Per ricordare lo stop del Volo d’Angeli nel trasporto del 1967, alla fine di via Cavour, dove la macchina di Giuseppe Zucchi si fermò e terminò il suo percorso per l’eccessiva pesantezza, Gloria si spegnerà. Resteranno accese solo le luci intorno al facchino della base, a rimarcare l’importanza che gli uomini vestiti di bianco, che sono il motore della macchina, hanno nella tradizione del trasporto, quello che “è valso il riconoscimento Unesco – sottolinea Ascenzi, che è anche quello che si lascia sfuggire, con malcelata delusione del capofacchino Rossi e del presidente Mecarini, l’idea che il Sodalizio aveva in serbo per ricordare quel particolare trasporto di Volo d’Angeli. Seppur è svanito l’effetto sorpresa, sicuramente lo spegnersi della luce lungo la macchina, sortirà ugualmente un’ondata di stupore sulla folla. Nella conferenza stampa di oggi pomeriggio sono stati aggiunti dettagli importanti sull’edizione 2017 di questo trasporto. In memoria del passato, l’ideatore di Gloria, Raffaele Ascenzi, ha mostrato un vecchio ciuffo, sgualcito dagli anni, ma con grande significato. Esso, infatti, fu indossato dal facchino numero 50 proprio all’epoca di Volo d’Angeli. “L’ho trovato scartabellando tra le mie scartoffie – dice Ascenzi –. Fu un regalo di Giuseppe Zucchi insieme a un disegno”. Il ciuffo, che riporta una dedica a Raffaele Ascenzi e a suo padre Silvio, “sarà indossato dal facchino che occupa la stessa posizione. Lo porterà uno, ma rappresenterà tutti i facchini”, aggiunge Ascenzi che lo ha poi consegnato al sindaco Michelini: “Momentaneamente – dice – lo presto alla città”.
Gloria al 95%. “Sono stupito per come è stata conservata la macchina da Vincenzo Fiorillo – prosegue Ascenzi. L’abbiamo ritrovata perfetta. Questo è il terzo trasporto di Gloria, quindi l’anno della maturità, il giro di boa, dopo il quale si inizierà a scendere verso il terzo e quarto trasporto. Quest’anno la macchina ci darà molte risposte, ma siamo già al 95% della sua massima espressione, pensiamo di aggiungere il restante 5% nei prossimi due trasporti”.
Si lavora sulla fiamma viva di Gloria. “La macchina è stata montata ed è in perfette condizioni – aggiunge il costruttore Vincenzo Fiorillo – come sempre il nostro primo obiettivo è la sicurezza. Stiamo lavorando sulla fiamma viva per rafforzarla, nei limiti che ci consente la normativa. Ieri sera abbiamo fatto anche le prove delle luci a led. Il montaggio della macchina diventa ogni anno più spedito – prosegue Fiorillo – una cosa che voglio sottolineare è la grande armonia che regna tra noi tutti. Le decisioni vengono prese sempre di comune accordo”.
I facchini di Volo d’angeli del 1967 alla sala del conclave. “Quest’anno – spiega massimo Mecarini – abbiamo invitato tutti i facchini ancora in vita che furono protagonisti del trasporto di Volo d’angeli in quel 1967 al raduno alla sala del conclave. Il 6 settembre, quando ci sarà la serata dedicata alle storie sotto la macchina, li inviteremo per raccontarci l’esperienza che hanno vissuto. Fu un trasporto che cambiò la storia. L’anno successivo, infatti, fu introdotta la prova di portata. Prima di allora i facchini venivano scelti ad occhio”. Compiaciuto di ospitare ancora a Palazzo Papale il Sodalizio per il raduno prima del giro delle sette chiese e infine il trasporto, don Luigi, anche lui presente alla conferenza stampa di oggi.
Trasporto dedicato alle vittime del terrorismo. “Il trasporto di quest’anno – aggiunge Mecarini – sarà dedicato a tutti i facchini del 1967, a Giuseppe Zucchi e a tutte le vittime del terrorismo. La girata a piazza del Plebiscito sarà invece dedicata all’ambasciatore del Sodalizio, Giorgio Capitani, venuto a mancare di recente, e a tutti i facchini scomparsi durante l’anno”. Un ultimo cenno alle cene in piazza: “Quest’anno c’è stata la gradita sorpresa della torta gigantesca offerta dalla Cna associazione pasticceri e panificatori Viterbo e Civitavecchia. Le torte che sono avanzate sono state vendute il giorno dopo – dice Mecarini – mentre i pezzi rimasti dalla cena sono stati dati alle suore alcantarine, che in questi giorni ospitano altre sorelle per uno stage”.
