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Viale Trento, il comitato “Ora servono i fatti”

Viale Trento, il comitato “Ora servono i fatti”

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Viterbo, 26 giugno 2026 – “Fino a quando dovremo subire questa situazione?”. Lo chiede il comitato di viale Trento, una voce che non si arrende, di fronte al perdurante degrado che diventa sempre più la regola. E finché la voce del comitato non si spegnerà, ci sarà una speranza. Il vero pericolo a viale Trento è che il grido di chi si  ribella con tutte le sue forze a certi “costumi” a dir poco inusuali, si spenga.

Quando i cittadini civili rimasti si arrenderanno e decideranno di lasciare le proprie abitazioni per trasferirsi altrove, allora sarà veramente la fine. Un punto di non ritorno.

Molti lo hanno già fatto, altri lo stanno facendo. Altri non possono farlo, perché magari hanno acquistato casa, pure accendendo un mutuo e, ora, di svenderla, considerando la triste fama della zona, non se la sentono. Allora resistono.

E in questa loro tenacia c’è l’ultimo barlume di speranza di questo luogo di tornare alla normalità, alla bellezza di un tempo, che non è quella dell’arredo urbano nuovo di zecca, ma del suo vissuto.

La minaccia più terribile per viale Trento è la possibilità che gettino la spugna coloro che garantiscono ancora il paradigma della vera normalità. Quando crolleranno loro, la forza civica sana, allora non ci sarà più possibilità di tornare indietro. Perché la vera, pesante, sconfitta, per la città, la cosa peggiore che potrebbe accadere da queste parti, è che si finisca per abituarsi a tutto ciò.

Quando il degrado, l’irrispettoso, l’indecoroso, diventeranno la “nuova” regola, allora per viale Trento e tutte quelle zone in cui si verificano situazioni analoghe, sarà veramente la fine. Con l’inciviltà che, diventata più sopportabile, più abituale, finisca con l’ammorbidire la cornice delle buone abitudini anche in chi adesso ce l’ha.

Oggi la domanda che resta aperta è: “Quanto ancora si può chiedere di sopportare a un civile cittadino?“. Ci sono o no gli strumenti per invertire questa tendenza o anche il tanto sbandierato regolamento di polizia urbana rischia di declassare a mera operazione di facciata?  Antibivacco e antialcol ora sono la regola valida dodici mesi all’anno. E i presidi fissi sono una strada percorribile oppure no?  “Ora servono i fatti”, grida ancora il comitato di viale Trento. “Siamo cittadini che pagano regolarmente le tasse. Siamo titolari di attività che cercano con fatica di andare avanti, investendo sul territorio e rispettando le regole. Eppure, la domanda che ci poniamo ogni giorno, guardandoci intorno, è solo una: è possibile che si sia costretti a vivere in questo stato di totale degrado e insicurezza?

La risposta purtroppo è racchiusa in una serie di istantanee quotidiane che documentano una realtà ormai fuori controllo. Non parliamo di percezioni, parliamo di fatti visibili a chiunque passi per le nostre strade.

Una cronaca quotidiana di abbandono e insicurezza – incalza il comitato – Le immagini raccolte nell’ultimi giorni  parlano da sole e mostrano una zona lasciata a se stessa, dove le più basilari regole di convivenza civile e di igiene sembrano non esistere più. Sostanze e siringhe per strada. Sull’asfalto, a pochi passi dal passaggio delle persone e delle auto, si trovano siringhe usate a

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.