Home Pagine in Fiore Amore e sesso ai tempi degli etruschi, nel libro di Lattanzi una sorprendente “donna antica”

Amore e sesso ai tempi degli etruschi, nel libro di Lattanzi una sorprendente “donna antica”

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“Trasgressivi, lascivi, dediti ai piaceri sensuali, libertini, addirittura perversi. L’immagine che una certa storiografia ci ha tramandato degli Etruschi è quella di un popolo particolarmente incline ad una sessualità libera per non dire sfrontata che tanto scandalizzò i Greci”. Lo afferma Claudio Lattanzi nel suo ultimo libro “Amore e sesso al tempo degli Etruschi. Maschile e femminile nella civiltà dei Tirreni, dei Greci e dei Romani“, edito da Intermedia Edizioni, in uscita nelle librerie, in distribuzione nazionale,  questo fine settimana.\r\n\r\n”Ad essere completamente diverso rispetto al mondo greco e a quello romano – dice Lattanzi –  era soprattutto il ruolo della donna.   Le donne etrusche godevano infatti di una condizione privilegiata che le poneva quasi sullo stesso piano degli uomini.\r\n\r\nQuesta forma di apparente modernità, incomprensibile per gli altri popoli italici, fu però il retaggio di una civiltà arcaica e non la premessa di una emancipazione femminile destinata a fare nuovamente capolino in occidente solo dopo oltre 2500 anni dalla scomparsa dei Tirreni.\r\n\r\nIl ruolo non subordinato della donna etrusca è una delle testimonianze della loro connessione con un passato arcaico, in cui il patriarcato e il dominio maschile non si erano ancora affermati”.\r\n\r\nSono questi i temi centrali affrontati nel libro di Claudio Lattanzi.\r\n\r\n”Questo breve saggio – spiega l’autore – affronta il tema dei rapporti tra sfera maschile e femminile nelle tre grandi civiltà del passato, in una visione comparativa.\r\n\r\nL’aspetto che risalta maggiormente è l’anomala posizione delle donne etrusche che godevano di ampi margini di libertà e autonomia, del tutto estranei alla condizione femminile nel mondo greco classico e in quello romano, almeno per tutta la durata della fase repubblicana.\r\n\r\nAttraverso l’analisi della condizione femminile, si individua un aspetto fondamentale della civiltà etrusca e cioè quello di essere stata lo spartiacque tra un mondo moderno, incarnato dalla razionalità greco-romana, dalla visione pre scientifica della natura e incentrata sul modello sociale patriarcale ed un mondo arcaico, in cui l’uomo non è situato al centro della natura e le relazioni tra i sessi erano basati su uno schema mutualistico e non sulla dominanza.\r\n\r\nIl particolare status che era riservato alle donne etrusche è dunque il retaggio di una civiltà primordiale che solo oggi si comincia a prendere in considerazione grazie al contributo di meritevoli e innovativi studiosi come Marija Gimbutas.\r\n\r\nE’ la cosiddetta civiltà della Grande Dea, della sacralità della donna, intesa come principio di vita, nutrimento, protezione, incarnata nella natura. Nelle figure delle grandi donne etrusche, mitizzate e tramandate anche nella cultura romana, troviamo questi caratteri atavici di una potenza femminile primigenia che aveva anche risvolti politici. La donna etrusca è infatti anche “creatrice di re”, a dimostrazione di quanto sia stato vasto e spesso per noi incomprensibile quell’universo spirituale che, a partire dal terzo secolo dopo Cristo in avanti, venne completamente stravolto dall’affermarsi del Cristianesimo”.\r\n\r\n 

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Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.