanti, i quali hanno accertato che i dipendenti delle barberie, tutti extracomunitari, svolgevano l’attività di barbieri senza aver frequentato regolari corsi di formazione”, spiega ancora la nota. “Infatti – prosegue – gli attestati di acconciatori esibiti dai responsabili tecnici dei barber shop attenzionati, si sono poi rivelati falsi in quanto disconosciuti dagli stessi enti che risultavano averli emessi.
L’esito dei riscontri ha permesso di ottenere 10 ordinanze di sospensione immediata dell’attività, emesse dall’Ufficio del Comune di Viterbo – Settore IV Sviluppo economico.
Nel corso delle ispezioni sono stati identificati 20 soggetti e sono state elevate sanzioni amministrative per complessivi 6400 euro ad una delle attività, dove operava anche un lavoratore in nero sui due presenti, motivo per il quale è stata oggetto così di un parallelo provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale per lavoro nero, emesso nell’occasione dai militari del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Terni”.

“I corsi di formazione professionali sono di fondamentale importanza perché permettono ai singoli “Barber shop” di poter ottenere i permessi comunali per l’esercizio dell’attività”, spiega ancora la nota dei carabinieri. “Infatti, in base alla Legge 174/2005 che disciplina le attività di acconciatore, la designazione di un responsabile tecnico è una condizione essenziale e permanente per l’ottenimento del titolo autorizzativo all’esercizio di saloni di barbiere/parrucchiere.
L’attività di controllo del territorio, che si inserisce in una più ampia strategia che in precedenza aveva portato alla chiusura di uin Barber shop a Montefiascone e alla revoca degli arresti domiciliare di un responsabile tecnico, denunciato all’autorità giudiziaria di Viterbo sempre per uso di attestato di acconciatore rivelatosi falso. Lo stesso nelle settimane precedenti è stato quindi condotto al carcere circondariale di Mammagialla a seguito di provvedimento di carcerazione emesso dal Giudice di Sorveglianza di Viterbo ed eseguito dalla locale Questura – Sez. Anticrimine in collaborazione con il NIL di Viterbo”, conclude la nota.