Arrivato ieri in commissione consiliare il Piano della Protezione Civile che il comune di Viterbo, come tutti gli altri, dovrà adottare.
Tra gli eventi imprevedibili che la Protezione Civile deve essere pronta ad affrontare, c’è il terremoto. Nonostante Viterbo non sia una zona ad elevato rischio sismico, esso figura, comunque, tra le emergenze numero uno.
A questo proposito il piano presentato dall’esperto arrivato in commissione, ha addirittura mappato la città, evidenziando quali, in caso di sisma, sono le zone più a rischio. Tra esse figura piazza della Rocca, l’area intorno al Duomo fino a piazza del Plebiscito, escludendo la parte di Palazzo dei Priori, ricomprendendo, invece, San Pellegrino. Tra le zone che potrebbero riportare maggiori danni in caso di sisma, figura anche il Paradosso. Secondo la spiegazione dell’esperto in commissione, la definizione di queste aree è scaturita da un’analisi del sottosuolo che in prossimità di queste parti della città è meno stabile. È a tutti noto come sotto l’edificato viterbese si aprano enormi cavità che, in teoria, dovrebbero rompere le onde telluriche. In realtà, però, tali cavità, nelle zone designate, sono meno stabili e dunque il crollo potrebbe prevalere sulla capacità di disperdere le onde sismiche. Va, comunque, sottolineato che Viterbo non è un territorio ad alto rischio per i terremoti.
Non sarebbe, invece, compito della Protezione Civile fronteggiare eventi climatici come abbondanti nevicate. Il tecnico che ha illustrato il piano, ha spiegato che in questi casi il Comune dovrà contare sulla propria capacità di governare e gestire in modo efficace il territorio e le sue strutture. Una condizione che si dà per scontata.
Compito della Protezione Civile, in caso di eventi climatici eccezionali, sarebbe quello di provvedere agli allevamenti, ad anziani, disabili e in genere alle fasce deboli della popolazione.
Ma a “spalare” la neve dalle strade, e simili, il Comune dovrà pensarci da solo.