Aeroporto, domani il primo volo che può cambiare il destino di Viterbo.
Viterbo 14 settembre 2025 – Domani il primo volo tra Fano e Roma Urbe che potrebbe cambiare il destino di Viterbo. Si tratta, infatti, del primo “vagito” di “RAM Regional Hair mobility”, così l’ha chiamata l’Enac nei suoi documenti e “prevede l’utilizzo di velivoli di massimo 19 passeggeri con un raggio d’azione fino a 500- 600 km”. Una “integrazione di modalità aria – aria” con cui “si riuscirà a coprire potenzialmente il 100% del territorio nazionale a prescindere dall’ orografia“.
A raccontare questa rivoluzione al Corriere della Sera è il presidente di Enac, Pierluigi di Palma. Un sistema aeroportuale “minore” che andrà ad affiancare quello principale dei grandi scali di linea, dove figura anche Viterbo, per il quale può considerarsi definitivamente sfumata, oramai, la possibilità di diventare il terzo scalo del Lazio. Prospettiva non per tutti positiva: l’amministrazione Frontini, ad esempio, ha sostenuto una linea diversa, quella appunto di ospitare un piccolo aeroporto turistico, più congeniale, ad esempio, anche alla vocazione termale del territorio, che attira qui un turismo alla ricerca di quiete e benessere. Quella di un piccolo scalo turistico sembra l’opzione più gradita anche da Fratelli d’Italia.
Mauro Rotelli (FDI): “Un progetto su cui lavoriamo da anni”.
Ed è in questa ottica che oggi si registra l’entusiasmo del deputato Mauro Rotelli: “Una grande notizia per Viterbo e la Tuscia! “, scrive sui social, “Il Corriere della Sera racconta oggi la realizzazione di una rete di aeroporti regionali promossa da Enac, tra cui anche Viterbo. Un progetto a cui lavoriamo da anni e che rappresenta una straordinaria occasione di sviluppo, crescita e connessione per il nostro territorio. Impegno e visione che diventano finalmente realtà”.

“Voli di linea dalla pista di Bresso alle porte di Milano verso l’isola d’Arezzo, Perugia collegamenti diretti da Venezia lido fino a Viterbo o L’Aquila”, scrive il Corriere. “Decolli frequenti da Roma Urbe per Fano, Siena e Tortoli, il tutto con velivoli da nove posti al massimo 19 in grado di unire via aria località Italiane. Cosa un tempo impensabile, se non utilizzando i jet privati e riducendo i tempi di viaggio di due terzi e con un biglietto che, con un piccolo supporto regionale, come la continuità territoriale può costare al massimo 80 – 100 euro”, scrive il Corriere. “Alla larga dei grandi aeroporti, l’Enac lavora per far sviluppare un “mercato aggiuntivo che riguarda “centinaia di migliaia di persone tra pendolari, imprenditori e anche turisti arrivati da oltre oceano. Tutte persone che ogni anno raggiungono in auto o in treno città medio piccole dotate di piste oggi utilizzate da velivoli personali o dalle scuole di volo, ma che presto potrà vedere i King Air, B200 o i Tecnam P2012, piccoli aeroplani utilizzati per i viaggi brevi”.
Domani, 15 settembre, primo volo dimostrativo Fano – Roma.
Il primo volo dimostrativo sarà appunto quello di domani tra Fano e Roma Urbe. “Un primo passo verso una rete nazionale capillare a corto raggio – spiega De Palma al Corriere – ed è anche un modo per avviare quella connettività orizzontale tra il Tirreno e l’Adriatico, tagliando drasticamente i tempi“. Si pensi ad esempio che tra le due località “ci vogliono 45 ore di viaggio in macchina“, mentre “con questi voli si arriva a 40 – 50 minuti“. Le compagnie interessate, secondo il Corriere, già ci sarebbero. “L’Enac Servizi gestisce 21 impianti in tutta Italia, l’intenzione è di operare rotte anche con scali terzi come Olbia, Salerno o Foggia. “È pure un modo di delocalizzare il turismo”, specifica Di Palma “un americano, per esempio, potrà sbarcare a Fiumicino con un volo intercontinentale, quindi prendere l’elicottero per Urbe e da lì imbarcarsi su un piccolo velivolo per Siena o Perugia o il Gargano“.
3 snodi principali: Urb, Bresso, Venezia lido.
Gli snodi principali sarebbero tre, scrive il Corriere: “Urbe, Bresso, Venezia lido e il piano prevede diverse tappe con tanto di investimenti per l’adeguamento delle infrastrutture. Si partirebbe con i collegamenti tra il piccolo scalo della capitale e il versante Adriatico, la Sardegna, Elba, Sarzana, Siena, Perugia e Capua. Per estendere la connettività anche al Nord.