Home Attualità Cinquanta, sessanta, richieste di risarcimento al giorno al Comune: principale causa le buche. Il dirigente dedica una persona al protocollo esclusivo di tali pratiche.
Cinquanta, sessanta, richieste di risarcimento al giorno al Comune: principale causa le buche. Il dirigente dedica una persona al protocollo esclusivo di tali pratiche.

Cinquanta, sessanta, richieste di risarcimento al giorno al Comune: principale causa le buche. Il dirigente dedica una persona al protocollo esclusivo di tali pratiche.

0
0

VITERBO – Una valanga di denunce all’ufficio sinistri del comune di Viterbo. “Credo stiano arrivando cinquanta, sessanta, richieste di rimborso al giorno – ha annunciato il dirigente del personale nella commissione consiliare di ieri – ho dovuto dedicare una persona del protocollo solo a queste pratiche, in modo da protocollarle tutte insieme e avere anche una cronologia degli eventi che vengono trattati in modo diverso a seconda che siano naturali, calamitosi oppure no”. A provocare questa pioggia di denunce, oltre agli incidenti causati durante la nevicata, sarebbero, però, in gran parte le buche della rete urbana. Si chiedono in gran parte risarcimenti a Palazzo dei Priori per i danni a cose e persone causati dallo stato pietoso delle vie cittadine. E il Comune, quasi sempre, è costretto a pagare. La scarsa manutenzione che appare guardando il fondo stradale, dunque, non è solo un disagio alla circolazione, ma si starebbe traducendo anche in una spesa per le casse comunale, ossia, in ultima analisi, per gli stessi cittadini che le riempiono con i soldi delle loro tasse. Dopo il danno, dunque, pure la beffa, perché a pagare, pure i risarcimenti, in fin dei conti, sono sempre gli stessi, i cittadini appunto. E seppure si tratterebbe di risarcimenti, singolarmente presi, di importo non esorbitante, ma comunque significativo in alcuni casi, messi tutti insieme si tradurrebbero per Palazzo dei Priori in una cifra piuttosto consistente. Eppure ci vorrebbe poco per migliorare la situazione, bisognerebbe solo garantire annualmente un certo importo del bilancio per la manutenzione stradale, per evitare che ci si ritrovi, dopo diversi anni che questo non si fa, o non lo si fa nella misura necessaria, nello stato disastroso che chiunque, quotidianamente, tocca con mano girando in città. Poco hanno cambiato la serie di lavori partiti in questo scorcio di amministrazione. Anzi, c’è chi si chiede: perché invece di spezzettare la cifra stanziata per la riqualificazione stradale in numerosi bandi, non sia stata raggruppata in meno lotti, in modo tale da evitare di pagare ogni volta il progettista e diversi altri oneri fissi che ci sono quando si affida un appalto?  Si sarebbe conseguito un risparmio, utile al rifacimento di diversi chilometri in più che, visto lo stato dell’arte, sarebbero stati “oro colato”.

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.