Home Cronaca Adozione rotatoria Poggino, l’azienda rinuncia: “Dal Comune richieste inaccettabili”.
Adozione rotatoria Poggino, l’azienda rinuncia: “Dal Comune richieste inaccettabili”.

Adozione rotatoria Poggino, l’azienda rinuncia: “Dal Comune richieste inaccettabili”.

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Viterbo, 27 febbraio 2024 – Addio adozione della rotatoria del Poggino e del modulo di Sinfonia d’Archi la macchina di santa Rosa, firmata da Angelo Russo, che sfilò a Viterbo tra il 1991 e il 1997, e ora collocata al centro dell’area circolare di intersezione tra strada Teverina e strada Poggino. Il privato che aveva avanzato la proposta di riqualificarla e di occuparsi della sua manutenzione ha rinunciato. Dal Comune “condizioni inaccettabili”, fanno sapere dall’azienda che aveva proposto di realizzare a proprie spese l’impianto elettrico, quello idrico, di restaurare il modulo della macchina di santa Rosa, e di provvedere al taglio dell’erba e l’irrigazione. A questo, però, il Comune avrebbe richiesto in aggiunta le spese per le utenze e la stipula di un’assicurazione.Non ci sono venuti incontro per niente”, dice il privato richiedente. “Così è troppo. Scaricano su di noi il 100% della responsabilità della rotatoria”, dice il privato che si sarebbe anche visto “bocciare” le richieste di “allaccio all’acqua pubblica e all’energia elettrica”, e la richiesta di  dotarsi di propri “contatori”. Insomma, un po’ troppo, avrebbero concluso i richiedenti, anche per chi è innamorato di questa città e delle sue tradizioni. L’azienda, quindi, ha fatto marcia indietro. A tutto ciò, si aggiunge anche una nota “stonata” di colore: pare che l’azienda sia stata inviata due volte in Comune, ma una volta lì  non si sarebbe mai fatto trovare nessuno. E, dunque, la possibilità al momento forse l’unica, di restituire un decoro a questo spazio urbano che si carica di un significato importante con la presenza di un pezzo di una macchina di santa Rosa, svanisce. A meno che il Comune decida di prendersene cura direttamente, per l’opera di Angelo Russo e per la rotatoria si apre come unica prospettiva quella di continuare ad agonizzare  nell’incuria.  Quel pezzo di Sinfonia d’Archi era stato messo lì dal 2021, per raccontare la gloriosa tradizione del Trasporto ma che, invece, l’unica storia che è finita per narrare è stata quella del degrado e dell’abbandono in cui versa l’area al  Poggino. Una trascuratezza che appare anche rispetto alla segnaletica presente in zona che indica il nome delle strade e le direzioni: scarsa, precaria  e poco visibile.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.