I dettagli tecnici del trasporto. “Non ci saranno variazioni rispetto all’anno scorso”, dice il capofacchino Sandro Rossi. “Volevamo fare due girate, ma ne faremo solo una, data la lunghezza maggiore del percorso”, che quest’anno prevede il tratto aggiuntivo fino al Sacrario, passando per via Marconi. “Ci sarà da affrontare come sempre il tratto strettissimo in prossimità della chiesa del Suffragio – prosegue – dove dovremo prendere le misure alla perfezione e tracciare in terra le linee da seguire. Arrivati a piazza del Teatro ci gireremo, posizionandoci per intraprendere il tratto successivo su via Marconi. Qui faremo una sosta davanti al monumento dei facchini per proseguire poi fino al Sacrario. Risalendo invertiremo la formazione e faremo la sosta nel largo della Banca d’Italia. Ci saranno, come sempre, le corde ad accompagnare la risalita della macchina. Infine, faremo la salita, non mi chiedete come si fa, perché non lo so, so solo che la macchina va su”. Quest’anno non ci saranno nuovi facchini. “L’assemblea ha deciso quest’anno di non prendere nessuno. Siamo arrivati al massimo”.
400 uomini in campo per la sicurezza. “Abbiamo già fatto cinque riunioni con il comitato per la sicurezza a partire dal 30 giugno – dice Immacolata Amalfitano in vece del prefetto assente per impegni istituzionali – il modello che abbiamo adottato l’anno scorso ha funzionato con risultati eccellenti. Quest’anno, quindi, abbiamo lavorato su alcune criticità emerse”. “Questo è il terzo trasporto a cui assisto – dice il questore Lorenzo Suraci – inizio a sentire una certa affettività verso questa cerimonia. Già l’anno scorso abbiamo incrementato la sicurezza con una presenza capillare e discreta. Fin dalla mattina inizieremo i controlli, ma sono giorni che stiamo effettuando servizi specifici di controllo del territorio. Sono in campo 400 uomini. Quest’anno abbiamo preso qualche misura in più. Abbiamo anche apprezzato il piano della sicurezza presentato dal Comune. Positiva l’idea di mettere delle sedie davanti alle tribune di piazza del Comune che renderanno più facilmente individuabili i presenti. La prevenzione, in questi casi, è fondamentale, perché quando il fatto si verifica, per noi è un fallimento”. In tema si sicurezza Mecarini sottolinea che la “presenza del cordone dei facchini sarà un’ulteriore garanzia”. “Non vogliamo terrorizzare nessuno – prosegue il sindaco Leonardo Michelini – dobbiamo vivere questo evento con la serenità di sempre. È stato fatto un lavoro importante per la sicurezza che può rassicurare i viterbesi”. Michelini si sofferma, poi, sulla figura di Rosa: “Una santa fuori dal comune, attualissima in molti dei suoi aspetti, anche gli studiosi stanno riscoprendo questo suo profilo un po’ fuori dall’ordinario. Il trasporto è una manifestazione unica che infonde a chi la vive qualcosa di trascendente, è un evento che va al di là della religiosità, facendo breccia anche in culture diverse. Ricordo quando vennero i cinesi e rimasero incantati, confessando che la manifestazione aveva trasmesso loro qualcosa. Si tratta, inoltre, di un evento civico, a cui partecipa tutta la comunità. Un evento importante anche sotto il profilo turistico, soprattutto ora che non c’è più solo Roma e Venezia, ma si stanno riscoprendo le città di provincia, e Viterbo è un esempio di quanto possano essere interessanti”. In proposito è in programma anche una mostra sui “tesori inediti di santa Rosa – annuncia il vice sindaco Luisa Ciambella – non hanno solo un valore economico, ma soprattutto storico culturale”. Da quest’anno, il trasporto di santa Rosa, oltre ad essere trasmesso in diretta televisiva e Facebook, si è dotato anche di un’ applicazione, un metodo semplice e veloce per restare sempre connessi con l’evento.