Home Attualità Parte la sfida alla segreteria Pd, Manuela Benedetti: “Possiamo vincere”
Parte la sfida alla segreteria Pd, Manuela Benedetti: “Possiamo vincere”

Parte la sfida alla segreteria Pd, Manuela Benedetti: “Possiamo vincere”

0
0

Entra nel vivo la sfida alla segreteria provinciale del Pd: Manuela Benedetti  ieri ha incontrato i suoi sostenitori presso le Terme dei Papi, aprendo ufficialmente la competizione con l’altro candidato, il segretario uscente, Andrea Egidi. In molti a sostegno di Benedetti: in sala si sono visti diversi sindaci della provincia di Viterbo, Lina Novelli di Canino, Aldo Moneta (Canepina), Mirko Luzi (Castiglione in Teverina), Giuseppe Mottura (Civitella d’Agliano), Maurizio Gregori (Vallerano). Per il comune di Viterbo l’assessore Alessandra Troncarelli, i consiglieri Francesco Serra e Massimo Cappetti. Dalla Regione, invece, a sostegno di Benedetti i consiglieri Enrico Panunzi e Riccardo Valentini, mentre dalla Provincia Maurizio Palozzi. Assenti perché impegnati nella discussione della legge elettorale i due parlamentari Alessandro Mazzoli e Alessandra Terrosi che hanno affidato le ragioni del loro sostegno a Manuela Benedetti a una lettera.

“La politica è una parte importante della mia vita. Ho accettato di candidarmi perché me lo hanno chiesto più voci”, ha detto Manuela Benedetti sottolineando il sostegno trasversale alla sua candidatura  che abbraccia diverse parti del partito per superare la distinzione tra renziani e orlandiani. “Non sono io ad avere chiuso la porta – ha tenuto a precisare – fino alla fine abbiamo sperato in una candidatura unitaria, ma non c’è stata e la chiusura non è stata certo la nostra. E qui è nata la mia candidatura. Parliamo ancora di sigle: Ds, Margherita, ma non esistono più. Le contrapposizioni di questi giorni – ha detto  in riferimento al dibattito innescato dalla parte a sostegno di Egidi – è lontana dalla nostra idea di partito”. La promessa di Benedetti se sarà eletta segretaria provinciale del Pd è quella di “tornare a parlare con i territori per capire cosa sta succedendo in Italia”. Un paese che soffre, nonostante il Pd, secondo Benedetti, abbia avviato un processo di riforma di un certo rilievo: “Lavoro, pubblica amministrazione, diritti sociali. La Regione – ha ricordato – si è rimessa in piedi risanando il debito sanitario. So quanto possa essere difficile, sono un amministratore e conosco bene la politica della razionalizzazione che negli ultimi anni ha portato a tagliare costantemente risorse. È necessario, inoltre rivedere il ruolo delle province tirandole fuori da questa terra di mezzo”. Benedetti ha poi ringraziato quelli che hanno parlato prima di lei, per spiegare alla sala perché votarla.

Andrea Egidi è stato l’ultimo segretario dei Ds – ha detto  Francesco Serra – all’epoca era segretario Fassino e Bush era presidente degli Stati Uniti. Mentre combattevamo Egidi come parte renziana, ora me lo ritrovo renziano. Non posso appoggiare per l’ennesima volta Egidi. È un amico, lo stimo, anche se viene da una cultura diversa, ha comunque fatto il suo lavoro. Oggi, però, stando qui, sento che non sono dalla parte sbagliata. Non si può fare il segretario a vita. Servono idee nuove e devono camminare su gambe diverse di quelle su cui l’hanno fatto finora. Il vino nuovo non si può mettere negli otri vecchi, altrimenti si buttano entrambi”, ha detto, riportando un passo del Vangelo”.

“Il partito ha bisogno di ascolto – ha detto Enrico Panunzi – ma è stato dimenticato. Stiamo subendo un attacco concentrico e continuativo verso il Pd. Se uno buca una ruota per strada, è colpa del Pd. Non possiamo nemmeno sottacere sul disastroso risultato del referendum. Cercare di marginalizzare, di creare divisioni con chi non sta nella stessa area, fa male al partito. Questa divisione esiste solo nel nostro territorio. Da altre parti il congresso è unitario. Da quanto tempo non parliamo più dei problemi del territorio per discutere su chi va da una parte e chi da un’altra? Bisogna dare forza ai coordinatori sul territorio, perché siano da traino per i cittadini. Non possono essere solo dei passacarte ed essere contattati al momento del congresso. Per la prima volta in questa provincia abbiamo candidato una donna”, ha concluso Panunzi strappando un fragoroso applauso alla platea.

“Questo è un congresso passionale – ha detto Vincenzo Frallicciardi – un partito deve avere la capacità di fare politica per gli altri, non per se stesso. Manuela è donna, giovane, brava, ha dimostrato di avere passione ed esperienza. Gli steccati tra renziani e orlandiani non hanno più motivo di esistere. Renzi è il segretario di tutti”.

Lo ha ribadito anche Tonino Zezza: “Ho sostenuto Orlando, ma oggi sono renziano. L’altra parte sta portando avanti questa divisione, ma non si può fare il segretario a vita – ha commentato riguardo a Egidi – se vogliamo il rinnovamento dobbiamo votare Manuela Benedetti”.

“Con Manuela Benedetti il partito si presenta con la sua migliore faccia – ha sostenuto  Riccardo Valentini – è una donna giovane e preparata e rappresenta il cambiamento”.

“Candidata migliore non avremmo potuto scegliere – ha detto Paola Grassi -. Anche perché è donna. Ma di certo non è una candidata scelta così. Ha il suo bagaglio importante di esperienza. Diciamo sempre di uscire dalle stanze e parlare con la gente, Manuela lo ha sempre fatto. È una ventata di aria fresca”.

“Il Pd è l’unico partito che coinvolge la base – ha detto  Angelo Ghinassi – è una grande ricchezza. Comunque vada, sarà, quindi, un successo per la democrazia. Stiamo assistendo, però, a una contrapposizione con tanto di nomi e cognomi e questa non è democrazia. Aldo Moro è stato il mio professore alla facoltà di scienze politiche e mi diceva che la sintesi è l’essenza della democrazia. Superiamo, quindi, questa divisione tra renziani e orlandiani. È il momento di cambiare. Manuela è giovane. È donna, quindi sensibile ai particolari, è la migliore scelta per realizzare quella sintesi”.

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.