Con il caldo arrivano le zanzare e allora è “Questione di culex”
L’estate è forse la stagione più amata dalla maggioranza delle persone. Lunghe giornate piene di sole, fantastiche notti trascorse all’aperto a godersi il fresco guardando le stelle. Il mare, le vacanze. Uno scenario da favola, se non fosse per lei. Piccolo, quasi invisibile, apparentemente fragile ed innocuo insetto, capace, invece, di trasformarsi in un perfido succhia sangue che ci tortura con enormi pizzichi su ogni lembo di pelle scoperta. La zanzara, capace di trasformare la visione paradisiaca dell’estate in un vero dramma. Claudio Venturelli, entomologo del Dipartimento sanità pubblica Ausl della Romagna, si è dedicato allo studio di questo insetto, pubblicando anche un libro dal titolo “Questione di culex. Il libro completo della zanzara. Se la conosci, la eviti!”, scritto insieme a Marazza Marina. Di seguito un contributo del dott. Claudio Venturelli.\r\n\r\n \r\n\r\n”Per cominciare ad esplorare questo mondo popolato da zanzare, riportiamo il motto presente nel bassorilievo sopra al portale della biblioteca Malatestiana di Cesena (dichiarata dall’UNESCO “Patrimonio dell’Umanità”) “Elephas indus culices non timet” “l’Elefante indiano non teme le zanzare”.\r\n\r\nCon questo motto i Malatesta, che avevano scelto l’elefante come simbolo della famiglia, volevano far capire ai loro nemici quanto fossero forti e che non li temevano, considerandoli solo fastidiosi, appunto come lo sono le zanzare. Solo con il passare degli anni Grassi associò le zanzare Anopheles alla trasmissione della Malaria, alimentando le paure nei confronti di questi insetti. Disturbi e paure sempre attuali! Molte persone proprio non le sopportano e lamentano il forte disagio dovuto a sgraditi incontri ravvicinati con le zanzare, evitando di andare nel giardino di casa o nel parco pubblico e modificando così le proprie abitudini.\r\n\r\nCulex è il nome latino della zanzara comune, Culex pipiens, quella che sbattendo le ali 600 volte al secondo emette il ben noto sibilo che ne preannuncia l’arrivo nelle notti estive. Ma siccome non si può mai stare tranquilli, dobbiamo fare i conti con il rischio di importare specie da altre parti del Mondo, con conseguenti rischi per la salute. Tra i nuovi “ospiti indesiderati” c’è la zanzara tigre (Aedes albopictus). Giunta con il poco controllato commercio di pneumatici usati, essa è stata aiutata a insediarsi stabilmente dalle “cure” di coloro che continuano a lasciare in giro piccoli ristagni d’acqua (sottovasi, tombini e caditoie, annaffiatoi, barattoli, ecc.) senza coprirli e senza trattarli adeguatamente. Di aspetto simile alle altre 3.200 specie di zanzare che abitano il nostro Globo, la zanzara tigre si distingue dal colore, corpo nero con striature bianche ma come le altre può svilupparsi solo in presenza di acqua. Il ciclo biologico si compie in pochi giorni (in estate meno di una settimana) attraverso quattro fasi: uovo, larva, pupa e adulto. Le uova di alcune specie, tra cui zanzara tigre, vengono deposte in luoghi asciutti destinati ad essere sommersi dall’acqua. Quando ciò avviene, le larve iniziano a svilupparsi e, fino allo stadio di pupa, conducono esclusivamente vita acquatica, infine fuoriesce l’adulto che ben conosciamo. La zanzara tigre ha abitudini diurne e la femmina infligge numerose punture, procurando fastidiosi pruriti alla vittima prescelta, con lo scopo di maturare le proprie uova. Ormai questa zanzara la conoscono tutti! Essa ha raggiunto il top della sua fama quando si è dimostrata capace di veicolare la Chikungunya (247 casi in Emilia-Romagna nel 2007) una arbovirosi simile alla Dengue o febbre spaccaossa, assai temuta in Asia e in Sudamerica dove a trasmetterla è Aedes aegypti una sua stretta cugina, oggi principale imputata per la trasmissione di Zika virus.\r\n\r\nCome contrastare il proliferare delle zanzare? \r\n\r\nA seconda della specie a cui appartengono le zanzare hanno anche abitudini diverse e preferenze particolari per metter su la loro dimora. La zanzara ci tortura di notte e la tigre lo fa di giorno. E questo è solo un esempio. Tutte le zanzare per poter compiere il loro ciclo vitale necessitano di un certo quantitativo d’acqua che ristagni per almeno una settimana. Allora per avere meno incontri ravvicinati con queste bestioline (che se non pungessero sarebbero perfino belle e simpatiche) bisogna eliminare tutti i ristagni d’acqua che non servono e trattare con prodotti antilarvali quelli di cui abbiamo necessità. utilizzare prodotti adulticidi non è la scelta migliore in quanto creano problemi di tipo ambientale e hanno una scarsa efficacia. A questi interventi, perciò, si dovrà ricorrere solo in caso di estrema necessità e privilegiando prodotti abbattenti a base di piretroidi. Link utile www.zanzaratigreonline.it .\r\n\r\nI luoghi preferiti dalle zanzare tigre sono tutti i piccoli contenitori d’acqua che si trovano attorno alle nostre abitazioni e vanno dai pozzetti per lo sgrondo delle acque piovane ai giochi per i bambini, dagli annaffiatoi e sottovasi ai copertoni per auto, ancora troppo spesso accatastati senza controllo fuori dalle officine meccaniche e dai gommisti. Perciò se si vuole contrastare il loro aumento e ridurne i fastidi, è necessario intervenire proprio sui ristagni d’acqua.\r\n\r\n \r\n\r\nAlcuni suggerimenti utili.\r\n\r\nSe siamo stati in aree a rischio di Chikungunya, Dengue o Zika, al rientro dal viaggio facciamo attenzione alla comparsa di alcuni sintomi di tipo influenzale accompagnati da forti dolori articolari ed eventualmente da manifestazioni cutanee diffuse. Nel dubbio, dobbiamo consultare il nostro medico di famiglia segnalando il Paese in cui ci siamo recati.\r\n\r\nPer chi deve ancora partire per luoghi a rischio, ricordare di:\r\n
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- Portare con sé repellenti contro gli insetti, i più efficaci sono a base di DEET (dietiltoluamide), KBR (icaridina) e un nuovo prodotto a base di Citrodiol (registrato recentemente come presidio medico chirurgico) che è estratto dall’Eucalipto (Eucalyptus citriodora).
- Indossare vestiti di colore chiaro che non lascino scoperte parti del corpo (camicie con maniche lunghe, pantaloni lunghi); utilizzare repellenti sulle parti del corpo che rimangono scoperte e sugli abiti.
- Soggiornare preferibilmente in ambienti in cui sia presente un impianto di climatizzazione o protetto con zanzariere alle porte e alle finestre
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\r\n \r\n\r\nClaudio Venturelli\r\n\r\nEntomologo Dipartimento sanità pubblica Ausl della Romagna\r\n\r\n