Home Cronaca A via Saffi il Natale non fa magie. Il crollo denunciato dai commercianti: “Un camposanto, un bagno per cani, una via abbandonata da Dio e dagli uomini”
A via Saffi il Natale non fa magie. Il crollo denunciato dai commercianti: “Un camposanto, un bagno per cani, una via abbandonata da Dio e dagli uomini”

A via Saffi il Natale non fa magie. Il crollo denunciato dai commercianti: “Un camposanto, un bagno per cani, una via abbandonata da Dio e dagli uomini”

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Anno 2017, Natale: il crollo di via Saffi. Che il centro storico stesse morendo, era una sensazione piuttosto percepibile, camminando lungo le vie un tempo centrali della passeggiata cittadina, oggi ridotte a dei luoghi spettrali. Insegne spente, saracinesche abbassate, qualche sparuto pedone. Per anni agonizzante, ora sembra che al centro storico sia stata staccata definitivamente la spina. È ciò che testimoniano i commercianti di via Saffi, la via, forse, più di ogni altra con un piede nella fossa, insieme a via dell’Orologio Vecchio. Uno sprizzo di speranza era balenato l’anno scorso con l’arrivo di alcuni imprenditori decisi, sembrava, a ripopolare di attività via Saffi. Ripensandoci oggi, qualcuno strabuzza  gli occhi chiedendosi se non abbia fatto solo un bel sogno di fronte al numero impressionante di negozi chiusi nella via. Nemmeno l’effetto Natale si è fatto sentire. Almeno non da queste parti. E non siamo in una via dispersa in qualche periferia cittadina, bensì in quella che può essere considerata il prolungamento del Corso. “Quest’anno c’è stato il crollo – dice M.M. titolare di un’attività in via Saffi -. Sono 21 anni che sono qui e non ho mai visto il cento storico in queste condizioni. Mai. Sono un paio d’anni che  sta veramente morendo. L’amministrazione comunale, a mio avviso, ha delle colpe enormi, anche se non credo che dipenda solo da essa. Forse sono cambiate le abitudini di spesa”. Qualunque sia il motivo, il risultato è uno: “Poca gente, poco afflusso. È una città deserta, morta”. Se questo è il quadro che emerge a Natale, periodo dell’anno in cui la gente è più propensa a spendere e a fare chilometri per cercare il regalo giusto, la chicca introvabile, figuriamoci come saranno gli altri mesi. Questo è anche uno dei pochi periodi del calendario culturale occupato da una manifestazione che esercita un certo richiamo su residenti e turisti. “Il Caffeina Christmas Village è carino – prosegue M.M. –  è giusto che si faccia. Siamo abituati che non c’è mai niente. A me, però, non ha portato nulla”. Dunque poca gente a via Saffi? M.M. risponde con una battuta: “Lei l’ha vista venendo qui? Perché magari io ci vedo poco. Fino a qualche anno fa i negozi erano tutti aperti, ora no. Metà sono chiusi. L’attrattiva della via cala. Quando spegniamo le insegne resta completamente buia”.

A pochi metri un altro commerciante sfoga la sua indignazione con una carica di ironia. “Via Saffi? Un bagno per cani. Li portano qui a defecare alla mattina e alla sera, tanto non li vede nessuno. È una via abbandonata dagli uomini e da Dio. Fanno ciò che vogliono. Questa via si era ripopolata l’anno scorso, quando il sindaco con altri politici erano venuti per l’apertura di una serie di negozi da parte di alcuni imprenditori”. A distanza di un anno: tutti spariti e negozi chiusi. “Non si sono degnati nemmeno di fare l’illuminazione. Ci siamo illuminati da soli”, dice. La morte del centro storico, del resto, era un destino segnato con la fuga dei residenti fuori le mura. “Non ci sono più – prosegue il commerciante -. Ci sono solo extracomunitari”. Anche per lui il villaggio natalizio non ha fatto la differenza. “Non ci ha toccato per niente – commenta – Un fine settimana, forse. Abbiamo mandato via della gente perché era troppa”. I motivi di tale spopolamento secondo l’imprenditore intervistato sono: “L’aver tolto il parcheggio a piazza Fontana Grande. Questo è stato un grave, gravissimo, errore. La chiusura di Porta Romana, poi, è stato il colpo di grazia. L’amministrazione comunale ha fatto quello che ha fatto, ed ha sbagliato. Mi spiegate a chi serve chiudere Viterbo senza parcheggi? Così ci ammazzano.  Voglio fare una semplice domanda: ma chi è che per venire a mangiare in centro, alle undici di sera, quando esce dal ristorante è ben disposto a tornarsene a piedi alle  Pietrare a prendere la macchina con tutta la famiglia?”.

Il centro storico è precipitato in un baratro anche per C.D. “Dal 1977 ad oggi è cambiato tutto. C’è stato un crollo. I residenti non ci sono più. Basta guardare i palazzi qui intorno, vuoti e decrepiti. Guardando le facciate sembra di stare nel dopoguerra. C’è stato uno spopolamento massiccio negli ultimi anni. Consideriamo che se ne sono anche andati gli uffici: il tribunale, i liberi professionisti, l’Enel e tanti altri”.

“Pollice verso” alla domanda come sia il Natale a Via Saffi pure da parte di S.M: “Non c’è gente. Almeno non qui a via Saffi. Ora bisogna capire da cosa dipende. Se dalla chiusura di Porta Romana, o dalla difficoltà economica delle persone. Qualunque sia il motivo,  almeno da novembre abbiamo registrato un crollo”. Anche per S.M l’effetto Christmas Village non è arrivato fin qui. In proposito secondo C.L il “Comune dovrebbe essere più presente nell’organizzazione delle iniziative natalizie, senza considerare che potrebbe reimpiegare gli introiti nel miglioramento del centro storico. È tutto dislocato da piazza San Lorenzo in su. Qui non c’è nulla. L’afflusso delle persone è concentrato al villaggio natalizio. Lì trovano tutto: attrazioni, bar, ristoranti. Perché dovrebbero venire qui? Gli eventi dovrebbero essere gestiti in modo che tutti possiamo lavorare. Via Saffi era la più bella di Viterbo. Oggi sembra un camposanto. Non c’è gente durante la settimana, mentre nei fine settimana, che ci potrebbe essere qualcuno in più, abbiamo il vincolo della chiusura di Porta Romana. La gente giustamente non trova parcheggio fuori dalle mura e si dirotta verso altri posti, magari riscaldati e con spazio per lasciare comodamente la macchina”.

Tiziana Mancinelli

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Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.