Morti centinaia di alberi piantati con i soldi del Pnrr e altri finanziamenti
Viterbo, 16 luglio 2026 – Centinaia di nuovi alberi finanziati dal Pnrr e altre linee di finanziamento si sono seccati poco dopo essere stati piantumati nell’ambito dei progetti di riqualificazione urbana.

È andata così in fumo l’occasione preziosa per la città, di incrementae in maniera significativa il proprio patrimonio arboreo, fattore di grande importanza sulla vivibilità urbana, da tutti riconosciuto come un elemento decisivo nel mitigare i cambiamenti climatici nelle città.
Ma cosa è successo alle nuove piante? A meno che a Viterbo non giri un “virus verde” il primo dubbio è che ai giovani arbusti sia mancata l’acqua necessaria per sopravvivere, soprattutto con queste temperature.

E pensare che in quella città green che si è tanto inseguita riempendo la città di piste ciclabili che quasi nessuno usa, gli alberi sono un importante pilastro.
Le nuove piante sono state messe a dimora, come prevedevano i progetti di rigenerazione urbana, ma sono durate veramente poco. Il tempo di imbellettare lo scenario per il taglio del nastro dell’ennesima inaugurazione a fine cantiere. Poi su di esse si è abbassato il sipario. Chi se ne doveva occupare?

La storia che ne è seguita, quando i riflettori si sono spenti, genera raccapriccio e indignazione. File e file di alberi, sia piccolini inseriti in tubi di plastica, sia quelli più grandi si sono completamente seccati.
In questi quasi cinque anni di mandato Frontini, Palazzo dei Priori ha diramato un’informativa puntuale sull’andamento della progettazione Pnrr, lodando la capacità (degli uffici) di rispettare le tempistiche del cronoprogramma e di mettere a terra gran parte dei progetti messi sulla carta, portando a casa quasi la totalità dei finanziamenti ottenuti. La sfida, però, della modernizzazione cittadina, non si esaurisce con la chiusura del cantiere e il taglio del nastro. La “storia” prosegue anche e, soprattutto, dopo, e racconta la capacità di un’amministrazione di mantenere gli standard che la miracolosa pioggia di milioni ha permesso di ottenere in via straordinaria con il rifacimento di edifici e spazi urbani.
Questa storia la raccontano oggi anche le centinaia di alberi infiocchettati alle inaugurazioni come indice dell’incremento virtuoso del patrimonio verde cittadino, poi abbandonati a se stessi e già quasi tutti secchi, letteralmente bruciati dal sole cocente. Alberi pagati con i soldi dei contribuenti che, tuttavia, non ne potranno usufruire perché si sono tutti seccati, a meno che, chi gestisce le casse pubbliche, non decida di tirare fuori altri soldi per ricomprarli. Caso in cui il cittadino ci avrà comunque rimesso.
Un’immagine che indigna e che si pone in aperta contraddizione con quella sensibilità ambientale sbandierata con il progetto “parchi in movimento”, ad esempio.
La realtà, però, è ben diversa. Quasi tutti morti gli alberi piantumati al nuovo parcheggio di fronte al tribunale. Imbarazzante, invece, il parco al Carmine, annunciato da una pomposa installazione in legno su cui campeggia la scritta “Tiny Forest” “un piccolo bosco che nasce dove di solito non te lo aspetti”, recita il cartello che inquadra il progetto nell’ambito di “un programma sperimentale di interventi per l’adattamento ai cambiamenti climatici in ambito urbano” istituito del Ministero della Transizione ecologica. Quello che non ti aspetti, invece, è spostare lo sguardo e vedere dietro a quel cartello un vero cimitero di alberi. Un fazzoletto di terra arsa dal sole, dove impera il degrado, tanto che in mezzo alle piante morte, c’è anche una sorta di discarica di rifiuti con scarpa vecchie abbandonate e altra immondizia. Brutta fine pure quella di alcuni filari di alberi nel tanto decantato parco Pietrella fuori Porta Faul attrezzato con giochi e impianti sportivi. Quasi tutte secche pure molte delle piante messe a dimora nel nuovo parco accanto al ponte ciclopedonale. Nel frattempo l’amministrazione, che farebbe bene a chiarire cosa è successo a tutte queste piante, diffonde un video in cui la sindaca Frontini annuncia nuove piantumazioni anche al Sacrario, anch’esso oggetto di una riqualificazione. Chissà che pure per questi alberi, i giorni non siano contati, giusto quelli necessari alla prossima inaugurazione.