Centinaia di alberi morti rimasti senza acqua, Aronne: “Amministrazione non responsabile”. Micci (Lega): “Noncuranza, sciatteria e abbandono”.
Viterbo, 17 luglio 2026 – Centinaia di alberi morti per mancanza di acqua, ma l’assessore alla Qualità degli Spazi Urbani, Emanuele Aronne, si affretta a precisare: “Non per responsabilità dell’amministrazione”.

La questione, dopo essere stata pubblicata da Quinta Epoca, è finita in consiglio comunale, con il consigliere Andrea Micci (Lega) che ha interrogato la giunta Frontini sui motivi della morìa degli alberi.

“Quanti alberi sono morti, quanto è stato speso per piantarli e ora chi li ripaga?”, ha chiesto Micci. Ma, soprattutto, “Di chi era la competenza di curarli?“. Domande che sono rimaste senza risposta, almeno per ora. La giunta si è impegnata a far avere dati più precisi nei prossimi giorni.

Intanto, però, l’esecutivo Frontini ha puntato il dito contro il grande caldo. Spiegazione che ha convinto poco Micci che ha azzardato anche l’ipotesi del danno erariale nel caso in cui “i contribuenti dovessero sostenere un ulteriore costo per sostituire le piante morte“. “Scopro oggi che Viterbo si trova nel deserto del Sahara”, ha ironizzato il consigliere della Lega, “se fosse così”, allora anche “nei comuni limitrofi, con temperature pure più elevate delle nostre, le piante si sarebbero dovute seccare”. Così, però, non è stato. E a contare i “morti” verdi, al momento sarebbe solo Viterbo.

Nel consiglio di ieri si è, infine, scoperto che l’acqua è mancata. Per gli alberi del parcheggio del tribunale “C’è stato un problema con l’Enel e, dunque, per un periodo il sistema a goccia non è stato alimentato, ora è funzionante” ha spiegato Aronne. “Le piante sono andate in sofferenza. La ditta si è resa disponibile a sostituirle, ma saranno piantate tra settembre e novembre”, “Il dover chiudere gli appalti entro il l 30 giugno”, ha spiegato l’assessore, “ci ha obbligato a piantumare gli alberi in un momento sbagliato”, anche se la “ditta ha detto che con l’impianto di irrigazione avrebbero retto”.

Al parco del Carmine, invece, si sarebbe “rotto un filtro” mentre quello del Pilastro sarebbe rimasto a secco presumibilmente “per un atto vandalico. Abbiamo trovato i tubi recisi di netto”, ha riferito Aronne che ha anche assicurato: “Le piante saranno sostituite senza alcun aggravio dei costi. Lasciamo tranquilla la Corte dei Conti”.

Ma la spiegazione ha tranquillizzato poco Micci: “Non prendiamoci in giro. Le piante non si seccano in due tre giorni”, ha precisato, “c’è stata una noncuranza, una sciatteria nel gestire questi progetti, un completo abbandono dopo il taglio del nastro”.

Si sta intervenendo ora “con le irrigazioni di soccorso”, ha assicurato l’assessore Martinengo.

