Home Attualità Comunali, il segretario cittadino Buzzi (FDI): “Frontini non fa parte del centrodestra unito”
Comunali, il segretario cittadino Buzzi (FDI): “Frontini non fa parte del centrodestra unito”

Comunali, il segretario cittadino Buzzi (FDI): “Frontini non fa parte del centrodestra unito”

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Viterbo, 24 agosto 2026 – Il “Dopo Santa Rosa” inizierà a sciogliere i nodi della prossima campagna elettorale su Viterbo, con il quadro che andrà a farsi sempre più nitido. Sul tavolo, ad oggi, c’è solo la ricandidatura di Chiara Frontini che ha ricevuto una sorta di investitura ufficiale dal palco di Ombre Festival dall’ex sindaco Giancarlo Gabbianelli che ha anche invitato Fratelli d’Italia a sostenerla. Dall’enotourage dei meloniani, però, arriva una risposta piuttosto secca e contraria: «Se il centrodestra è unito, lei non fa parte del centrodestra unito», dice il segretario cittadino di Fratelli d’Italia, Luigi Buzzi, voce autorevole in merito che, anche un po’ involontariamente, rasserena con questa affermazione i sonni di quella parte, si dice considerevole, della maggioranza civica della sindaca che nutrirebbe tutt’altre simpatie, tutte rivolte più a sinistra che a destra. Il “Dopo Santa Rosa“, dunque, porterà un po’ tutti a scoprire sempre di più le carte da qui a giugno 2027. La gestazione interna ai due blocchi di centrodestra e centrosinistra si annuncia più lunga e complessa nel primo, con il perimetro delle alleanze da definire e il nome di un candidato sindaco da individuare che sia condiviso da tutti e che possa scontrarsi con successo contro Frontini ed altri. Stavolta il centrodestra non può fare altri passi falsi:  dopo le sonore sconfitte di Civita Castellana, Tarquinia, ed altri comuni, pur sedendo in maggioranza al governo nazionale e alla regione Lazio, perdere pure il capoluogo sarebbe una “medaglia del demerito” piuttosto clamorosa.  Che nessuno vuole mettersi sul petto. E anche questo ( il rischio di una sconfitta) sarà il fardello che graverà sul candidato sindaco di centrodestra designato. La possibilità di vittoria passa sicuramente dal nome su cui si deciderà di puntare. Tutto, però, sarebbe ancora in alto mare. Ma sbagliare nome, come dimostrano le recenti esperienze, sarebbe già un biglietto in prima classe per la sconfitta.  Da capire, ancora, pure chi lo esprimerà il candidato sindaco. Se Fratelli d’Italia a Viterbo non ha rivali, poiché è senza dubbio il partito più forte, con una rappresentanza al parlamento europeo, a quello nazionale e al consiglio regionale, è risaputo che le “bandierine” si piazzano  sul tavolo regionale, dove le realtà al voto nel Lazio da incastrare saranno parecchie, compresa la Capitale. Sul tavolo rosso della roulette dei nomi, dunque, tutto può accadere. Tutto da capire, quindi, e “certamente” nulla ancora di “certo” c’è sotto il sole della Tuscia. Anche sul presunto calo di consensi della sindaca in carica, è tutto da vedere, sono in molti a scommettere che Frontini sia al tramonto e molti altri a dire che, invece, ha ancora il suo potenziale di consenso. Scommesse su cui centrodestra e centrosinistra farebbero bene a non avventurarsi, rischiando di sottovalutare un avversario con proposte elettorali poco competitive. La ricandidatura per il secondo mandato da sindaco di Chiara Frontini non è una sorpresa: «Tutti i sindaci prima di lei si sono ricandidati a fine mandato, è quasi una cosa naturale”, dice Luigi Buzzi «conoscendo, poi, Frontini, una primadonna, figuriamoci se non si ricandidava», prosegue ironico. Sul nome del candidato sindaco del centrodestra afferma: «Abbiamo sempre trovato dei nomi all’altezza”, assicura il segretario cittadino, “Ci sono state brevi parentesi in cui siamo stati all’opposizione”, dice, ricordando la prevalenza dei governi di centrodestra nella storia cittadina. “Andremo avanti, sulle linee tracciate dell’onorevole Donzelli, che sono quelle di lavorare per un centrodestra unito”. Secondo Buzzi, il peggio dell’amministrazione Frontini in questi anni è stato «il disincanto di chi aveva creduto a tutte le sue promesse, ma che, una volta eletta, non ha esitato ad accantonare», «anche lei, alla fine, si è dovuta rendere conto che la bacchetta magica non ce l’ha», dice, ricordando le agguerrite campagne fatte da Frontini contro i sindaci che l’hanno preceduta. Sulle promesse mancate dei civici, Buzzi cita quella che sta diventando la cartina di tornasole di un movimento che aveva issato lo stendardo dell’antipolitica “inconcludente e sprecona”: «Frontini, da oppositrice, aveva chiesto di abbassare del 30% gli stipendi di sindaco e assessore», ora che il sindaco in carica è lei,  però “Ha accettato appieno la normativa per portare al massimo gli stipendi suoi e della sua giunta”, incalza ancora Buzzi. C’è, poi, l’altra scommessa persa, a suo dire, che è quella, particolarmente sentita, in città: la sicurezza. «Viterbo era quasi diventata quell’isola felice in cui puoi lasciare la chiave sulla porta» e, invece, «abbiamo assistito a un escalation di degrado sociale, con sacche, oramai, conclamate dove persiste spaccio, aggressioni e delinquenza. Situazioni che si verificano soprattutto in centro storico» e, questo, ci porta all’altro impegno mancato, secondo Buzzi, « il rilancio della città dentro le mura. Nei suoi programmi doveva diventare il salotto buono e, invece, la situazione in cui versa è sotto gli occhi di tutti», commenta ancora il meloniano. La sfida del futuro sarà: «presentarsi con un programma serio con cui cambiare la città e non prendere in giro gli elettori», precisa. Il nome del sindaco: «Sarà quello di una persona seria e competente», conclude Luigi Buzzi.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.