Home Cronaca Adozione Rotatoria Poggino, il privato rinuncia, Russo: “Il Comune tolga quello scempio”.
Adozione Rotatoria Poggino, il privato rinuncia, Russo: “Il Comune tolga quello scempio”.

Adozione Rotatoria Poggino, il privato rinuncia, Russo: “Il Comune tolga quello scempio”.

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Viterbo, 28 febbraio 2024 – Pronto a “fare azioni eclatanti”: Angelo Russo non resterà a guardare, mentre il pezzo della sua Macchina, Sinfonia d’Archi, esposto al centro di una rotatoria incolta al Poggino, va in rovina. Negli strali dell’ideatore c’è il comune di Viterbo che avrebbe lasciato nell’incuria la rotatoria e il pezzo della Macchina. Non solo: avrebbe fatto scappare anche l’unica azienda interessata a riqualificare entrambe. Questa aveva presentato una proposta all’amministrazione comunale per rimettere a posto tutta l’area e occuparsi della sua manutenzione nell’ambito del bando per l’adozione da parte dei privati di rotatorie e piccoli spazi verdi.

Ma Palazzo dei Priori avrebbe posto “condizioni inaccettabili”, fanno sapere dall’azienda che, quindi, ha rinunciato. L’impresa si era detta disponibile a realizzare a proprie spese l’impianto idrico, quello elettrico, a tagliare l’erba e pensare all’ordinaria manutenzione. Il Comune, invece, avrebbe alzato la posta, chiedendo anche che il privato adottante sostenesse le spese delle utenze e stipulasse una polizia assicurativa. Tutte cose che avrebbero indotto l’azienda a rinunciare all’adozione della rotatoria del Poggino.

Al riguardo si attende anche di conoscere l’esito delle altre richieste di “adozione” delle rotatorie e degli spazi verdi arrivate in Comune, aderendo all’apposito bando aperto dall’amministrazione. In un consiglio comunale della fine di gennaio, l’assessore ai Lavori Pubblici, Stefano Floris, aveva risposto a un’interrogazione del consigliere comunale della Lega, Andrea Micci, che chiedeva appunto l’esito delle proposte di adozione arrivate.  Sono state richieste un paio di integrazioni”, aveva detto Floris, “la cosa si risolverà massimo tra due settimane. In tempi stretti saremo in grado di dare la graduatoria finale”. Quasi un mese dopo, ancora nessuna notizia. Intanto, però, a parlare è Angelo Russo, l’ideatore di Sinfonia d’Archi che riferisce di non avere mai ricevuto una risposta a quella pec inviata il primo luglio 2022 all’amministrazione Frontini per chiedere di togliere la sua opera dal degrado. “Il Comune dovrebbe incentivare e sostenere chi dimostra buona volontà”, dice Russo,  e “non creare le condizioni per cui tutto diventa insostenibile”. “Se il Comune non intende prendersene cura”, prosegue, “a questo punto va tolta. Basta. Così è uno scempio. Ho aspettato un po’, perché pensavo si potesse risolvere qualcosa, ma forse hanno altre priorità. In questo stato  è un danno alla mia immagine. Ho i diritti morali d’autore. Tra circa un mese farò qualcosa rispetto a questo. Qualche azione che possa in qualche modo far riflettere. Nonostante ci sia una pec al protocollo del Comune, c’è un silenzio assordante. Stiamo parlando della tutela dei beni pubblici che sono di tutta la comunità e che il sindaco pro tempore e il Comune hanno il dovere di custodire. Ho atteso. Ma adesso basta”.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.