“Le piante hanno patito ondate estreme di caldo”, ha aggiunto l’assessore incaricato della manutenzione. “In alcuni casi abbiamo anche aumentato la portata dell’irrigazione, ma è stato insufficiente. Stiamo correndo ai ripari, con le ditte che lavorano sul verde, e il nostro personale che pensa alle irrigazioni due volte alla settimana“, ha aggiunto Martinengo.
“Abbiamo cominciato a sistemare l’impianto a partire da quello di Prato Giardino, dove l’ultima irrigazione risale al 6 giugno scorso, poi il sistema si è spento. È bastato un attimo e il prato si è ingiallito. Abbiamo effettuato una ricerca dei guasti piuttosto approfondita, non c’era traccia del sistema di irrigazione precedente. Abbiamo, infine, trovato la pompa del pozzo che alimentava la vasca e l’abbiamo sostituita”, ha detto. Martinengo.
Ripristinata anche “l’efficienza del sistema di irrigazione di Piazza della Rocca, quello del Sacrario dietro al tempio della peste, e stiamo intervenendo su quello di via Marconi. È una gara contro il tempo”, dice Martinengo. Se ci si fosse pensato qualche mese prima, però, oggi forse non sarebbe stato necessario correre per mettere una pezza a una situazione già compromessa.
nendo su quello di via mconi gara conto il tempo. Nessuni si asettav ndata di calore. Micci: “pprendo che vt si è teleraspotata nel deseto del sahara se tuto dipende dal caldo anche citta limitrofe subito tem ben peggiori sarebbe tuto sech einvece vt un caso a parte. Mai visto ua pianta morire in due giorni non ci prendiamo i gro vs raconto denota noncurana sciatterie verso progetti e un completo abbandono dopo e. E, infatti, i motivi risiedono altrove. Al tribunale, ad esempio,
E in effetti, i motivi sono altri, come la mancanza i Colpa del caldo, dei vandali, dei disguidi Enel, dei filtri che si rompono: dai banchi della giunta Frontini si sono toccati un po’ tutti i tasti per dire che “l’amministrazione non è responsabile”. Ma l’opposizione non la vede così. Aronne ha spiegato cosa è successo agli alberi del tribunale. “C’è stato un problema con l’Enel e, dunque, per un periodo il sistema a goccia non è stato alimentato, non per responsabilità dell’amministrazione, ora è funzionante. Le piante sono andate in sofferenza. La ditta si è resa disponibile a sostituirle, ma saranno piantate tra settembre e novembre” quando il caldo sarà scemato. “Il dover chiudere gli appalti entro il l 30 giugno”, ha detto ancora Aronne, ci ha obbligato a piantare gli alberi in un momento sbagliato”, anche se la “ditta ha detto che con l’impianto di irrigazione avrebbero retto”. Aronne ha poi assicurato che le piante morte saranno sostituite senza alcun aggravio dei costi” Lasciamo tranquilla la Corte dei conti. Sulla manutenzione è intervenuto Martinengo: “Stiamo intervenendo con le irrigazioni di soccorso le piante hanno patito ondate estreme di caldo carmine irrigazione c’era era attivo abbiamo anche aumentato di portata a on sin state succifcet. Manutenzione correre ai ripari ditte che lavorano sul verde e s personale irrigazioni di ocorso due volte a settinana i nostri a rincorere piante e alberature necess irrigate. Abbiamo cominciato a sistemae sistemi di irigaz a parire da prato iaridnodla 6 giugno ultima irrigazione poi si sono spenti bastato un attimo ingiallit il prato ricerca guasti piutt approfndita non c’er atracci sistema di irrigaioemontato precedentemente trovato uanpomap del pozo che alimentavasca eraineficinet sostituita. Riesso i efficiena ripristanto sist rri irocca e quello di tempio della peste sacrario e sta intervenendo su quello di via mconi gara conto il tempo. Nessuni si asettav ndata di calore. Micci: “pprendo che vt si è teleraspotata nel deseto del sahara se tuto dipende dal caldo anche citta limitrofe subito tem ben peggiori sarebbe tuto sech einvece vt un caso a parte. Mai visto ua pianta morire in due giorni non ci prendiamo i gro vs raconto denota noncurana sciatterie verso progetti e un completo abbandono dopo iltalgo del nastro siete riusciti a aprato giardin ainaugurare accantil deserto saara tutto secco. Un albero non si secca i due giorni se un piccolo filtro si rompe evidentemente mancanza idmanuten e controllo. Oggi che le dtet vadano a sostitre le piante a costo loro lo voglio veder eme ne accertrò.
Stiamo correndo ai ripari con le ditte che lavorano sul verde e il nostro personale, a partire da Prato Giardino dove l’ultima irrigazione risale al 6 giugno, poi si sono spenti, ricerca approfondita perché non c’era traccia del sistema di irrigazione montato precedentemente.
Ho scoperto che Viterbo è piombato nel deseto del sahara
Faremo un sopralluogo con laditta. Corrre ai ripari ditet che lavorano sul verde e ns personale siamo facendo irrigazioni di soccorso cominciato queli che si sono resi ineficinti a partire da prato giaridno dal 6 giugno ultima irrigazione si sono spenti un attio igillit il prat rocerca guasi approdntia non c’er atraci aistema di irri montato precedente una pomp del pozzo abbiao trovato era ineficiente fatta sostuituire.
