Ciclabile via della Pila, il comitato si riunisce e stigmatizza l’assenza di Frontini. Raccolte 1200 firme
Viterbo, 3 luglio 2026 – Nessuno dell’amministrazione Frontini si è presentato ieri alla riunione del comitato spontaneo di via della Pila contrario alla pista ciclabile. Un’assenza che è pesata e che ha indignato ulteriormente residenti e commercianti già inferociti contro quei 74 metri di ciclabile che, a loro dire, ha sconvolto la loro quotidianità.

Intanto il comitato fa notare che “la pista rossa” dovrebbe essere a “esclusivo utilizzo delle bici”, non è, quindi, destinata ai pedoni. Chi cammina a piedi, dovrebbe farlo nella lingua di asfalto rimasta tra la ciclabile e il muro dei palazzi, una striscia “che in alcuni punti misura circa trenta centimetri, interrotta pure da tombini e pali, assolutamente insufficiente per i numerosi pedoni che transitano da qui“, fa notare il comitato, che ha inviato apposita relazione in Comune. Non solo. I pedoni, per arrivare alla corsia a loro riservata, dovrebbero scavalcare il cordolo che presenta un’unica intersezione centrale. Si pensi al disagio di anziani e passeggini che, se non vogliono scavalcare il cordolo, devono percorrere a piedi la carreggiata riservata alle auto, notevolmente ristretta a causa della pista e dei nuovi parcheggi a spina di pesce, e arrivare all’interruzione del cordolo per entrare sulla corsia pedonale, dopo aver tagliato anche quella ciclabile. Queste, ed altre criticità, sono state evidenziate ieri sera dal comitato.

Assente la maggioranza, ma non l’opposizione di centrodestra. Il consigliere comunale Andrea Micci (Lega) che, dopo aver fatto un accesso agli atti, si è impegnato di fronte ai cittadini a presentare un emendamento al bilancio 2027, che arriverà in consiglio comunale a dicembre 2026, per modificare la pista. Presente anche Marco De Carolis, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, e Andrea de Simone direttore di Confartigianato, intervenuto a sostegno delle attività commerciali della zona.
Ancora sei mesi per attendere il consiglio comunale dedicato al bilancio e vedere se l’amministrazione Frontini accetterà di fare retromarcia. Tempi troppo lunghi per i commercianti che ieri sera hanno lamentato disagi e calo di fatturato, ma l’iter burocratico non prevede altre finestre per il momento.
MANCATA CONDIVISIONE DELLE SCELTE
La pista ciclabile di via della Pila, al di là del malcontento di commercianti e residenti che lamentano uno stravolgimento imposto alle loro abitudini, sta diventando un manifesto contro le scelte “a senso unico” della giunta Frontini. Questo lo slogan scelto dal comitato, suggerito proprio da quell’unico senso di marcia in cui è stata trasformata quella che era una larga strada cittadina a doppio senso. “Non c’è stato un coinvolgimento delle persone che vivono e lavorano in questa via”, dice Massimo Cinesi, tra i referenti del comitato. “Chi sta al governo dovrebbe migliorare la vita dei cittadini, non mettere ostacoli. Su un’opera così impattante, invece, non c’è stata né condivisione, né ascolto. Tra i firmatari della petizione ci sono anche persone che non vivono qui, ma risiedono in altri quartieri o addirittura non stanno nemmeno a Viterbo, ma hanno sposato la nostra causa perché condividono questo punto fondamentale dell’importanza del coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni che li riguardano”, dice ancora Cinesi. “Si può anche decidere di non prendere dei finanziamenti, quando i soldi devono essere spesi per opere che non collimano con la vita quotidiana”, evidenzia. “Sfatiamo questa utopia dei soldi a fondo perduto. Non è così. In qualche modo dobbiamo sempre restituirli o con le tasse o, peggio, con minori servizi”. Cinesi riferisce anche di un suo colloquio con la sindaca che le avrebbe fatto presente “l’impossibilità” al momento, di “togliere la pista senza esporre il Comune a dei costi”.
LA PERDITA DI FATTURATO
Alla riunione del comitato in via della Pila ieri sera si sono visti diversi commercianti che hanno esposto le loro difficoltà. “Non sono quattro negozianti”, ha detto Cinesi, “Sono i cosiddetti negozi di vicinato. Tutti hanno perso fatturato, così mi dicono. E io ci credo. Dietro a ogni negozio c’è una vita, un lavoro, una famiglia, degli investimenti che rischiano di andare in fumo. Ma c’è anche una comunità che si serve di questi negozi. In questi palazzi”, ha detto Cinesi indicando i grandi edifici residenziali su via della Pila, “l’età media è intorno ai 70-65 anni. Avere sotto casa un negozio di alimentari, di elettricità, una merceria, una tabaccheria dove si possono anche pagare le tasse, consente loro di non dover chiamare l’amico o il parente per farsi accompagnare in auto al supermercato. Per la comunità questi “quattro negozianti”, come ha detto qualcuno, sono dei punti di riferimento importanti. Metterli in difficoltà vuol dire impoverire la zona”.
IL TEMA GREEN
Il comitato si è anche chiesto ieri sera, quanto “sia green una pista ciclabile che impone una percorrenza più lunga del flusso veicolare“, ha fatto presente Cinesi riguardo al fatto che con l’istituzione del senso unico su via della Pila, a seguito del restringimento della carreggiata, le auto in arrivo da via Monte Bianco non possono più svoltare a destra e arrivare su via della Pila facendo pochi metri, ma devono girare a sinistra, risalire a via Nino Bixio, immettersi in via Carlo Cattaneo, percorrerla fino alla fine e arrivare finalmente in via della Pila. Ci sono poi “i costi di manutenzione” per la pista ciclabile, “Il Comune li ha messi in preventivo?” si chiede il comitato, oppure anche la pista di via della Pila sarà consegnate alle erbacce come sta accadendo in altri punti della città?