riguarda gli alberi del Pilastro, si è rotto il filtro che ha rotto ipinto a goccia è in garanzia era gia sostitutio il filtro anche qui ditatsostiuira piate che non hanno retto mancanza di acqua. Basta pocchisismo tre 4 giorni in un period com questo. pilastro atto vandalico evidenza di tubi recis idi netto.”, mentre al Carmine si sarebbe rotto un filtro. I due assessori hanno chiamato n causa anche l’eccezionale ondata di calore. Anche se gli alberi, forse, si erano già seccati prima. La ditta si è impegnata a sostituirle senza alcun aggravio dei costi. Ci sono tute le tutele che gli uffici si prendono essun agravio pa oltre che segnalare di piu non ptevamo fare. martinengo carmine hanno patito ondat estreme di caldo alcune non ce l’hano fatte sist irr eraattivo anche auetato di portata non sono state suffiienti. Faremo un sopralluogo con laditta. Corrre ai ripari ditet che lavorano sul verde e ns personale siamo facendo irrigazioni di soccorso cominciato queli che si sono resi ineficinti a partire da prato giaridno dal 6 giugno ultima irrigazione si sono spenti un attio igillit il prat rocerca guasi approdntia non c’er atraci aistema di irri montato precedente una pomp del pozzo abbiao trovato era ineficiente fatta sostuituire.
semplicemente sono state piantate verdi quando sono state piantate alcune mettiamoci anche una situazione assolutamente inconsueta. Purtroppo, alcune non hanno letto alla piantumazione. C’è stato anche degli agronomi. La ditta si è resa disponibile a sostituirle ovviamente abbiamo un periodo il sistema goccia le piante sono andate in sofferenza. Le piante verranno sostituite tra settembre e novembre, quando si piantano gli alberi sul mio giardino secco, nonostante l’acqua, la do non dipende da nessuno. Formula degli apparecchi chiude entro 30 giorni alcune stanze già obbligato a piantare il momento sbagliato la cosa assunta la
Gli alberi piantati in giro per la città nell’ambito dei progetti Pnrr, e non solo, sono quasi tutti secchi. Una situazione che indigna, poiché quelle piante sono state comunque comprate con i soldi dei contribuenti che non ne potranno godere, a meno che si decida di tirare fuori altri soldi pubblici e acquistarne altre. Il cittadino ci avrà comunque “rimesso”. L’opportunità offerta dal Pnrr e dalle altre linee di finanziamento di incrementare il patrimonio arboreo in maniera significativa, è andata sprecata. Sono tante le piante già secche, acquistate e messe a dimora nell’ambito dei progetti di riqualificazione. Una situazione su cui l’amministrazione Frontini dovrebbe dare dei chiarimenti. Perché aprire e chiudere un gran numero di cantieri o stare al passo con il cronoprogramma è importante quanto lo è il saper mantenere i livelli di miglioramento che la “miracolosa” quantità di fondi ha permesso, in via straordinaria, di ottenere. Oggi le centinaia di alberi secchi dimostrano che questa capacità, su questo fronte, non c’è stata. Se non si è trattato, infatti, di un’epidemia “verde”, il fattore più probabile di questa vera e propria strage di piante, sembrerebbe la mancanza di acqua. I nuovi alberi “infiocchettati” alle inaugurazioni come indice dell’incremento virtuoso del patrimonio verde cittadino, poi abbandonati a se stessi e già secchi, sono un’evidente contraddizione di quella sensibilità “ambientale” veicolata dall’amministrazione con la recente iniziativa di “parchi in movimento”, ad esempio. Rispetto a questa, le file di alberi secchi al nuovo parcheggio del tribunale e quello al Carmine raccontano una storia diversa. Così come lo spettacolo indegno offerto dal parco “Tiny Forest” al Carmine, con tanto di pomposo cartello che annuncia “un piccolo bosco che nasce dove di solito non te lo aspetti”, nell’ambito di “un programma sperimentale di interventi per l’adattamento ai cambiamenti climatici in ambito urbano” istituito dal Ministero della Transizione ecologica. Quello che c’è intorno al cartello, veramente non te lo aspetti: una tavolata ingiallita di erba bruciata dal sole, rovi, una piccola discarica di rifiuti e in mezzo file di piccoli alberi dentro dei tubi neri già secchi, così come anche quelli più grandi, con le chiome in via di ingiallimento. Chissà cosa direbbe il ministero. Stessa fine pure per molti degli alberi piantumati nel parco Pietrella fuori a Valle Faul, oasi verde attrezzata con tanto di impianti sportivi. Piante su cui è calato il silenzio, mentre la sindaca, nell’ultimo video annuncia nuove piantumazioni al Sacrario. Chissà che pure per queste, i giorni non siano contati, giusto quelli necessari alla prossima inaugurazione. Martinengo